martedì, 29 aprile 2008
Piove---governo ladro!Ma non serve nemmeno dirlo, è ridondante!
Cammino sotto la pioggia, odio gli ombrelli!Questi tappi di tessuto sintetico che mi limitano la visione verticale, che mi tengono occupata una parte del cervelletto a coordinare i movimento del braccio e della mano che lo reggono.
L'ombrello mi chiude il cielo, mi soffoca i pensieri....lo butterei via solo dopo averne fatto scempio.
Cammino e penso; mi toccherà lavorare su "Finale di Partita" di Beckett. Ho già in mente come piegare quel rapporto morboso tra Clove e Hammer...sarà interessante lavorare con B. e con M. come regista.
Cammino e penso che non sono una razzista tout cour, no sono una razzista delle più feroci ma con leggi razziali ad personam, non per categorie, ma verso qualche scelto essere umano che alle votle fa parte dei soliti bersagli del becero razzismo padano-patriottico.
Passo svelto...penso al mio inferno, tutto si fa nero, mi manca il fiato e ho paura. Sto impazzendo lo so!Accelero verso casa...mi imbalsamo come fulminata davanti alla porta scorrevole del supermercato...resistere,resistere,resistere.
Sudo freddo e lecco la goccia gelida e salata che mi cade sul labbro superiore...il rossetto sarà andato a ramengo così...
Muovo un passo di piombo cui ne segue un altro...e scappo via. Spossata come se avessi corso la maratona di new york.
Mi vendico su chi incontra il mio sguardo; feroce, freddo, cattivo. Tutti abbassano gli occhi e io ne godo, mentalmente e anche fisicamente. Pensoa a cosa potrei fare dei loro corpi stupidi e inutili, penso che potrei infierire sulle loro menti e godo ancora a immaginarli porstrati...senza dubbio qui Hammer ha terreno fertile!
Arrivo al semaforo le mani tremano, i piedi sono pesanti, sono feroce. Arriva una vecchia incartapecorita, viso acido da frigidità vaginale atavica e ombrello color nocciola vecchio. Scarpe nere con spesso supporto di gomma, calze di lana color nocciola vecchio, gonna color grigio coperta militare che spunta da un maglione di lana grezza, capelli corti e bianchi e radi...rughe. Rughe ovunque...collo, mani, guancia, occhi, labbra, fronte...pelle di serpente. Mi fa ribrezzo...
Mi guarda con occhio arcigno e ghigno di sufficienza, continua a piovero e il semaforo pedonale è ancora rosso, la gente si accalca alle nostre spalle...lei mi arriva a poco più in su del gomito destro:
ContessaMiseria: "Signorina, insomma si sposti non vede che ho l'ombrello!"
Luna: "Signora, insomma non rompa non vede che anche io ho l'ombrello e per giunta sono più alta di lei e lei mi sta gocciolando pioggia sul braccio..."
ContessaMiseria: "Ma...ma..come si permette!Chi si crede di essere..lei mi deve rispetto sa...io ho fatto la guerra..."
Luna: "Signora...io non le devo proprio niente e la guerra io la faccio tutti i giorni con gente ottusa come lei..."
ContessaMiseria: "Ma chi diavolo....voi giovani..non avete rispetto per gli anziani!"
Luna: "Signora ha ragione...a me degli anziani come lei non importa una sega, ma nonostante ciò, la mistera natura pare avere rispetto di voi dato che vi permette di giungere ben oltre i 60 anni...e vi concede di sopravvivere nonostante stiati qui a rompere le palle a noi giovani!"
Scatta il semaforo verde...la gente dietro vocifera indigrnata verso di me...io li mando a cagare, penso a cosa Hammer farà a Clove per vendicarsi...e mi allontano a passi sicuri ancheggiando!
Odio..gli ombrelli!

giovedì, 24 aprile 2008
Parafrasando un fmoso film e prendendo spunto dall'esercizio fatto a lezione di regia...perchè in fondo tutti pensano di sapere tutto degli altri. A ben guardare la vera conoscenza si svela solo attraverso parole non dette ma racconti narrati attraverso una voce afona fatta di sguardi, segnali, gesti, piccole preferenze. Pochi si soffermano ad osservare e tutti credono di conoscere...ah, ingenuità umana!
