Corri e non resterai mai senzafiato!
C'è tanta solitudine in quell'oro. La luna delle notti non è la luna che vide il primo Adamo. I lunghi secoli della veglia umana l'hanno colmata di antico pianto. Guardala. E' il tuo specchio. (J.L.Borges)

chi sono?
"...Ella non sorrideva; ma sembrava che s'appoggiasse su ogni parola come per comunicare a ciascuna il suo proprio peso, il peso della sua potenza e della sua imperfezione e di tutto l'ignoto ch'ella portava dentro." (Thanks to A. Sperelli!)

odio...
La stupidità omnia in ogni manifestazione umana!

...e amo
I libri e l'odore della carta. Il profumo dell'aria. I colori del mondo. La bellezza nascosta.

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venerdì, 22 agosto 2008

Un giorno pezzi di storia fatta memoria di uomini prescelti, andrà perduto co la loro morte. Nulla può compensare tale perdita e tanto basta a cambiare una giornata. Siamo fallaci e fuggevoli e siamo così ridicoli ad affannarci come cieche formiche nella quotidiana farsa.
Siamo quello che concludiamo in termini di stipendio mensile...triste realtà della vita. Eppure ci sono uomini che sono perchè hanno vissuto e di tale vita fatta di attimi non certo di stipendi e successi sociali.
...poco fa è morto uno di questi uomini; Mario Rigoni Stern, oggi un amico-compagno mi ha fatto incontrare le parole di un altro di questi uomini straordinari...e adesso chiudo la mia giornata pensando che al di là di tutto io questa giornata l'ho vissuta e anche se non ho concluso nulla, ho un pezzo di vita da trasformare in memoria e ricordi, brutti e cupi, ma è vita lo stesso!

Buon fine settimana a tutti!sulla strada di casa...


martedì, 19 agosto 2008

E’ tutto finito, l’aria fredda delle latitudini a nord est ha infranto il sottile velo vaporoso di cristallo dietro cui mi ero rifugiata. Una quinta leggera che mi aveva allontanato dal palcoscenico quotidiano delle ordinarie menzogne e delle comuni gocce di sale. Come un pessimo clown torno a far saltelli, lazi e scherzi buffi per far vivere il mondo a cuor leggero. Indosso un papillon rosso ingombrante che mi soffoca ogni volta che deglutisco ad ingoiare l’amaro, un abito troppo stretto da cui fuoriescono rotoli molli e gelatinosi di un elefante, scerpe grandi e ridicole che mi incatenano a questo suolo con i piedi che sanguinano perchè sempre tesi a fuggire in acque fresche e sapide. Ecco il clown del vostro circo quotidiano, ecco il clown che fino a poco tempo era libero di essere clown felice, Antigone dolente, Medea iraconda, Giulietta innamorata, Ubu ridicolo e avido o Elena lasciva e passionale.

Il palcoscenico è tiranno, vuole un solo personaggio, una sola trama…ma dietro quella quinta colorata dei rossi dei tramonti di fuoco, dei blu delle notti calde, del verde del mare in burrasca e dei mille colori racchiusi dalle mie colline…beh li dietro c’è una vita che segue le regole naturali, che non imprigiona i suoi attori in ruolo ma che lascia loro la possibilità di scegliere…di essere uno nessuno e centomila, di tornare ad essere acqua liquida incomprimibile e multiforme…ed ora…la quinta è sparita…e signori e signore, mettevi comodi e godetevi questo spettacolo quotidiano, che la vita leggera vi allieta con la ridicola maschera di clown osceno!

