mercoledì, 29 novembre 2006
Fuori c'è un sole che stride terribilmente col gelo dell'aria. Quasi 0°C!
Che bello, godo del gelo, godo nel preparare la mia pelle ad uscire fuori, mi lavo con acqua e sapone all'aloe, mi asciugo e sento la pelle che tira. Mi guardo allo specchio con disappunto noto come con la pelle chiara le mie efelidi sul naso si vedano sempre di più.
Damn!!!
Potrei coprirle col fondotinta ma odio impupettarmi la faccia con quell'intonaco costosi che sono i fondotinta...che poi sudo e mi cadono goccioline marroncino sul colletto della camicia!
Ho riscoperto lo stile nature con l'età. Non maschero i segni sulla mia faccia, solo una buona dose di crema verdina "Avene antirossore", densa. Me la lascio scorrere tra il pollice e l'indice, è morbida e fluida, sensazione adorabile.
Spalmo accuratamente la crema sui miei zigomi sporgenti, con l'indice mi massaggio il contorno occhi, si vede l'alone violaceo delle occhiaie e si nota un leggero gonfiore...
"Capuozzo posso diventare come te!!"
Penso sempre a voce alta perchè mi sembra di reneder i miei pensieri meno crudeli!
Ho gli occhi stanchi ma non li trucco, il solo trucco che mi concedo di solito è il kajal nero e il mascara, ma poi i miei occhi diventano roppo grandi, troppo indiani, troppo scuri...insomma mi concedo il trucco solo se sono tosta e convinta.
La pelle è pronta al freddo...ben unta e protetta. Devo solo vestirmi, indugio un pò; gonna o pantalone?
Mi sento english woman in Trento, colpa del tè a litri che bevo...colpa del mito di Oxford...colpa di Sting!
Pantalone taglio classico blu polveroso, camicia azzurra in cotone Oxford, golfino azzurro e blu con stemma in vista! Capelli sciolti, giacca e mantella verde bosco..occhiali da sole e guanti.
Il freddo mi fa rabbrividire, aggredisce la mia pelle, ma il sole lotta per scaldarmi.
Passo davanti al mio spacciatore di caffè e cioccolato, un saluto rapido al proprietario, un uomo folletto che mi comunica sempre serenità, una specie di Babbo Natale che dura tutto l'anno! Mi cullo al ticchettare delle mie scarpe, inglesi stringate nere, fuggo l'immagine che riflettono le vedtrine..inalo l'odore di pane passando davanti al panificio. Un bacio con il proposito di vedersi per cena, cucinerò qualcosa che sa di baita, forse carne al forno e patate...e buona giornata a tutti!

lunedì, 27 novembre 2006
Fuori c'è il sole. Mi vien voglia di farmi un giro con Guendaline, montare in sella, scarpini attaccati, casco e giubbino antivento, e poi via in salita. Che la fatica mi piace, mi piace scalare i passi montani, sentire il sudore che sala le mie labbra e che brucia gli occhi...e col sole e l'aria che tostano la mia pelle. Saranno tutte rughe queste, ma in fondo non mi importa, non mi fa paura l'odore di cenere secca che ha la vecchiaia. Anzi...anelo ad essa come pochi esseri umani.
Gli odori mi accompagnano sempre. Alle volte li amo perchè mi rassicurano, altre volte vorrei scorticarmi via quelle molecole, i ricordi e le sensazioni possono essere dolorose.
Sul mio polso sento un'odore che mi ricorda la giornata di sabato. Sotto la pelle sottile di questo polso sottile che congiunge il mio cervello alle dita. Annuso e ripenso. Allontano il polso e con lui l'odore che mi riporta ad oggi.
Accanto a me c'è una tazza fumante di infuso...indovino gli ingredienti; finocchio, carciofo...la liquirizia si sente solo nel palato...e poi zenzero e arancia che addolciscono l'odore pungente degli ortaggi!
Peccato che abbia lo stomaco devastato e le papille tappate...ma tutto si paga a questo mondo.