Regista M.:Racconta il tuo personaggio preferito e perchè?
Luna: Valentina di Crepax! Perchè è sensuale, perchè è libera, perchè sogna, perchè vive la sua paura e i suoi incubi, perchè è incosciente, perchè sceglie di amare, perchè è fetish, perchè è triste,perchè è Valentina, perchè a leggerla capisci che la ami prima di capirne il perchè!
Regista M.:Racconta la tua paura più grande!
Luna: Il nero...
Regista M.: Racconta il tuo sogno!
Luna:Non ho più sogni...
Regista M:Racconta cosa è importante e perchè?
Luna:Il sapere. SOlo attraverso il sapere la mente si apre, si nutre e ci rende davvero liberi e consapevoli!
Regista M.:Racconta la cosa più bella che hai visto!
Luna:Un bambino negro con i calzoni verdi e la canottiera sdrucita che giocava a calcio con un muro in uno stretto vicolo bianco dalle lenzuola stese a far da vela tra le case.
Regista M.: Il vizio di cui non ti vergogni
Luna:L'attitudine alla sensualità e al fetish con punte di sadismo non indiferrenti, il gusto del corpo insomma.
Regista M.:La scena più triste cui hai assistito in tutta la tua vita.
Luna:L'ultima scena di "Ladri di biciclette"
Regista M:Il tuo nome e come invece vorresti chiamarti
Luna:Luana...vorrei chiamarmi Teresa Miriam
Regista M:Un luogo...
Luna:Ovunque ci sia una collina da cui guardare il mare.
Regista M.:Cosa sei?
Luna:Sono acqua...cambio fomr a e stato...ma la mia sostanza è un volume incomprimibile.
Buon week end a tutti!


venerdì, 18 aprile 2008
Non c'è senso. Passi anni a cercare il senso in ogni cosa, in ogni persona e in ogni progetto. Ti insegnano che la vita DEVE avere un senso e allora con lìottusa fede di un cieco sbatti come un pipistrello impazzito contro tutti gli spigoli della quotidianità Arrivi a sanguinare m,a non ti importa, sai che un senso c'è...poi d'incanto la mente trova uno spiraglio, ti blocchi sospeso a mezz'aria. Sfidi la gravità, sbatti le ali per rimanere sospeso e goderti il piccolo momento di gloria, l'hai trovato quelo fottuto senso della vita che tutti ti dicevano esistere.
Indietreggi di qualche passo, prendi la rincorsa e parti, ancora più cieco e sordo di prima, sorridi ebete di gioia nel pregustare l'appagamento e poi, giusto un secondo prima, mentre ti sembra già che stai sparendo inghiottito da tanta beatitudine lumiscente....
SBBBBAAAAAAAAAAAAAMMMMMMMMMMMMMM!
Quello spiraglio collassa su se stesso e tu ti schianti nel vuoto denso della pece bollente, Bruci, il dolore si fa insopportabile, il dolore si fa auforia, il sadico copula con il masochista e tu ti abbandoni alla disperazione come la liberazione dell'orgasmo finale.
No...non c'è un fottuto senso in questa vita. La vita è fatta di ricerca, per me è vitale la ricerca, devo cercare sempre qualcosa che vada oltre perchè qualora tornassi a pensare di aver trovato il mio senso...cadrei di nuvo in questo baratro collassato. Allora cerco...cerco sempre..desidero sempre un gradino che mi porti più in alto...non mi accontento più, voglio cercare nella mia vita, voglio fare la mia vita una ricerca continua...voglio tutto e non mi pento...voglio questo.Come Sarah...voglio la febbre, la febbrile agonia dei corpi e lo sdilinquimento delle anime, la passione e la ricerca continua del totalizzante...
