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mercoledì, 02 luglio 2008
Le strade sono dissestate ma le ruote di un'auto mi spostano attraverso campi ondulati, campi gialli, stoppie con macchie nere di fuochi di contadini. Colline colore dell'oro segnate da sentieri misteriosi di muretti a secco che si intrecciano, disegnano snodi e separano proprietà, storie e vite di chi li ha eretti.
Sole a picco, feroce, così grande che scolora l'azzurro del cielo che lo circonda, così luminoso che non lo si può guardare.
Aria in movimento, vento, folate leggere che spazzano via il calore dalla mia pelle, istanti di brivido che solleticano il mio corpo caldo. Il sole scende a biscottare la pelle, la mia pelle si colora all'istante e cambia odore, mi annuso; so di carne, so di cuoio lasciato al sole. COntinuo a guidare, continuo a viaggiare indietro nel tempo.
Casolari abbandonati, vacche magre che pascolano tra gli sterpi, scheletri di paesi che furono, arrampicati su colline scoscese. Mi fermo ad attraversare le starde, spio vite che sono e immagino le vite che furono.
Dalle finestre abbandonate esce odore di polvere fresca, odore di muri che si sgretolano, annuso l'aria e tornano alla memoria immagini evocate e risorte dai romanzi di Verga, da Pirandello...
Uomini dall'età indefinita stanno seduti fuori dai bar, sempre a bere ghiacciate granite, in camicia bianca e pantaloni neri...occhi che ti guardano, occhi che ti seguono, occhi che incontro e che leggo. Parole aperte di vocali, parole sanguigne di consonanti raddoppiate, sorrisi sporadici ma galanterie usuali.
"Non si preoccupi...è dovere! La saluto!"
Un prepotente sapore di libertà si fa gusto di mandorla, si fa gusto di pesce alla brace e gusto di melanzane arrosto, pomodori secchi...formaggi di capra...pistacchi...limone acidulo e sugoso...vino nero e stridente...ricotta frfesca...un uragano di sapori mi investe, mi lascia esausta e paga come un amante dolce, lento, estenuante e passionale.
Torno in auto...riparto verso altri luoghi di questo luogo...sorrido.
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