Il vin brulé...ah che miracolo di profumi. Il prossimo w-end tornerò ad assaporarlo e già lo pregusto. I mercatini hanno aperto le loro porte, la loro magia per me dura ancora custodita proprio dagli odori che anche solo le assi di legno di cui sono costruite, rilasciano.
E come sempre...torno ovunque grazie agli odori che cerco di catturare andandomene naso all'aria in giro per questa città...o sniffando gli angoli nascosti del corpo.
Eppure....eppure mi manca l'odore del mare, che solo quello mi conosce e mi placa......il mare denso di casa mia!
Penso che vorrei solo abbandonarmi come in una foto di Bresson...lasciarmi molle come cera calda e permettere alla cera di far volare via tutti i profumi che ha custodito finora...e guardare immobile la vita che scorre sotto i ponti su cui la gente corre senza fermarsi ad ascoltare nemmeno il rumore dei propri passi!

venerdì, 24 novembre 2006

Toro (20 aprile - 20 maggio)
Cari Nonna e Nonno del Toro a cui si rivolge questo oroscopo, spero che eserciterete la vostra preziosa influenza per aiutare il nostro caro a risolvere il suo dilemma. So che in passato anche voi avete dovuto affrontare traversie simili a quelle che ora deve superare vostro nipote. Perciò, che siate in vita o in forma di spiriti, vi prego di offrirgli i vostri consigli e il vostro incoraggiamento, che sia per telefono, per via telepatica, in sogno o di persona. Ancora una cosa: non lasciate che il vostro saggio aiuto sia contaminato da qualche residuo di disapprovazione per la strada che il vostro amato Toro ha scelto. Questo è il momento di amarlo in modo intelligente, non di giudicarlo!
Ecco appunto, una illuminazione mi serve. O meglio...mi serve tutta la forza e la risolutezza di una delle mie nonne. Adesso qualcuno da lassù può scendere un attimo a darmi una mano prima che affoghi nel mio stesso guano?!
Grazie e buon w-end a tutti!
giovedì, 23 novembre 2006
In città tutto tace, non è un pomeriggio del sud, caliginoso e immobile ma familiare. E' una notte fredda di vallata e io, tanto per cambiare, sono sveglia.
Ho trascorso la serata ad aspettare, dopo un intenso pomeriggio in cui le mie energie sono state immolate al lavoro solo in parte. Sono inquieta.
Il tarlo rosicchia la mia materia grigia, aspetto che torni M. e intanto cucino, fisso ebete la televisione, mi agrappo al termosifone rovente finchè la pelle non si arrossa, finchè la pelle non inizia a formicolare dal calore. Devo finire quel maledetto lavoro, ne sento il peso sul collo, in un attimo di lucidità tiro fuori la mia solita ironia, mi vedo prima come uno sfigatissimo e realistico Will Coyote. Precipito in un burrone senza fine in un luogo che a occhio mi pare il Gran Canion, da sopra uno spocchioso Road Runner fa "bip-bip", mi saluta e corre via. Prima di tornare ai miei schiocchi mi concedo anche un rapido excursus nel tragico dell'arte e mi vedo come un Marsia scorticato lentamente e con placida ferocia da Apollo,che prepotente fannullone, come tutti gli Dei dell'Olimpo!
Inquitea, non riesco a star ferma, ho voglia di urlare, mi lievita come magma l'inquietudine. So cosa la fermerebbe ma non posso concedermi il placebo.
Dopo cena subito a dormire...o meglio a letto a sperare di dormire.
E poi piomba sulla città quel manto nero e pesante di pece, mi soffoca e posso solo rimanere in silenzio ad ascoltare il rumore della gente che soffoca inconsapevole. Chiudo gli pcchi, mi dondolo, abbraccio M. Mi giro ancora, il pigiama azzurro mi sta largo e si avvolge alle mie gambe,insieme ai calzini da notte mi avviluppano. Mi sento una mosca intrappolata nel bozzolo della ragnatela di una Argiope.
Il mio mantra diventa "Rilassati, hai sonno, devi dormire, dervi dormire, devi dormire...."
Un lampo di incoscienza mi da sollievo per un'ora forse due. Poi di nuovo luce riflessa sui miei lucernai da un lampione che è chissà dove!