"
"...e sedermi a fumare sulle scale finché il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finché tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nero e essere mortificato quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell’orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e la’ltro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e aver voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando sono con te e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perché credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accettarti chiunque tu sia e raccontarti dell’angelo dell’albero il bambino della foresta incantata che attraversò volando gli oceani per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perché non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare le parole per esprimerlo e aver voglia di comperarti un gattino di cui diventerei subito geloso perché riceverebbe più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come un bambino quando te ne vai e schiacciare gli scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perché anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l’ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza di te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perché è questo che meriti e rispondere alle tue domande anche quando potrei non farlo e cercare di essere onesto perché so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di esserti vicino perché è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore e far l’amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell’assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito amore che ho per te."
(Crave Sarah Kane...e il senso della vita!)
giovedì, 10 aprile 2008
Microquadrati rosa di porcellana, la mia parete sinistra. Porcellana bianca, mossa dall'increspatura dell'acqua, il mio orizzonte. Piovono rane su questo mondo, le faccio piovere io come raffiche furiose di pioggia da uragano tropicale.
Squallido e vitale, aspetti seduta per terra e rendendoti conto che in fin dei conti tutto quello che ti circonda, pressapochista, confettoso, ributtante e ributtato, è il tuo mondo.
Sono le 6:45...non è l'ora giusta!
"...il mio corpo scompensa..."
Falangi impazzite affondano nei tessuti molli e tirano fuori pezzi di vita e pezzi di morte...colori sul bianco che compongono una tavolozza orrifica.
Guardo quell'asciugamano per terra, vessillo degno di indegna vita, imbarazzante simbolo di verità ancor meno degna. Un asciugamano di spunga, troppo ordinario per essere prezioso, troppo intriso di puzze, umori, acqua stagnante, cibo avariata, pezzi di anima scaduta da mesi, granelli di farina rancida che una volta usavo per plasmare i miei sogni in torte speziate.
Soggiorno, luce appassita dalle finestre grigie, è un' istantena di decadenze, fiori senza più petali, carte strappate dalla rabbia, dolore..solitudine...pillole in un angolo. Blister vuoti e blister di sogni ancora da svuotare e da far affogare in fondo al maleodorante sifone della ragione...la ragione...la ragione...mi uccide la razionalità...la odio...mi incatena.
Rigurgiti di rabbia al sapore di farina, zucchero..caffè...cammino tre passi attorno al tavolo, vado alla finestra, quattro,cinque, sei...sette passi...il mondo di fuori vive e io qui dentro mi lascio morire.
Leggo Sarah Kane avvolta in un asciugamano liso, piedi scalzi, capelli umidi, mani tremanti, pelle d'oca, gola dolorante, palato di fuoco, caffè bollente che spegne l'incendio delle viscere a appicca le fiamme della vita. Leggo...e leggo...e leggo...e comincio a pensare e torno a respirare e sriprendo a viaggiare lenta sui binari sconnessi dei miei neuroni.
Mi inguaino nelle mie maschere, il terrore nello stomaco, la vita negli occhi, la passione sulle labbra, la voglia di sperare e il rifiuto della speranza nell'anima, ai piedi tacchi alti e tanta rabbia.
Esco sotto la pioggia fine e sospeso di una primavera inconsistente, i miei passi disegnano contorni surreali, le mie dita scrivono uno, due, mille racconti di vite che vivo a metà e che vorrei vivere insieme.Scrivo..digiro con i passi dialoghi tra me e i miei incubi..tra me e i miei sogni.
Buongiorno mondo...
Fedra: Che schifo!
Ippolito:Cosa?
Fedra:Ti soffi il naso coi calzini!
Ippolito:Prima controllo di non essermici pulito lo sperma. E poi sono Puliti. Prima che me li metta!
.............................
Anche tu sei strana
Fedra:Perchè?
Ippolito:Io ci sono nato dentro questo schifo,tu te lo sei sposato. Gran scopatore?Doveva chiavare bene.Tutti gli uomini del paese stanno li a sbavarti intorno alla fica e tu chi ti prendi:Teseo; l'uomo del popolo, quella testa di cazzo.
Fedra:Con me parli soltanto di sesso.
Ippolito:E' la mia passione.
Fedra:Credevo lo odiassi.
Ippolito:Odio le persone.
Fedra:loro non ti odiano.
Ippolito:NO.Mi regalano schifezze.
Fedra:Voglio dire...
