Corri e non resterai mai senzafiato!
C'è tanta solitudine in quell'oro. La luna delle notti non è la luna che vide il primo Adamo. I lunghi secoli della veglia umana l'hanno colmata di antico pianto. Guardala. E' il tuo specchio. (J.L.Borges)

chi sono?
"...Ella non sorrideva; ma sembrava che s'appoggiasse su ogni parola come per comunicare a ciascuna il suo proprio peso, il peso della sua potenza e della sua imperfezione e di tutto l'ignoto ch'ella portava dentro." (Thanks to A. Sperelli!)

odio...
La stupidità omnia in ogni manifestazione umana!

...e amo
I libri e l'odore della carta. Il profumo dell'aria. I colori del mondo. La bellezza nascosta.

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lunedì, 25 febbraio 2008

Week end trascorso.
Interrompo per un attimo gli scritti su Sarah kane.
Bologna come sempre mi accoglie con una materna e deflagrante bellezza che quasi mi commuovono. Lo spettacolo di Piazza Maggiore avvolta dal sole annebbiato della domenica mattina mi strappa sempre un sorrido, un tonfo al cuore e una lacrima. Questa è una delle tante mie dichiarazioni d'amore a questa splendida città-femmina. In effetti il mio rapporto con Bologna e con la gente e le strade e gli odori è sensuale, viscerale.
Lei è la mia amante, con lei mi confido, lei come tutte le amanti, conosce di me ogni angolo, ogni recesso della mente, con lei ho dormito dopo notti furiose di sensi, ho dormito dopo sere di estenunati e molli dolcezze, ho dormito dopo giorni di inferno chiamandola come rifugio.
E in più...ho passato un week end a scrivere, carta, penna, mignoli con le sbavature di inchiostro a testimoniare le 11 ore ufficiali e le 7 in più, spese per imprimere immagini ed emozioni alle parole. Devo ringraziare un piccolo uomo sardo che ha scelto di condividere con noi personcine comuni e insignificanti,  il suo talento. E ringraziare anche un grosso uomo bolognese per aver deciso di condividere con noi personcine comuni, il suo grande intuito.

PERSONAGGIO: Nella descrizione del personaggio, bisogna far sì che emergano gli elemnti fondamentali della biografia e del carattere tali da permettere al lettore di maneggiarli come fossero pezzi di un puzzle, da unire e da cui scostarsi per poterlo osservare e capirne l'identità.

"Finalmente sono pronti i disegni preparatori che tanta fatica porteranno a queste ossa; alle mie dita, alla mia schiena e al mio collo sempre piegato a guardar lassù. Tanto sfinimento porteranno al mio animo. Tanti attacchi apporterà alla mia pazienza quel presuntuoso d'una Papa, tale sol per carica e non certo per divin dono.
Probabilmente è questo che pensa lisciandosi la pelle del volto su cui affiora una giovane barba. Pelle liscia di volto accarezzata da una mano rugosa e tozza di artigiano vero, da uomo che l'arte la scopre dal marmo e la fa affiorare dagli intonaci delle pareti dei palazzi.
Uno sguardo alle bozze, uno sguardo ed un sorriso ai rotoli di carta affastelati in un angolo, ai mozziconi di lapis sparsi sul pavimento e alla polvere nera di carboncino mescolata al rosso della sanguigna che gli aleggia attorno.
Rendere nello spazio di una volta il concetto di pietà, giustizia, temporalità e perdono non è un affar semplice per chi è solo un uomo. Se poi ha tra le sue mani soltanto polvere colorata, acqua e pennelli ed una piccola squadra di uomini come lui, il compito si fa ancor più gravoso.
Da domani inizierà ad intagliare le sinopie sull'intonaco fresco di cui gli giunge ancora l'odore umido, da domani si dedicherà come un fanciullo nelle braccia della madre, a quelle due dita che si congiungono.
Adesso però può spegnere la candela, stendere le sue membra e far riposare i suoi preziosi occhi e la sua mente."