Sudo freddo, il pigiama continua ad avvinghiarsi disperato ai miei fianchi, mi tocco la pelle scoperta delle costole-xilofono; è rovente. Non è febbre è soltanto inquietudine. Costringo M. a tentare di salvarmi dal mare calmo e accogliente del suo sonno. Mi abbraccia ma continuo a non trovare pace.
Il lavorìo dei pensieri è continuo, logorante, estenuante. Il rumore del mio cervello è insopportabile, in mente mi ripeto:
... tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi...
Vedo solo un colore giallo, isterico, fisso, abbacinante, rancoroso. Stridono come frenate brusche le mie paure, come un gesso nuovo aggredisce la lavagna, allo stesso modo i miei pensieri mi puntellano i neuroni.
Continuo a girarmi e ogni volta l'ansia del muovermi mi inchioda la testa al cuscino, le lenzuola mi fanno da cappio, mi tocco la fronte. Le mie braccia sembrano immobili, formicolano paurosamente, le lascio ferme sperando che il torpore passi. Continua a friggere come occhio cilopico la pelle tesa sulle ossa sporgenti del bacino, continua a espellere acqua la pelle corrugata della mia fronte. Mi giungono odori acri, di buccia d'arancia, di sudore stantìo, di umori mestruali, di placenta fetida, di pesce avariato.
Sono sfinita e continuo a dibattermi con fischi stridenti nelle orecchie. Mi dolgono le unghie come se avessi cercato di aggrapparmi a roccia liscia. La testa diventa sempre più pesante mentre le gambe si agitano sempre più convulse.
Poi inizio a sprofondare con la nuca nelle piume del cuscino. Cerchi concentrici densi come fumo di gomma bruciata mi inglobano.Cerco ancora una volta il braccio confortante di M. e lo costringo a stringermi forte la vita, quella che mi farà svegliare tra poche ore e quella che distanzia le costole dal bacino!
Finalmente lo sfinimento dell'inquietudine mi viene a dare sollievo. In quel sentore lontano di cicale e di giallo nervoso e itterico, il buio mi concede un pò di pace.
Buonanotte anche al mio personale girone!
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

lunedì, 20 novembre 2006
"Ed è un sabato qualunque, è un sabato italiano!"
Sabato di pioggia in quel di Trento. L'aria puzza di palude, piove e l'acqua passa dall'aria fin nei bronchi, la sento che diventa pesante, che si smalta sui miei bronchi e li chiude.Scherzi del destino...lo penso passando ad un'edicola che, nonostante sia chiusa, espone le civette
"Soglia smog. E' emergenza!"
E io che ho smesso di fumare per non rubare bronchioli all'aria quando vado in bici e la fatica dice ai muscoli che devono bruciare,bruciare,bruciare...e senza ossigeno non brucia nulla!
E' tardo pomeriggio ma qui le ore sembrano avere corso proprio, in realtà c'è poca gente in giro, tutta la massa si spintona nelle quattro vie del centro che sbrilluccicano di vetrine che vendono sogni griffati a chi è disposto a pagare svariate centinaia di euro per un pezzetto di polvere di stelle di scarsa qualità! Amen...ognuno ha le sue priorità!
Scappare di casa quando la tua casa è un monolocale di 30mq che condividi con qualche ragno abbarbicati sui soffitti e con la tua immagine che l'unico specchio che hai casa, malvagiamente posto sopra al lavandino del bagno, riflette al mattino o durante il giorno ogni volta che vai ad espletare le tue funzioni corporali! Beh...scappare di casa con queste premesse ha due possibili interpretazioni;
-è tutto molto triste ed è così triste che si esce per non affogare nelle proprie orgie personali e solitarie
-è tutto abbastanza grottesco, perchè se dopo due giorni ti dai fastidio da sola puoi solo metterti a monologare davanti allo specchio e ridere ferocemente di te parodiando i primi film di Woody Allen.
Io da brava profuga mi acchitto nel vano tentativo di entrare in un bar e godermi lo spettacolo della fauna locale...ma desisto, attirerei troppi sguardi.