Crocifissione


martedì, 29 luglio 2008

Alle volte accade che cammino per kilometri lungo il mare, cammino senza parlare con la voce, cammino facendo parlare i miei piedi che calpestano acqua e sassi e sale. Il sole è alto e dalla superficie del mare annuso aria densa di sale e calore, controluce la spiaggia perde i suoi contorni tra le pieghe tremule di un continuo miraggio acquoso. Un piccola grancio si nasconde negli anfratti di uno scoglio cavo.
Alle volte accade che cammino per molto tempo sensa sentirlo, attraverso lo spazio come se il mio tempo non esistesse, cammino senza parlare ma ascoltando i miei pensieri mescolarsi con la spuma di onde che muoiono tra i miei passi.
Alle volte cammino per ora sulla spiaggia e sento la pace, la calma, il delirante ululato di un gatto che azzanna feroce...
Alle volte cammino e penso alle persone che hanno fatto qualche passo insieme a me, ad alcune associo tenerezza, amicizia, fiducia...ad altre solo un ricordo ma chiunque passi dalla mia vita lascia sui miei passi un'impronta alle volte così pesante da risultare indelebile anche dal tempo.
Alle volte accade che cammino e sorrido al pensiero di avere una piccola vita che a casa ha bisogno di me per continuare a miagolare...non è nulla ma prendersi cura di una vita come io avrei voluto che la vita si prendesse cura di me, è taumaturgico, mi consente di palpare le viscere palpitanti del mio io femmineo più nascosto e vitale...quello che dimentico per vivere in una vita quotidiana di muretti secchi costellati di cocci acuminati di vetri infranti.

Alle volte accade che ti senti così infinetisimale in un'angolo coperto di spiaggia, alconfine tra il mare e una vecchia ferrovia abbandonata, sola...con la Terra ai tuoi piedi...e allora misiedo su uno scoglio, mi levo gli occhiali e guardo l'orizzonte finchè un'onda mi attira in mare e mi tuffo a nuotare.

...e buona giornata a tutti!DSC03672


mercoledì, 23 luglio 2008

Salgono lampi sulfurei dalla terra al cielo, piovono da nuvole pesanti scariche elettriche rabbiose che illuminano l’acqua furiosa del mare.

Le intemperie dell’atmosfera sembrano sedare le mie tempeste umorali. Una birra mi tiene compagni e accanto un compagno silente, la pace!

Le viscere deflagrano insieme alle molecole d’aria sbattute dal vuoto del tuono, l’acqua spumeggia rabbiosa e il mare sputa tutto il suo sale sulle mie piaghe, sfrigolo e mi contorco ma con dentro allo stomaco una sensazione di pace. Tutte le ore disperate si dissolvono, mi resta tra le dita una sabbia fine di ricordi melanconici, una lacrima di addio un beffardo sorriso di coscienza.

Vivere su due dimensioni temporali per me è una supplizio, sono un Tantalo disperato e legato al palo crudele della realtà, con un rapace uomo che mi strappa il futuro da uno stomaco che sanguina e si rimargina di putrefazione continua.

Eppure in mezzo a tutta questa elettricità…mi sento respirare con fiato placido, un pensiero che cavalca le cariche elettriche e viaggia attraverso lo spazio dei cieli e raggiunge chi davvero mi ama, chi davvero vuole me per quello che sono, non l’ombra perfetta di un reale imperfetto.

Chiudo gli occhi mentre le nuvole si illuminano ancora di riflessi azzurri e violacei, salgo in macchina e risalgo la collina per andare a casa a godermi lo spettacolo dall’alto, a prendermi un altro po’ di pace.


lunedì, 07 luglio 2008

Nell'aria ferma dell'afa di fondovalle ho camminato. Un felino feroce mi aveva da poco smembrato le viscere, i momenti solari non sono bastati a rendermi meno pesante il piombo che è disceso nell'anima.

Come sempre sulla porcellana ho crocifisso una parte del mio corpo, l'ho lasciata sanguinare finchè non è morta per sempre. Con il lutto dipinto sulla pelle e marchiato nelle corde vocali da cui ora esce solo una raucedine di vecchiaia, sono uscita di casa. Calzoncini e scarpe da ginnastica...una piccola speranza appesa ad una mail spedita in mattinata all'oscuro di tutti, un legame ristabilitosi dopo un anno cui ho affidato una piccola ma reale possibilità di reincarnazione in una vita più mia!

