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lunedì, 26 maggio 2008
Premdo un pezzo...poi un altro..e un altro ancora...eccomi li sull'orlo del baratro. Mi guardo attrorno perplessa, il buio.
Chiamo con voce flebile...penso alle persone della mia vita...le chiamo una per una ...nessuno risponde. Piango lacrime asciutte da mesi, mi soffio il naso e mi siedo su quel bordo di terriccio argilloso. POtrei franare giù perchè i granelli di terra si sgretolano sotto il pesa del mio corpo. Potrei cadere giù perchè mi alzo in piedi e decido di fare quel passo nel vuoto. Potrei cadere giù voltandomi di scatto alla voce amata che giunge ad abbracciarmi....comunque vadano la costante è una sola: in quel buco nero ci finirò!
Prendo un altro pezzo...e un altro...e poi giù...il salto è fatto.
Mentre si cade nel nulla che ti inghiotte non si sente nulla, niente paura, niente ansia, niente emozioni...non si pensa nulla...si cade e basta, si sente il vuoto che ti rapisce, si sente il buco sotto di te che si spalanca. Tutto corre così veloce che sembra di cadere in eterno e di poter continuare a sprofondar fino alla fine dei tempi.
Ecco fuori un pezzo...è un pugno che sfianca le costole...un altro pezzo...tossisco...sono arrivata alla fine della corsa...un altro pezzo...piango lacrime bagnate di essere umano fatto di carne,sangue, organi...ormoni...neurotrasmettitori. Altro pezzo...lacrime che si fondono...salato e dolce e acido...un miscuglio alchemico che instilla quell'ultima goccia di follia...e da li in poi..sono altri cinque, otto, venti pezzi...e poi finalmente la pace della morte momentanea.
Mi aggrappo con le braccia alle mie gambe, occupo uno spazio sul tappeto rosso, mi dondolo da sola, faccio il vuoto in testa...apro la bocca e recito il mio pezzo come automa incosciente. Passano i minuti...tutto ritorna alle forme originarie ai colori primari. Mi alzo e calpesto il parquet cosparso di briciole...tiro su col naso, alzo i due angoli opposti delle mie labbra a formare un sorriso...
"Buongiorno mondo....!"
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