Ippolito:Lo so cosa vuoi dire.Hai ragione. Le donne mi trovano molto più attraente da quando sono ingrassato.Credono che abbia un segreto...Sono grasso.Sono disgustoso. Sono stronzo.Ma scopo un sacco. Quindi...?
...................
Dai mamma non ci arrivi?

lunedì, 07 aprile 2008
Mi stupisco..l'essere umano è affascinante. Ho trovato questa citazione in luoghi che nemmeno immaginereste!
"Una donna bella non è quella di cui si possa dire che ha un bel viso, o belle mani, o un bel seno, o....la donna bella è quella per cui l'armonia del tutto è tale da far perdere di significato ai singoli particolari."
(G. Floubert)
Accanto...negli stessi imperscrutabili luoghi..trovo quello che avrei sempre voluto trovare...e forse, in qualche angolo ricomincio a sentire il sangue che fluisce, perchè l'uomo sa ancora affascinarmi e stupirmi!
"SONO............un fiume che scorre......
VOGLIO.......... raggiungerti......
PERCHE'............ti sento mare....."
Cominciai a sognare anch'io insieme a loro
poi l'anima d'improvviso prese il volo.
Sogni di bambino, perchè decisi di non uccidere l'infanzia che avevo dentro. Fiducia sconfinata, cieca..da bambino malato che crede nel medico, che crede che Babbo Natale sarà li a portargli il dono e berrà quella tazza di latte che gli hai lasciato. La fiducia sconfinata di un bambino malato di cuore che è felice come solo un bambino può essere ed è triste come solo un bambino che sa di avere un cuore poco forte, sa essere.
Ho sognato con loro, la mia vita l'ho vissuta sognandola, e come un sogno l'ho vissuta con picchi e vette e abissi sconfinati e senza fondo, bui quanto luminose erano le vette. Una vita in sogno, una vita di volo perpetuo tra le cime di sole, aria rarefatta e ghiacciata, e profondità melmose, putrescenti e buie.
Ma se sei un bambino e per di più hai il cuore malato...basta un bacio, un bacio che regali pur sapendo di poterci morire...basta un bacio a ucciderti il cuore!
Ma che la baciai questo sì lo ricordo
col cuore ormai sulle labbra,
ma che la baciai, per Dio, sì lo ricordo,
e il mio cuore le restò sulle labbra.
Non sono più bambino, non sogno più, non ho più un cuore malato, ho solo un muscolo che pompa sangue nelle mie vene. Ho lasciato il mio cuore sulle sue labbra, ho conosciuto un attimo fugace di felicità assoluta. Ora il cuore di quel bambino è come un uscolo privo di sangue fluente, dentro c'è sangue raggrumato, denso, scuro, necrotizzato.
Non aspetto più di svegliarmi al mattino per vedere Babbo Natale ha mangiato i miei biscotti...Babbo Natale non scenderà più nel mio caminetto ancora caldo dal fuoco della sera prima, dalle chiecchiere, dai sorrisi, dai sogni e dai baci.
Troverò lo stesso carte colorate e pacchetti e fiocchi scintillanti...ma senza la magia sono solo oggetti, cose...non sono più doni, attesa, speranza, fantasia, futuro..deisderio..baci...sono solo cose e il cuiore di quel bambino ormai quasi non esiste più!
E l'anima d'improvviso prese il volo
ma non mi sento di sognare con loro
no non si riesce di sognare con loro.

mercoledì, 02 aprile 2008
Ci ho messo tempo. Mi è servito tempo.
Per cosa?
Pensare? No!
Rivivere!
Sì perchè quando sei stato investito da un a slavina di sensazioni, non riesci nemmeno a scinderle, senti solo il blulichìo alle estremità, una sorta di perenne stato eccitato che non arriva mai a sfinirsi uno sfogo orgasmico.
La violenza non mi spaventa, la violenza degli altri mi provoca rabbia e reattività estrema, la mia violenza mi affascina, la metto li al centro della stanza buia delle mie viscere e la illumino con una luce giallo-azzurra dei neon delle mie sinapsi e la osservo come fosse una statua greca.