Un ragazzo mi chiede delle monete...lo guardo, è bello, capelli ricci, barba incolta alto e moro con un sorriso sereno e pulito. E' seduto su uno zaino e mi chiede:
"Perchè se pianto dell'erba gli uccelli ne mangiano i frutti?"
"perchè non sono mica stupidi!"
"Brava...hai dato la mia stessa risposta, potremmo scrivere un libro io e te!"
Mi siedo per terra accanto a lui e iniziamo a parlare, ha 35 anni e la genuinità di un bambino, mi stringe la mano e mi chiede come mi chiamo. Mi racconta del suo sogno di andarsene ad Addis Abeba, mi racconta del suo viaggio in India, delle mucche per strada e delle scimmie di Delhi. Mi racconta che è un rasta, che sta raccogliendo soldi per poter partire. Mi racconta che la sera va nei supermercati e mangia quello che noi buttiamo. Parliamo di Cacciari, dello sviluppo sostenibile, dei suoi sogni...delle sue utopie...dei miei sogni...delle mie utopie...ci confondiamo. Mi offre una sigaretta e la condivido con lui, apro la borsa e prendo una bottiglia d'acqua...passa un'ora. I miei mostri sono spariti come se lui li avesse ingoiati, assorbiti, nascosti...scacciati. Mi guarda fisso negli occhi e io pure, sento un motus animi verso di lui che è del tutto autentico. Penso che chi gli dice che è matto non ha capito nulla...un matto non è così sincero, così vero come quest'uomo. E' laureato in filosofia e vuole andare ad Addis Abeba a coltivare campi attorno ad un lago...per un sogno così lu vive di nulla e ogni centesimo lo mette in un sacchetto per il passaporto e per il biglietto d'aereo.

Lo guardo e lui capisce...mi stringe la mano destra e mi sorride lucido...sono senza parole, tutto è sparito, dentro c'è solo il calore di questo ragazzo...mi sfugge una lacrima e lui mi sorride più forte...sorrido anche io e sono in pace, penso alle persone che amo a tutte, M., la mia famiglia, CosDan, la piccola Silvia, Cé, Paola, Mary...Peter...Yaya...Filippo..Mirko..Beatrice...Alessandro...amici..vite che quando sono con me riescono a cambiare la mia vita...

Saluto con un abbraccio...e vado a casa sotto l'afa che soffoca...non so come ci sia riuscito...ma quest'uomo mi ha reso felice in un modo che non avevo mai conosciuto!

Sono tornata indietro giusto per dirgli grazie e lui mi risposto con un sorriso...ci sono persone che salveranno il mondo, lui è una di queste!


mercoledì, 02 luglio 2008

Le strade sono dissestate ma le ruote di un'auto mi spostano attraverso campi ondulati, campi gialli, stoppie con macchie nere di fuochi di contadini. Colline colore dell'oro segnate da sentieri misteriosi di muretti a secco che si intrecciano, disegnano snodi e separano proprietà, storie e vite di chi li ha eretti.
Sole a picco, feroce, così grande che scolora l'azzurro del cielo che lo circonda, così luminoso che non lo si può guardare.
Aria in movimento, vento, folate leggere che spazzano via il calore dalla mia pelle, istanti di brivido che solleticano il mio corpo caldo. Il sole scende a biscottare la pelle, la mia pelle si colora all'istante e cambia odore, mi annuso; so di carne, so di cuoio lasciato al sole. COntinuo a guidare, continuo a viaggiare indietro nel tempo.
Casolari abbandonati, vacche magre che pascolano tra gli sterpi, scheletri di paesi che furono, arrampicati su colline scoscese. Mi fermo ad attraversare le starde, spio vite che sono e immagino le vite che furono.
Dalle finestre abbandonate esce odore di polvere fresca, odore di muri che si sgretolano, annuso l'aria e tornano alla memoria immagini evocate e risorte dai romanzi di Verga, da Pirandello...
Uomini dall'età indefinita stanno seduti fuori dai bar, sempre a bere ghiacciate granite, in camicia bianca e pantaloni neri...occhi che ti guardano, occhi che ti seguono, occhi che incontro e che leggo. Parole aperte di vocali, parole sanguigne di consonanti raddoppiate, sorrisi sporadici ma galanterie usuali.
"Non si preoccupi...è dovere! La saluto!"
Un prepotente sapore di libertà si fa gusto di mandorla, si fa gusto di pesce alla brace e gusto di melanzane arrosto, pomodori secchi...formaggi di capra...pistacchi...limone acidulo e sugoso...vino nero e stridente...ricotta frfesca...un uragano di sapori mi investe, mi lascia esausta e paga come un amante dolce, lento, estenuante e passionale.
Torno in auto...riparto verso altri luoghi di questo luogo...sorrido.La vita che si affaccia

