Corri e non resterai mai senzafiato!
C'è tanta solitudine in quell'oro. La luna delle notti non è la luna che vide il primo Adamo. I lunghi secoli della veglia umana l'hanno colmata di antico pianto. Guardala. E' il tuo specchio. (J.L.Borges)

chi sono?
"...Ella non sorrideva; ma sembrava che s'appoggiasse su ogni parola come per comunicare a ciascuna il suo proprio peso, il peso della sua potenza e della sua imperfezione e di tutto l'ignoto ch'ella portava dentro." (Thanks to A. Sperelli!)

odio...
La stupidità omnia in ogni manifestazione umana!

...e amo
I libri e l'odore della carta. Il profumo dell'aria. I colori del mondo. La bellezza nascosta.

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venerdì, 20 giugno 2008

"Un sospiro soffocato dal pensiero gocciola in una goccia salata dagli occhi a pavimento. Vivo nel mio mondo, ono altro da questo mondo...
Lascio che il sole mi scotti la pelle sottile e porti a galla le efelidi in letargo. Il ghiaccio riflette una luce affilata che affonda nei miei occhi e mi lascia la possibilità di piangere.
Un altro sorpiro, dolce, profondo, sensuale...una carezza e il pensiero vola a chi saprebbe rendere il logos una insostenibile leggerezza, un atto non amorevole ma fiero e sensuale.
Il ricordo di un momento in un luogo che non è questo sembra un mondo parallelo su cui mi sono affacciata per un frugale giorno...per una lunga mattinata...per una intensa notte...per un doloroso risveglio.
Le pareti di casa mi si sgretolano innanzi ai piedi, preparo di nuovo la valigia, in viaggio perenne...non so ancora viaggiare senza muovere il mio corpo...ho bisogno di navigare nello spazio per poter attraversare le ditanze e lasciare che il pensiero si liberi...attraverso finzioni di vita reale e vivo in un tempo che non esiste se non nel momento stesso in cui lo vivo!"

...Parto ancora..parto di nuovo...vado al Sud a ritrovare di nuovo il mare assaggiato fino a ieri a Venezia...vado al sud per incontrare le persone attraverso i loro occhi...e poi...e poi tornerò giusto il tempo di fare di nuovo la valigia..e poi di nuovo partire...e forse...riuscirò finalmente ad andare dove i sospiri mi indicano...verso il mio mondo reale...lontano da un mondo di finzioni che vive quotidianemente come riflesso di uno specchio vuoto!

Have a nice day!

DSC04194


giovedì, 10 aprile 2008

Microquadrati rosa di porcellana, la mia parete sinistra. Porcellana bianca, mossa dall'increspatura dell'acqua, il mio orizzonte. Piovono rane su questo mondo, le faccio piovere io come raffiche furiose di pioggia da uragano tropicale.
Squallido e vitale, aspetti seduta per terra e rendendoti conto che in fin dei conti tutto quello che ti circonda, pressapochista, confettoso, ributtante e ributtato, è il tuo mondo.
Sono le 6:45...non è l'ora giusta!

"...il mio corpo scompensa..."

Falangi impazzite affondano nei tessuti molli e tirano fuori pezzi di vita e pezzi di morte...colori sul bianco che compongono una tavolozza orrifica.

Guardo quell'asciugamano per terra, vessillo degno di indegna vita, imbarazzante simbolo di verità ancor meno degna. Un asciugamano di spunga, troppo ordinario per essere prezioso, troppo intriso di puzze, umori, acqua stagnante, cibo avariata, pezzi di anima scaduta da mesi, granelli di farina rancida che una volta usavo per plasmare i miei sogni in torte speziate.

Soggiorno, luce appassita dalle finestre grigie, è un' istantena di decadenze, fiori senza più petali, carte strappate dalla rabbia, dolore..solitudine...pillole in un angolo. Blister vuoti e blister di sogni ancora da svuotare e da far affogare in fondo al maleodorante sifone della ragione...la ragione...la ragione...mi uccide la razionalità...la odio...mi incatena.

Rigurgiti di rabbia al sapore di farina, zucchero..caffè...cammino  tre passi attorno al tavolo, vado alla finestra, quattro,cinque, sei...sette passi...il mondo di fuori vive e io qui dentro mi lascio morire.