...Guardatelo...chi altri avrebbe potuto essere se non...


lunedì, 18 febbraio 2008

"Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te. "

Il pavimento freddo si scontra con le mie ossa, la mia parte malata gioisce dei brividi di freddo, consumerò più energia per riscaldarmi e quindi accelererò il processo di autodissolvimento che ho iniziato da anni, come una candela aspetto pazientemente di consumare le mie carni bruciandole poco per volta! Al buio quel freddo acciaio si trasforma in parole, non quelle parlate, quelle pensate. Vivo dissociata, il corpo è li seduto, ulula perchè ricorda ciò che ha poc’anzi toccato e quello che or ora tocca lo fa inorridire. Prima toccava pelle sottile, chiara e morbida. Pelle compatta, che le mie dita hanno inseguito sui contorni torniti di braccia mentre le parole recitavano quel desiderio struggente. Il desiderio di una donna che si gira nella notte a rincorrere il suo uomo inseguendone il ricordo dell’odore. Lo conosco quel desiderio e conosco quella disperazione. Lo porto sulle mie dita…non ho paura di desiderare una donna, non ho paura di ammettere di desiderare una giovane donna e non ho timore ad ammettere che tutta quella disperazione, che quel verso straziante è sulla punta delle mie dita.

Dov’è…perchè seppur io la sogni non posso toccarla, sento un odore di fondotinta liquido e mediocre con cui si spera di coprire la pelle che si sfalda sotto i colpi del tempo e ho dei conati di vomito che mi stringono l’esofago. Non mi piace lei…mi piace l’altra…ridatemela, vi prego…voglio annusare quell’odore di carne calda non questo putrescente olezzo di chimica.
Non parlo più sento solo che la disperazione si fa lacrima silente, l’irrequietezza della costrizione si fa goccia di sudore che affiora dai pori della mia pelle. Non sto ferma…impazzisco, voglio voltarmi e tornare a quel tepore, a quella consistenza lattea, morbida…in cui rimanere immersi senza fiatare, in pura contemplazione. No, non siate banali, non voglio semplicemente “farmi una ragazza”, non la toccherei in modo ludibrio, starei solo li a contemplarla, l’estetica non è fatta per provocare orgasmi ma solo per torturarci con la continua estasi.
E il dolore delle parole risuona nelle mente…e passa attraverso le mie dita, la rabbia le fa fredde contro questa connetta e annego nella mia irrequietezza mentre attendo che torni quel poco di luce necessaria ad illuminare i contorni della mia fonte di estasi…e continuo a ripetere a voce:

Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te.
Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te.
Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te.
Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te



 "La prima regola del Fight club è non parlare del fight club!
La seconda regola del fight club, è non parlare del fight club!"

 Va bene, non ne parlo...non parlo, non parlo...non ne parlo!
Grazie Chuck Palahniuk!


lunedì, 11 febbraio 2008

Due giorni con in mente un'ora;

4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48,4:48, 4:48, 4:48, 4:48, 4:48,!

Quando vivi una maratona correndola con la velocità di un centometrista ti ci vuole tempo per capire cosa hai vissuto. Sensazione alla fine di tutto...un magma, dentro c'è tutto un mondo di sensazioni e pezzi di corpo, mio di altre, mani, occhi, parole, pelle, odori, pensieri, flash di istantanee che si ripetono velocemente e mi forano il cranio, che fanno pulsare in espansioni e contrazioni fortissime e dolorose. Tutto si scioglie e scrosta i muri del mio stomaco, del mio essere e si fondono a formare questo magma!
Sono così piena di magma che monta, lievita e fuorisce a getto lento, estenuante, costante e continuo per due interi giorni...che alla fine tanta pienezza mi lascia svuotata. Per tutto quello che in due giorni abbiamo vissuto ci vuole un pò di pace sensoriale, per poter scrivere con un pò di ordine questo magma e ridare un pò di forma alle emozioni, alle immagini, restituire colore alle persone, restituire consistenza specifica agli eventi, ai momenti...mi serve tempo, silenzio, pace, assenza di essere per spegnere il lampeggiare della mia massa grigia doloante, per riposare il mio nervo ottico che oggi tira quasi inditro, come a far si che si autoinghiottano, i miei bulbi oculari, per desensibilizzare il mio stomaco che al slo odore di paura si contrae in famelici conati di vomito, per sedare i miei timpani che continuano a vibrare dei suoni e dei silenzi delle altre! Datemi tempo e forso riuscirò a raccontare almeno una parte di un mondo sospeso come se fosse un disegno della "città incantata" di Mhiazaky in cui però è andata in scena non la favola naif ma un realistico e vivo film di quotidiano terrore!