Saggiare ogni spigolo, attraversare ogni passaggio nascosto. Sentire tutta la levigatezza delle forme di tanta violenza che alberga in noi stessi.
SOLDATO: Non hai mai ammazzato nessuno?
IAN:Cazzo se l’ho fatto!
SOLDATO:No! Non parleresti così. Lo sapresti
IAN: Saprei cosa?
SOLDATO: Vedi. Non lo sai.
IAN:Cosa cazzo devo sapere?
SOLDATO:Lascia stare. Meglio non saperlo.
IAN:Cosa? Cosa cazzo dici? Che cosa non so?
SOLDATO:Tu credi-
(si ferma e sorride)
Ho rotto il collo di una donna. L’ho presa a coltellate tra le gsmbe, alla quinta gli ho rotto la spina dorsale.
Tu non ce l’avresti fatta!
IAN: no!
Non ho mai ammazzato nessuno mi sono sempre ammazzata pezzo per pezzo, omicida di piccoli scomparti di me.
Sabato pomeriggio mentre la stanza è buia e una mano si accanisce contro il palmo sinistro della mia incorporea mano, penso al collo di una donna che sotto un colpo netto e forte, cede e di schianto si spezza. So chi mi sta toccando e sento la violenza che monta.
Penso che la crudeltà e la violenza siano connotati animali che appartengono anche a noi umani. Sarah lo sapeva bene, ha disegnato uno Ian carnefice che poi inciampa in un carnefice ben più spietato di lui. I soldati sono, per forza di cose, abituati alla morte e alle guerre e a tutto ciò che gira intorno in termini di malvagità fatta azione. Mentre la mia pelle brucia sotto i polpastrelli impertinenti di quest’essere che mi siede accanto…respiro un vago sentore di malessere. Dovrei concentrarmi su quello che sentono le mie dita, ma per ora riesco solo a visualizzare Ian steso bocconi a terra e un soldato con lo sguardo feroce che gli siede accanto.
La violenza è inespressiva, lo avete mai notato?
Chi la esercita lo fa in modo del tutto freddo, la violenza pura, quella che non si manifesta come puro orgasmo di rabbia, è una maschera perfetta, senza volto, senza espressione, può essere indossata da tutti e su tutti essere ugualmente credibile. Forse è per questo che spaventa, perchè può essere di tutti.
Lei mi spinge, con forza, i palmi delle mani appaiati, sento che suda, non la vedo ma la sento, sento la sua voce, la mia non più. Sento che la rabbia si fa spazio, emerge. Urlo il mioritornello con voce sempre più fredda, tagliente, la rabbia si fa violenza.
Non ci vediamo al buio ma ci guardiamo tra le braccia tese di rabbia e abbimo occhi feroci, lei è qui che dice altro ma con la stessa interminabile rabbia, io le rispondo, ogni parola è un graffio sulla sua pelle candida, ogni sillaba una pugnalata che affondo tra le fibre dei suoi muscoli. Sto morendo di rabbia, mi sento svenire ma la ferocia mi tiene viva. Spingo ancora più forte, le gambe le cedono e il suo parlare sis spezza, Ogni mia parola è un'accetta con cui le strappo via le dita, la sento pianegere, il suo sangue mi sdilinguisce. Allora sputo un'altra parola, una nuova accettata, le taglio la mano...e il braccio..e lei piange, se la fa addosso di paura, il suo prodotto budellare è liquido, denso di sangue e puzza di paura.
Non mi faccio schifo, non mi faccio paura...sto lia guardare il mio mondo feroce, lo assaggio...mi piace , tutti noi uomini siamo belve furenti, pochi hanno il coraggio di ammetterlo.
E il dolore delle parole risuona nellamente…e passa attraverso le mie dita, la rabbia le fa fredde contro questa donna che ho difronte, i cui connotati si sovrappongono e si confondono ai miei allo specchio.
Sto...qui ora..ripenso a quella sera..ripenso a quella rabbia e a quella che sento ora, annego nella mia irrequietezza mentre attendo che torni quel poco di luce necessaria a illuminare questo momento e continuo a ripetere a voce:
SOLDATO: Non hai mai ammazzato nessuno?
IAN:Cazzo se l’ho fatto!