Leggo Sarah Kane avvolta in un asciugamano liso, piedi scalzi, capelli umidi, mani tremanti, pelle d'oca, gola dolorante, palato di fuoco, caffè bollente che spegne l'incendio delle viscere a appicca le fiamme della vita. Leggo...e leggo...e leggo...e comincio a pensare e torno a respirare e sriprendo a viaggiare lenta sui binari sconnessi dei miei neuroni.

Mi inguaino nelle mie maschere, il terrore nello stomaco, la vita negli occhi, la passione sulle labbra, la voglia di sperare e il rifiuto della speranza nell'anima, ai piedi tacchi alti e tanta rabbia.
Esco sotto la pioggia fine e sospeso di una primavera inconsistente, i miei passi disegnano contorni surreali, le mie dita scrivono uno, due, mille racconti di vite che vivo a metà e che vorrei vivere insieme.Scrivo..digiro con i passi dialoghi tra me e i miei incubi..tra me e i miei sogni.

Buongiorno mondo...

Fedra: Che schifo!
Ippolito:Cosa?
Fedra:Ti soffi il naso coi calzini!
Ippolito:Prima controllo di non essermici pulito lo sperma. E poi sono Puliti. Prima che me li metta!
.............................
Anche tu sei strana
Fedra:Perchè?
Ippolito:Io ci sono nato dentro questo schifo,tu te lo sei sposato. Gran scopatore?Doveva chiavare bene.Tutti gli uomini del  paese stanno li a sbavarti intorno alla fica e tu chi ti prendi:Teseo; l'uomo del popolo, quella testa di cazzo.
Fedra:Con me parli soltanto di sesso.
Ippolito:E' la mia passione.
Fedra:Credevo lo odiassi.
Ippolito:Odio le persone.
Fedra:loro non ti odiano.
Ippolito:NO.Mi regalano schifezze.
Fedra:Voglio dire...
Ippolito:Lo so cosa vuoi dire.Hai ragione. Le donne mi trovano molto più attraente da quando sono ingrassato.Credono che abbia un segreto...Sono grasso.Sono disgustoso. Sono stronzo.Ma scopo un sacco. Quindi...?
...................
Dai mamma non ci arrivi?

 


lunedì, 07 aprile 2008

Cominciai a sognare anch'io insieme a loro
poi l'anima d'improvviso prese il volo.

Sogni di bambino, perchè decisi di non uccidere l'infanzia che avevo dentro. Fiducia sconfinata, cieca..da bambino malato che crede nel medico, che crede che Babbo Natale sarà li a portargli il dono e berrà quella tazza di latte che gli hai lasciato. La fiducia sconfinata di un bambino malato di cuore che è felice come solo un bambino può essere ed è triste come solo un bambino che sa di avere un cuore poco forte, sa essere.
Ho sognato con loro, la mia vita l'ho vissuta sognandola, e come un sogno l'ho vissuta con picchi e vette e abissi sconfinati e senza fondo, bui quanto luminose erano le vette. Una vita in sogno, una vita di volo perpetuo tra le cime di sole, aria rarefatta e ghiacciata, e profondità melmose, putrescenti e buie.
Ma  se sei un bambino e per di più hai il cuore malato...basta un bacio, un bacio che regali pur sapendo di poterci morire...basta un bacio a ucciderti il cuore!

Ma che la baciai questo sì lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra.


Non sono più bambino, non sogno più, non ho più un cuore malato, ho solo un muscolo che pompa sangue nelle mie vene.  Ho lasciato il mio cuore sulle sue labbra, ho conosciuto un attimo fugace di felicità assoluta. Ora il cuore di quel bambino è come un uscolo privo di sangue fluente, dentro c'è sangue raggrumato, denso, scuro, necrotizzato.
Non aspetto più di svegliarmi al mattino per vedere Babbo Natale ha mangiato i miei biscotti...Babbo Natale non scenderà più nel mio caminetto ancora caldo dal fuoco della sera prima, dalle chiecchiere, dai sorrisi, dai sogni e dai baci.
Troverò lo stesso carte colorate e pacchetti e fiocchi scintillanti...ma senza la magia sono solo oggetti, cose...non sono più doni, attesa, speranza, fantasia, futuro..deisderio..baci...sono solo cose e il cuiore di quel bambino ormai quasi non esiste più!