Allora mi dirigo decisa verso la Coop! Quale posto migliore dove osservare e lasciarsi osservare? Pima però passo sul cavalcavia, mi fermo in cima e dopo 5 min, come avevo calcolato, passa un bel treno-merci. Li adoro, vanno via così veloci, quando passano ti schiaffeggiano con lo spostamento d'aria, ti lasciano quell'odore di ferro nei capelli e poi alla fine sembra che ti afferrino per portarti con loro chissà dove!
Che bello il supermercato del sabato qualunque italiano. Spero di assistere prima o poi a scene Calviniane di famiglie che trascinano carrelli-tir stracolm di ogni cosa, come se fosse in procinto di giungere l'era dell'apocalisse. Gironzolo nei banchi della frutta e verdura, valuto i prezzi al kilo e metto nel mio trolley-carrello, cavolo cappuccio, germogli di soia, pere, carote e banane. Indugio un pò su sedano e porri, ne ho ancora a casa, per stavolta posso glissare. Melanzane globose 1,25 euro/Kg, un padre di famiglia ne fa scorta mentre la moglie spulcia tra le finocchine preimpacchettate a 0,99 euro/kilo.
Gironzolo per ore tra i banchi, guardo il pane accatastato...prendo le gallette ma sosiro e inspiro l'odore del pane di riso che stanno sfornando ora. Passo al banco freschi e penso a cosa potrei cucinare per una cena deliziosa a M....un bel tomino su letto di funghi freschi...avvolto da una fettina di spek e ripieno di noci trite,pinoli e pere...e per finire una bella colata di mosto cotto...che qui non sanno nemmeno cos'è..poracci!
Guardo i bambini che sbavano davanti alle torte del banco forno-pronto, Sachertorte, torta ai lamponi, torta Saint Honorè...tutta roba che guardo e non tocco nè assaggio.
Passo a prendere le uova...farò una torta per M. domani, ce l'ho già in mente; una crostata di lamponi con pere fresce e nocciole trite...dolce, morbida...deve far pensare ad un abbraccio ogni volta che la morde!
Trascorre il mio sabto qualunque nelle corsi deilla Coop. Guardo e immagino le storie dell persone che mettono nel carrello, scatolette di piselli, confezioni di gorgonzola, pacchi di pasta. Immagino chi e cosa cucineranno con quegli ingredienti. Immagino la loro quotidianità, rubo la loro vita e mi immagino al posto di quella mamma che sta comprando carne di cavallo per quel bambino biondo che gorgoglia felice in braccio al papà. Divento quella vecchia sifnora che compera la farina di grano duro per fare i ravioli in casa ai nipoti che andranno a trovarla per pranzo, che si puoi vederli scrocconi ma in fondo almeno si fanno vedere..e così sono ogni volta una persona con una vita diversa.
Alla fine guardo l'orologio, le 18:40! Ho girato per circa un'ora e mezza per quegli scaffali, so a memoria i prezzi e le decurtazioni offerte ai possessori della carta fedeltà Coop. E' il momento di andare. Faccio la fila e pago, torno fuori a far violentare i miei polmoni da quest'aria bastarda. Salgo in bus con la mia busta e arrivo a casa...mi attende una domenica umidiccia...fatta di torte da trasformare in atti d'amore...pensieri sempre troppo pesanti per me.
"...è un sabato italiano
Il tempo sembra essersi fermato!"

giovedì, 16 novembre 2006
...del doman non v'è certezza!
- E' la mia autodisciplina che mi fa paura!
- Perchè?
- Perchè so che spesso si mescola con ottusa tesatrdaggine e con troppa incoscienza! E allora perdo i contorni del limite, mi credo invincibile, penso che quello che sto seguendo disperatamente come un segugio è la sola cosa giusta da fare...anche se poi, in fondo alla corsa, come tutti segugi, troverò soltanto un fagiano morto già infettato dai vermi!
Amen!

lunedì, 13 novembre 2006
"Non è che non mi fidi di te, è che non mi fido degli altri!"