"Certe volte mi giro e sento il tuo odore, e non riesco ad andare avanti cazzo, non riesco ad andare avanti senza esternare questo terribile cazzo, tremendo fisicamante doloroso cazzo, questo desiderio che ho di te. E non ci credo che io provo tutto questo per te e tu non senti niente!Non senti niente?


Non senti niete?


Ed esco alle sei di mattina e inizio a cercarti. Se ho sognato qualcosa su una strada, su un pub o su una stazione e vado la e ti aspetto!


Sai mi sento veramente manipolata!


Nella mia vita non ho mai avuto problemi a dare agli altri ciò che volevano da me. Ma mai nessuno è stato in grado di fare lo stesso con me. Nessuno mi tocca, nessuno mi è vicino! Ma tu mi hai toccata, in un modo così a fondo, cazzo, da non credere e io ora non posso fare lo stesso con te!Perchè non ti fai trovare!


Com'è?
Come farò a riconoscerla quando la vedrò?
Morirà, morirà, morirà anche lei cazzo!


Credi sia possibile per una persona nascere nel corpo sbagliato?


Credi sia possibile per una persona nascere nell'era sbagliata?


VAFFANCULO!VAFFANCULO!VAFFANCULO! Vaffanculo a te perchè mi fai sentire la tua mancanza non essendoci, vaffanculo perchè mi fai odiare me stessa, vaffanculo perchè fai morire dissanguati il mio amore e la mia vita, vaffanculo a mio padre che s'è fottuto per bene la mia vita e vaffanculo a mia madre che non l'ha lasciato in tempo e vaffanculo soprattutto a Dio perchè mi fa amare una persona che non esiste!
VAFFANCULO!VAFFANCULO!VAFFANCULO!"
(Psicosi delle 4:48 Sarah Kane)


giovedì, 07 febbraio 2008

L'identificazione...facile trappola. Ma è poi una trappola davvero? Divoro libri, pagine che hanno un odore che storidisce, le annuso, le accarezzo e seguo le voragini delle battute di inchiostro, burroni improvvisi che squarciano la pianura porosa e fitta della cellulosa. Divoreo parole, mastico lettere, ingoio storie, vite ed emozioni e violenza e visceralità e passione.
Il piacere della lettura, il mondo parallelo, l'altra vita, l'altra me che si chiama Fedra e che si innamora di un Ippolito figliastro  che trascorre la vita a mangiare patatine e a scaricare liquido seminale in bocche sconosciute o in bocche di sorellastre e matrigne. L'altra me che da Fedra si impicca per il dolore del rifiuto dell'amore del figliastro.
Divoro pagine e corro su una vita, quella dell'autrice, come su un binario di linea ferroviaria ad alta velocità che finisce su un muro, ma prima della fine ci sono tanti scambi. Scambi che portano nei bassifondi dello stomaco umano, sede privilegiata delle passioni magmatiche dell'uomo. E allo scambio divento Grham che muore di overdose e si reincarna in Grace...e Carla e Rodney che vengono seviziati dal Dottor Tinker...provo sulle mie budella il sadismo di Tinker e sperimento sulla mia pelle il dolore dei tagli sulle carni di Grace, dell'indgestione e dell'umiliazione di un ragazzo innamorato, dell'euforia da eroina di Grham...e la disperazione e il dolore di organi amputati, di arti rosicchiati da topi e il dolore del tradimento di Carl.
Perchè temere qualcosa che sappiamo essere insito nella natura umana? Perchè averne così tanto orrore che lo si nega e se capita di sentirsi sfiorare da questo vento gelido lo si tratta come inutile brezza. Perchè...?
Chiudo il libro, i polpastrelli accarezzano il dorso su cui i solchi ricordano le pagine spalanate che mi hanno trascinato, più delle altre, nel loro abisso di buio e magma. Un sapore amaro inquina la piacevolezza della vita parallela che ho appena richiuso tra la prima e la quarta di copertina di questa Edizione Teatro Einaudi...non sopporto la superficialità dei giudizi categorici...mi lascio cullare dalla piccola culla di vimini dei miei pensieri e delle mie emozioni, listarelle di paura, listarelle di delusione, listarella di lucidità...e a muovere la culla bastano le parole stampate nelle pagine del libro e le vite che racchiudono al loro interno...