E l'anima d'improvviso prese il volo
ma non mi sento di sognare con loro
no non si riesce di sognare con loro.



mercoledì, 02 aprile 2008

Ci ho messo tempo. Mi è servito tempo.
Per cosa?
Pensare? No!
Rivivere!

Sì perchè quando sei stato investito da un a slavina di sensazioni, non riesci nemmeno a scinderle, senti solo il blulichìo alle estremità, una sorta di perenne stato eccitato che non arriva mai a sfinirsi uno sfogo orgasmico.

La violenza non mi spaventa, la violenza degli altri mi provoca rabbia e reattività estrema, la mia violenza mi affascina, la metto li al centro della stanza buia delle mie viscere e la illumino con una luce giallo-azzurra dei neon delle mie sinapsi e la osservo come fosse una statua greca.
Saggiare ogni spigolo, attraversare ogni passaggio nascosto. Sentire tutta la levigatezza delle forme di tanta violenza che alberga in noi stessi.


SOLDATO: Non hai mai ammazzato nessuno?
IAN:Cazzo se l’ho fatto!
SOLDATO:No! Non parleresti così. Lo sapresti
IAN: Saprei cosa?
SOLDATO: Vedi. Non lo sai.
IAN:Cosa cazzo devo sapere?
SOLDATO:Lascia stare. Meglio non saperlo.
IAN:Cosa? Cosa cazzo dici? Che cosa non so?
SOLDATO:Tu credi-
(si ferma e sorride)
Ho rotto il collo di una donna. L’ho presa a coltellate tra le gsmbe, alla quinta gli ho rotto la spina dorsale.
Tu non ce l’avresti fatta!
IAN: no!

 

Non ho mai ammazzato nessuno mi sono sempre ammazzata pezzo per pezzo, omicida di piccoli scomparti di me.
Sabato pomeriggio mentre la stanza è buia e una mano si accanisce contro il palmo sinistro della mia incorporea mano, penso al collo di una donna che sotto un colpo netto e forte, cede e di schianto si spezza. So chi mi sta toccando e sento la violenza che monta.

Penso che la crudeltà e la violenza siano connotati animali che appartengono anche a noi umani. Sarah lo sapeva bene, ha disegnato uno Ian carnefice che poi inciampa in un carnefice ben più spietato di lui. I soldati sono, per forza di cose, abituati alla morte e alle guerre e a tutto ciò che gira intorno in termini di malvagità fatta azione. Mentre la mia pelle brucia sotto i polpastrelli impertinenti di quest’essere che mi siede accanto…respiro un vago sentore di malessere. Dovrei concentrarmi su quello che sentono le mie dita, ma per ora riesco solo a visualizzare Ian steso bocconi a terra e un soldato con lo sguardo feroce che gli siede accanto.
La violenza è inespressiva, lo avete mai notato?
Chi la esercita lo fa in modo del tutto freddo, la violenza pura, quella che non si manifesta come puro orgasmo di rabbia, è una maschera perfetta, senza volto, senza espressione, può essere indossata da tutti e su tutti essere ugualmente credibile. Forse è per questo che spaventa, perchè può essere di tutti.

Lei mi spinge, con forza, i palmi delle mani appaiati, sento che suda, non la vedo ma la sento, sento la sua voce, la mia non più. Sento che la rabbia si fa spazio, emerge. Urlo il mioritornello con voce sempre più fredda, tagliente, la rabbia si fa violenza.

Non ci vediamo al buio ma ci guardiamo tra le braccia tese di rabbia e abbimo occhi feroci, lei è qui che dice altro ma con la stessa interminabile rabbia, io le rispondo, ogni parola è un graffio sulla sua pelle candida, ogni sillaba una pugnalata che affondo tra le fibre dei suoi muscoli. Sto morendo di rabbia, mi sento svenire ma la ferocia mi tiene viva. Spingo ancora più forte, le gambe le cedono e il suo parlare sis spezza, Ogni mia parola è un'accetta con cui le strappo via le dita, la sento pianegere, il suo sangue mi sdilinguisce. Allora sputo un'altra parola, una nuova accettata, le taglio la mano...e il braccio..e lei piange, se la fa addosso di paura, il suo prodotto budellare è liquido, denso di sangue e puzza di paura.