venerdì, 20 giugno 2008

"Un sospiro soffocato dal pensiero gocciola in una goccia salata dagli occhi a pavimento. Vivo nel mio mondo, ono altro da questo mondo...
Lascio che il sole mi scotti la pelle sottile e porti a galla le efelidi in letargo. Il ghiaccio riflette una luce affilata che affonda nei miei occhi e mi lascia la possibilità di piangere.
Un altro sorpiro, dolce, profondo, sensuale...una carezza e il pensiero vola a chi saprebbe rendere il logos una insostenibile leggerezza, un atto non amorevole ma fiero e sensuale.
Il ricordo di un momento in un luogo che non è questo sembra un mondo parallelo su cui mi sono affacciata per un frugale giorno...per una lunga mattinata...per una intensa notte...per un doloroso risveglio.
Le pareti di casa mi si sgretolano innanzi ai piedi, preparo di nuovo la valigia, in viaggio perenne...non so ancora viaggiare senza muovere il mio corpo...ho bisogno di navigare nello spazio per poter attraversare le ditanze e lasciare che il pensiero si liberi...attraverso finzioni di vita reale e vivo in un tempo che non esiste se non nel momento stesso in cui lo vivo!"

...Parto ancora..parto di nuovo...vado al Sud a ritrovare di nuovo il mare assaggiato fino a ieri a Venezia...vado al sud per incontrare le persone attraverso i loro occhi...e poi...e poi tornerò giusto il tempo di fare di nuovo la valigia..e poi di nuovo partire...e forse...riuscirò finalmente ad andare dove i sospiri mi indicano...verso il mio mondo reale...lontano da un mondo di finzioni che vive quotidianemente come riflesso di uno specchio vuoto!

Have a nice day!

DSC04194


martedì, 10 giugno 2008

Arrivo in stazione centrale con un temporale alle spalle. Posto nuovo facce nuove e lingua sconosciuta. Mi sento stranamente male, amo viaggiare e le novità non mi spaventano mica...però stavolta ho lo stomaco occluso dal nero pesante della paura.
No! Io sono la ragazza con la valigia non posso reagire così nel mettere piede in un territorio vergine...non mi si confà...non mi riconosco...mi strappo di dosso almeno le sambianze della maschera del disagio. Passo rilassato, borsa a tracolla e comincio a salire verso l'ostello. Una lunga salita di gradini stretti e bassi ma infiniti. Ogni gradino un sospiro, ogni sospiro un pensiero, ogni pensiero un graffio, ogni graffio un pezzo di me che lascio indietro.
Facce spigolose, facce meticce, facce turche, facce di un minestrone culturale a suo modo affascinante, familiarizzo durante l'ascesa, con un gruppo di portoghesi...dolce il suono della loro lingua che mi spiace quasi chiedere loro di parlare in spagnolo per poterli capire.
Aria fresca in cttà ha appena piovuto...respiro a fondo aria leggera e calpesto cocci di bottiglia, cammino nel parco dell'ostello...provo la voglia irrefrenabile..esito...esito...mi trattengo...poi slaccio le scarpe e i miei piedi nudi calpestano l'erba bagnata. Un brivido lungo mi sale dalla pianta dei piedi fin sulla nuca e li si dissolve tra i miei capelli cortissimi finalmente..

...Eccomi finalmente mi riconosco...tornata la solita impeninete viaggiatrice...Stoccarda mi ha risvegliato con un prato bagnato, unp d'aria fresca e i gradini dell'ascesa all'ostello...

Buona giornata a tutti voi..che io ora vado al mio crogiuolo di lingue e di passioni e di facce...