...e buona notte a tutti voi!


venerdì, 01 febbraio 2008

"Va bene! Allora sono ancora comunista. Uccidmi allora!Sono comunista, lo sono sempre stata, da quando tutto il mondo era comista! Lo sai, quando eri picccolo e c'era la disoccupaione e tutti la pensavano così, il mondo era tutto comunista! Ma ora è diverso. Adesso la gente se l'è dimenticato! A volte penso che non vale la pena battersi per loro, perchè dimenticano! Dagli qualche scellino in banca, e loro ci comprano un televisore, e pensano che tutto è finito, che non c'è altro da avere e che non hanno più bisogno di pensare!
E' questo vuoi? Un mondo di gente che non pensa più!? Questo vuoi che mi basti? Un televisore!!"

La voce esce come uno schiaffo. Non mi servono le indicazioni benchè accolga con gioia inattesa e fremente il suo "permesso accordato".
POSSO!! Il cuore manca un battito dalla felicità, l'istinto si libera, il gatto finalmente può miagolare ad alta voce, lo stomaco perde il sangue e il cervello quasi manca. La gioia dell'istinto che h appena appreso di potersi manifestare come è, fa brutti scherzi. Le gambe tremano e i sensi che fuggono via diventano un blob di nebbia che si dilata nel corpo e giunge anche alle mani. Un istante di piacere sessuale quasi, che dura più di un secolo e meno di un secondo!
L'aria prende consistenza dalle mie viscere buie, sale dallo stomaco e il diaframma la scaraventa contro le corde vocali. Ho davanti a me un conpagno di scena perfetto, non reagisce e io lo percuoto con la voce, con uno sguardo furente, cattivo, rabbioso. Continua a non reagire...e io lo chiamo, non c'è nella parte ma non mi importa più. Alza lo sguardo...la mia voce graffia la sua faccia mentre il liquame delle mie viscere diventa una grattugia che rotola in gola, sanguina, non ho quasi saliva, mi sento svenire dalla rabbia che è finalmente libera!
Sono l'istinto di Caino trasportato nel 2008, in una piccola sala prove in una via secondaria del centro di Trento. Il mio interlocutore non mi guarda...non sono più io a recitare, è la mia rabbia che esplode su quel palcoscenico, mi fa avvampare il volto, mi fa tremare le ginocchia, mi
fa alzare le braccia...e poi mi fa urlare ancora, con una cattiveria primitiva.
.......

"E chiama me: un caso patologico!?Ma guardatelo mio figlio!!Pop pop pop! Credi che non mi faccia male..."

La voce si strozza, un lenzuolo si annoda intorno alla mia gola, una lacrima mi scende furtiva e ladra, il mio compagno è a bocca aperta, è mortificato, io gli rido in faccia...poi mi siedo sulle ginocchia e taccio!

In sala prove cala un lungo imbarazzante silenzio...non ho il coraggio di alzare la testa, mi vergogno, so di aver trasceso al personaggio...nessuno dei miei compagni parla. M. si alza da davanti a me e se ne va senza fiatare, si siede in un angolo. Cerco il coraggio in fondo al cuore e mi giro. Tutti tacciono, cerco aiuto nello sguardo dell'insegnante...

"...Nulla da aggiungere!"

Accenna un appaluso, io mi sento morire, non so se di felicità o di vergogna. Mi alzo e mi siedo al mio posto...leggera come una piuma...con i miei 57 kili mi sento aria leggera. Non guardo nessuno dalla vergogna...ma mi sento un dio in terra e le mie budella danzano come streghe intorno al pentolone del Sabba!LEGGERA COME UNA NUVOLA!

...potenza del teatro!