Non mi faccio schifo, non mi faccio paura...sto lia guardare il mio mondo feroce, lo assaggio...mi piace , tutti noi uomini siamo belve furenti, pochi hanno il coraggio di ammetterlo.

E il dolore delle parole risuona nellamente…e passa attraverso le mie dita, la rabbia le fa fredde contro questa donna che ho difronte, i cui connotati si sovrappongono e si confondono ai miei allo specchio.

Sto...qui ora..ripenso a quella sera..ripenso a quella rabbia e a quella che sento ora, annego nella mia irrequietezza mentre attendo che torni quel poco di luce necessaria a illuminare questo momento e continuo a ripetere a voce:

SOLDATO: Non hai mai ammazzato nessuno?
IAN:Cazzo se l’ho fatto!



lunedì, 18 febbraio 2008

"Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te. "

Il pavimento freddo si scontra con le mie ossa, la mia parte malata gioisce dei brividi di freddo, consumerò più energia per riscaldarmi e quindi accelererò il processo di autodissolvimento che ho iniziato da anni, come una candela aspetto pazientemente di consumare le mie carni bruciandole poco per volta! Al buio quel freddo acciaio si trasforma in parole, non quelle parlate, quelle pensate. Vivo dissociata, il corpo è li seduto, ulula perchè ricorda ciò che ha poc’anzi toccato e quello che or ora tocca lo fa inorridire. Prima toccava pelle sottile, chiara e morbida. Pelle compatta, che le mie dita hanno inseguito sui contorni torniti di braccia mentre le parole recitavano quel desiderio struggente. Il desiderio di una donna che si gira nella notte a rincorrere il suo uomo inseguendone il ricordo dell’odore. Lo conosco quel desiderio e conosco quella disperazione. Lo porto sulle mie dita…non ho paura di desiderare una donna, non ho paura di ammettere di desiderare una giovane donna e non ho timore ad ammettere che tutta quella disperazione, che quel verso straziante è sulla punta delle mie dita.

Dov’è…perchè seppur io la sogni non posso toccarla, sento un odore di fondotinta liquido e mediocre con cui si spera di coprire la pelle che si sfalda sotto i colpi del tempo e ho dei conati di vomito che mi stringono l’esofago. Non mi piace lei…mi piace l’altra…ridatemela, vi prego…voglio annusare quell’odore di carne calda non questo putrescente olezzo di chimica.
Non parlo più sento solo che la disperazione si fa lacrima silente, l’irrequietezza della costrizione si fa goccia di sudore che affiora dai pori della mia pelle. Non sto ferma…impazzisco, voglio voltarmi e tornare a quel tepore, a quella consistenza lattea, morbida…in cui rimanere immersi senza fiatare, in pura contemplazione. No, non siate banali, non voglio semplicemente “farmi una ragazza”, non la toccherei in modo ludibrio, starei solo li a contemplarla, l’estetica non è fatta per provocare orgasmi ma solo per torturarci con la continua estasi.
E il dolore delle parole risuona nelle mente…e passa attraverso le mie dita, la rabbia le fa fredde contro questa connetta e annego nella mia irrequietezza mentre attendo che torni quel poco di luce necessaria ad illuminare i contorni della mia fonte di estasi…e continuo a ripetere a voce:

Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te.
Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te.
Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te.
Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te


martedì, 20 novembre 2007

Il fascino del dolore e il magnetico richiamo del cammino ai margini. In bilico come una bambina dai codini color della ghisa che cammina sul davanzale del balcone all'ultimo piano di un grattacielo.
Legata allo stremo delle mie giunture, sento il vuoto dentro e sento le fibre della fune che stringe, un sadico che ogni tanto stringe il nodo e lascia affondare nella mia carne di burro che comincia a lacerarsi.
Se non è una caduta libera nel vuoto e un penzolare appesi ad un nodo scorsoio che avvolge tutte le viscere e stringe, fa male, fa godere i sensi del dolore, della munifecenza del delirio di onnipotenza!

"Mi piego ma non mi spezzo!"

Sento i legamenti dolorare, ma so che non cederanno, il fisico non regge ma la mente supprota ogn dolore appagata dal piacere del pericolosamente vicino, del dolore che gratifica, della volonta che gioisce quanto incatenata riesce ad incatenare lei stessa i bisogni primordiali!

