venerdì, 30 maggio 2008
Grandine...spietate lame tonde e dolorose di ghiaccio mi illividiscono la superficie del corpo.
Attendo la pioggia per piangere, per tornare ad essere acqua nell'acqua.
Attendo il temporale per raffreddare le viscere irritate dai quotidiani saliscendi di rabbia, solitudine e delusione.
Attendo i lampi per singhiozzare e i tuoni per urlare.
Amo i temporali...l'acqua di gocce pesanti e cariche che fende l'aria e si frange come meteoriti di fuoco sull'asfalto...il suono furente delle nuvole che scaricano la loro essenza sulle nostre teste stupide e piene di vacuità.
Grandine e pioggia copiosa sulla mia pelle, mi lascio bagnare senza timore, guardo ipnotizzata i fulmini che disegnano le strade della mia rabbia nel cielo di piombo mentre i tuoni gridano grevi la frustrazione di una donna innamorata di chi non c'è.
Odio Dio che mi fa amare una persona che non esiste, che non esisterà mai ma che vive come perenne feto nel mio grembo malato.
Odio un Dio che mi ha dato troppo cervello da impedirmi di trovare la pace nella credenza di lui e troppo cuore da impedirmi di non amare visceralmente. Odio quel Dio che mi ha dato un cervello che arriva allo stomaco con una potenza deflagrante.
Il temporale continua...l'acqua mi gronda addosso...mai stata meglio...acqua che si lascia lavare da altra acqua...mi sento vuoto e leggerezza nelle membra...
Il cielo mi piove addosso...e io lo assorbo, lo lascio penetrare nelle pieghe della mia pelle, lo lascio libero di portare via dal mio corpo calore e polvere, apro la bocca e lo bevo come un cane assetato beve da un miraggio di pozzanghera.
...amo i temporali...mai stata meglio come poco fa sotto l'acqua...vorrei solo che durasse in eterno...pioggia per sempre...Luna per sempre se stessa...acqua per sempre libera di essere acqua!
Buon fine settimana a tutti voi!