Wilkomme in Stuttgart!!!Stuttgart1


venerdì, 30 maggio 2008

Grandine...spietate lame tonde e dolorose di ghiaccio mi illividiscono la superficie del corpo.
Attendo la pioggia per piangere, per tornare ad essere acqua nell'acqua.
Attendo il temporale per raffreddare le viscere irritate dai quotidiani saliscendi di rabbia, solitudine e delusione.
Attendo i lampi per singhiozzare e i tuoni per urlare.
Amo i temporali...l'acqua di gocce pesanti e cariche che fende l'aria e si frange come meteoriti di fuoco sull'asfalto...il suono furente delle nuvole che scaricano la loro essenza sulle nostre teste stupide e piene di vacuità.
Grandine e pioggia copiosa sulla mia pelle, mi lascio bagnare senza timore, guardo ipnotizzata i fulmini che disegnano le strade della mia rabbia nel cielo di piombo mentre i tuoni gridano grevi la frustrazione di una donna innamorata di chi non c'è.
Odio Dio che mi fa amare una persona che non esiste, che non esisterà mai ma che vive come perenne feto nel mio grembo malato.
Odio un Dio che mi ha dato troppo cervello da impedirmi di trovare la pace nella credenza di lui e troppo cuore da impedirmi di non amare visceralmente. Odio quel Dio che mi ha dato un cervello che arriva allo stomaco con una potenza deflagrante.
Il temporale continua...l'acqua mi gronda addosso...mai stata meglio...acqua che si lascia lavare da altra acqua...mi sento vuoto e leggerezza nelle membra...
Il cielo mi piove addosso...e io lo assorbo, lo lascio penetrare nelle pieghe della mia pelle, lo lascio libero di portare via dal mio corpo calore e polvere, apro la bocca e lo bevo come un cane assetato beve da un miraggio di pozzanghera.

...amo i temporali...mai stata meglio come poco fa sotto l'acqua...vorrei solo che durasse in eterno...pioggia per sempre...Luna per sempre se stessa...acqua per sempre libera di essere acqua!

Buon fine settimana a tutti voi!




lunedì, 26 maggio 2008

Premdo un pezzo...poi un altro..e un altro ancora...eccomi li sull'orlo del baratro. Mi guardo attrorno perplessa, il buio.
Chiamo con voce flebile...penso alle persone della mia vita...le chiamo una per una ...nessuno risponde. Piango lacrime asciutte da mesi, mi soffio il naso e mi siedo su quel bordo di terriccio argilloso. POtrei franare giù perchè i granelli di terra si sgretolano sotto il pesa del mio corpo. Potrei cadere giù perchè mi alzo in piedi e decido di fare quel passo nel vuoto. Potrei cadere giù voltandomi di scatto alla voce amata che giunge ad abbracciarmi....comunque vadano la costante è una sola: in quel buco nero ci finirò!
Prendo un altro pezzo...e un altro...e poi giù...il salto è fatto.
Mentre si cade nel nulla che ti inghiotte non si sente nulla, niente paura, niente ansia, niente emozioni...non si pensa nulla...si cade e basta, si sente il vuoto che ti rapisce, si sente il buco sotto di te che si spalanca. Tutto corre così veloce che sembra di cadere in eterno e di poter continuare a sprofondar fino alla fine dei tempi.
Ecco fuori un pezzo...è un pugno che sfianca le costole...un altro pezzo...tossisco...sono arrivata alla fine della corsa...un altro pezzo...piango lacrime bagnate di essere umano fatto di carne,sangue, organi...ormoni...neurotrasmettitori. Altro pezzo...lacrime che si fondono...salato e dolce e acido...un miscuglio alchemico che instilla quell'ultima goccia di follia...e da li in poi..sono altri cinque, otto, venti pezzi...e poi finalmente la pace della morte momentanea.
Mi aggrappo con le braccia alle mie gambe, occupo uno spazio sul tappeto rosso, mi dondolo da sola, faccio il vuoto in testa...apro la bocca e recito il mio pezzo come automa incosciente. Passano i minuti...tutto ritorna alle forme originarie ai colori primari. Mi alzo e calpesto il parquet cosparso di briciole...tiro su col naso, alzo i due angoli opposti delle mie labbra a formare un sorriso...

"Buongiorno mondo....!"