Mi esibisco in giochi di ruolo dove io sono aguzzina di me stessa, dove me lega io e la strappa e la lega a doppi nodi. Ma tutto questo è splendidamente surreale, così quasi impossibile da credere che persino lo specchio quotidiano rimanda immagini di un corpo quasi libero...e lascio che lo si creda...mentre continuo a godere masochisticamente del sadico che mi infligge dolore salvifico.

Sono il laido amante di me stessa, sono il vecchio pederasta della bambina che cammina sul lastrico e che mostra impune le mutandine colorate mentre il vecchiardo si appropinqua all'orgasmo. Sono l'amante nascosta di me, quella che conosce i miei lati bui e sa come illuminarli e come farli fremere. Un rapporto di ruolo, una continua e quotidiana notte di bondage tra me e me, tra la mente e l'istinto dove ognuno dei due è attivo e poi passivo. Sono schiava e padrona, sono sadica e masochista, infermiera e malato, maestra e monello...nel perpetuo e bentornato gioco sessuale della privazione e del dono degli estreni che danno piacere!

"Il sesso non è adatto ai perfettini. Il sesso è scambio di liquidi,fluidi,saliva,alito e odori forti, urina,sperma, merda, sudore, microbi, batteri. O non è sesso.  Se si limita alla tenerezza e alla spiritualità eterea, resta una parodia sterile di ciò che sarebbe potuto essere. Niente!"
(P.J. Gutierrez -Trilogia sporca dell'Avana-)


lunedì, 29 ottobre 2007

You are The Moon

Hope, expectation, Bright promises.

The Moon is a card of magic and mystery - when prominent you know that nothing is as it seems, particularly when it concerns relationships. All logic is thrown out the window.

The Moon is all about visions and illusions, madness, genius and poetry. This is a card that has to do with sleep, and so with both dreams and nightmares. It is a scary card in that it warns that there might be hidden enemies, tricks and falsehoods. But it should also be remembered that this is a card of great creativity, of powerful magic, primal feelings and intuition. You may be going through a time of emotional and mental trial; if you have any past mental problems, you must be vigilant in taking your medication but avoid drugs or alcohol, as abuse of either will cause them irreparable damage. This time however, can also result in great creativity, psychic powers, visions and insight. You can and should trust your intuition.


giovedì, 27 settembre 2007

Umido...e occhi che si sbarrano come cancelli di una prigione fittizia
Sogni confusi..emozioni tangibili
Ho sognato umori femminili
ho sognato l'odore del mio corpo che tornava ad essere donna
Ho sentito il sapore di ferro che si incastrava sul palato
ho sentito i fluidi fuoriuscire dal mio ventre
ho sentito il rumore dell'essere femmina che cadeva in fondo al piccolo pozzo di ceramica
ho sognato l'imbarazzo della condivisione del me con un'altra donna
ho sognato la sorpresa...l'inatteso e l'inaspettato della natura che si fa femmina,cagna..che esulta perchè sa di poter tornare a procreare..a dare vita misera ma reale a un ammasso di cellule.
Ho vissuto il ritorno alla terra reale..alla delusione della coscienza del sogno...non sarò mai femmina...e pace all'anima loro..di tutte le cellule cui ho risparmiato una vita...dannata...colorata...una vita comune!

Ho sognato il disagio di me
ho sognato istinti sensuali che si liberano prepotenti
che fanno capolino dalla gabbia scevra e buia in cui li avevo confinati
Ho sognato il ribollìo dell'eccitazione e della paura
Ho sognato il piacede della violenza
il delirio del potere
e il ribrezzo della morale che sovrasta l'istinto che si fa carne e che prende le mie sembianze e che cresce e arriva a quel che sono ora.

Ho aperto gli occhi al suono di gocce di pioggia sulla finestra...e avrei solo voluto piangere...e scrivere...e disegnare..e uscire fuori nella nebbia del respiro della terra.

Ho aperto gli occhi e ho letto ancora di fame...e ho fame di tutto...placo le viscere con caffè nero bollente..placo la mente con le pagine scritte zeppe di altra fame..placo l'illusione portandomi sui tacchi neri per una buona e nuova giornata...di pioggia ed emozioni!
Changing time

lunedì, 17 settembre 2007

Seduta e piegata, sempre le ginocchia d angolo retto
seduta mi guardo in uno specchio,
piegata mi guardo in un riflesso di acqua lurida e di ceramica!


Cammino senza guardare
vezzo mai abbandonato
io non guardo per non essere guardata
perchè chi mi vede rimanga illuso che l'immagine sia come l'essenza.
Ticchettio rapido e sicuro
scandisce un battito mancante seguito da uno rapido
gola strozzata
per fortuna ogni tanto c'è il mare
la spiaggia desolata di settembre
il colore pastoso dell'acqua.


Azzurro polveroso di calce
liquido dove il sale sembra essere impregnato del blu del cielo

Il deserto nell'acqua che cade sotto il suo stesso peso
il deserto del cielo attraversato da strisce d'acqua in forma variabile di nuvole sottili
il deserto di un De Andrè canticchiato nel silenzio di una macchina
il deserto di milioni di sassolini abbandonati a fare una striscia lunga di spiaggia
il deserto di una brezza che sospira dal fondo del mare e che giunge sui capelli senza incontrare ostacoli
il deserto di una casa fresca dove il ricordo rende il presente più dolce
il deserto di uno stomaco mattone
il deserto di uno stomaco che si apre e si chiude come una cornamusa
il deserto di un pensiero che si paralizza
il deserto...ecco...solo deserto sotto le mie ginocchi che tornano a piegarsi più e più volte

il deserto...dove cerchi di raccogliere il passaggio di una carovana amica..ma non ci riesci, adesso no. mancano le forse anche solo per pensare, mancano le forse per alzare quella mano e chiedere aiuto per poter salire su quel cammello diretto verso un'oasi. Per ora sto qui...immobile sotto questo deserto di aria incandescente a contemplare il miraggio..prima o poi...la carovana riuscirò a riprenderla!

il cielo della mia veranda


martedì, 04 settembre 2007

Un attimo è un'entita infinitesima, uno spazio minuscolo e impercettibile ai molti. Ma ogni tanto mi fermo, mi astraggo da questo mondo e lo vedo, vedo il susseguirsi diattimi che formano il tempo in cui le persone si agitano come bigattini bianchi nel barattolo del Sao Caffè del pescatore sulla spiaggia. In un attimo si concentra un mondo enorme, una sorta di goccia di tempo, una goccia di limone, che arriva sulla lingua e ti fa chiudere gli occhi e ti sembra così amaro e aspro...eppure sei li che ne attendi un'altra, non pago di quella appena passata. Un attimo è una goccia di succo di limone, che racchiude in quell'istantaneo momento di asprezza tutto il giallo della buccia del limone, la ruvidezza e l'amaro dei piccoli pori gonfi di altri minuscoli attimi di asprezza.

Un attimo..in un attimo ho visto una densità formale tale da rendere quella goccia pesantissima, l'ho sentita posarsi sul dorso della mano e ha lasciuato una bruciatura di goccia di cera che torna solida a contatto con l'aria. Un attimo in cui sono nata, ho vissuto una vita del tutto diversa da questa lenta successione di attimi in cui mi trovo incanalata, e in cui sono morta in mezzo ad un bosco verde smeraldino che si richiudeva su di me che precitavo nella consistenza di quello stesso attimo in conclusione.

Un attimo..una sfera perfetta in cui ti intrappoli come un pupazzo di neve nella palla di vetro del natale newyorkese, e in quell'attimo assumi tutta la tristezza atavica delle ballerine dei carillon, dei cavalli delle giostre, delle foglie di acero intrappolate nelle cartoline dal Quebeq.

Un attimo è un battito di ciclia, uno strizzare di palpebre ferite dalla luce che sfianca il buio della notte, è un pensiero fugace di una felicità infinita e lontana mille miglia, è una bruciatura di tristezza che ti pssa la pelle e le ossa e che ti lascia un foro perfetto che rimani instupidito a guardare per secoli...un attimo..tutto in un solo attimo..come in un attimo ho pensato di non aprire più gli occhi sullo spettacolo infinito del tempo dilatato che vivono gli uomini formica che mi girano attorno.

E buona giornata a tutti!punto di fuga...