Questo diceva mio padre ad una me di 15 anni, adolescente atipica, con 20 kili in meno rispetto all'inverno prima e che odiava tutto il branco di fighetti con cui condivideva l'aria quotidiana in classe! Tutto per giustificare un suo rifiuto ad una stupida richiesta di poter rimanere a cena al pub con la mia migliore amica, di allora e di adesso, un sabato sera al mese! In fondo chiedevo solo il permesso di uniformarmi al brano dei pub fumosi nella speranza di incontrare le simpatie di quel branco che poi odiavo di giorno in classe. Adesso penso che da una parte mi ha salvata e dall'altra invece mi ha insegnato a non fidarmi non solo degli altri ma anche e soprattutto di me stessa.
Prendo spunto dal film di W. Allen, Play it again sam! Lo davano ieri pomeriggio in tv (dio salvi La7!)...bravo Woody...tu si che sai fare centro!
Avete presente il giochino della fiducia...ecco non sono mai riuscita a farlo, all'idea di dovermi lasciar cadere indietro sperando che qualcuno mi raccolga mi viene il panico...
POi guardo il resto del mondo e vedo che la fiducia è merce rara quanto l'intelligentia e il tartufo d'Alba!
Si preferiscono le guerre preventive alla concessione di possibilità e fiducia, si preferiscono gli psicofamaci alla possibilità di mettersi in gioco e mostrarsi per quel che si è, si preferiscono le blefaroplastiche piuttosto che cercare di fidarsi del prossimo e delle proprie capacità di essere al di la dell'apparenza.
Noto come la mancanza di fiducia vada di pari passo con una buona dose di egoismo, quello che induce ad essere orsi chiusi a riccio di castagna, ma soprattutto con l'autopunizione, perchè il dolore di una liposuzione, di una dieta estenuante, di ore passate in preda al lexotan, di giornate spese a sudare in palestra...tutto questo è ripagato con una bella moneta splendente che abbaglia gli altri. COsì vedono un pacchettino splendente, colorato senza grinze e lo accettano...pare che la bellezza apparente non necessiti quasi di fiducia...ispira benevolenza e questa si basta da sè.
Invece celiamo quelle piccole manìe quotidiane, quelle che fanno ognuno di noi, ognuno ne almeno una dozzina in fondo siamo tutti psicotici come Woody Allen ma con molto meno fegato e decisamente meno ironia!
Si il nostro piccolo mondo di insicurezze necessita di ricevere e dare fiducia...ma i costi di eventuali fallimenti ci fanno troppa paura e allora puntiamo sulla benevolenza indotta dalla PERFEZIONE! Che terribile parola, se potessi la cancellerei da tutti i linguaggi della terra...
Risultato...nessuno è disposto più a dare fiducia e se nessuno ti da fiducia allora ti senti autorizzato a credere che la fiducia non è cosa per te e non è nemmeno per gli altri, perchè come diceva mio padre:
"Non è che non mi fidi di te, è degli altri che non mi fido!"

giovedì, 09 novembre 2006
Perchè io lo so bene dato che mi guardo allo specchio tutte le mattine.
Ma per voi...cliccate qui!

lunedì, 06 novembre 2006
Ieri in trenocarrobestiame che dagli anni '40 non ci riescono proprio a cambiarla quella cavolo di linea ferroviaria.
IC Lecce-Bolzano esempio lampante di cos'è l'Italia e di cosa siamo noi come popolo; cambia qualche carrozza, cambia il nome dell'ente gestore, cambia la divisa dei controllori e cambia il numero di serie del treno. Restano invariabili come monoliti sulla collina di Stonange; i 30 minuti di ritardo, l'affollamento delle carrozze, la divisione tra I e II classe che però alla fine sono sempre le stesse facce da canottiera a costine strette, capelli perfettamente ingellati e crocifisso appeso al collo e celato da una cravatta di finta-seta, le masse di studenti che transumano dal sud povero e disoccupato alla Bologna dotta e ubriaca. Per fortuna che c'è la linea adriatica!
Riesco a stare seduta, penso che forse avere unna vicina di sventure piccola, bionda, con l'occhione color azzurro cielo e due tette da primato è utile in caso di disperazione! Evviva le gnokke!
Leggo in silenzio e senza musica, tanto il mio cervello orchestra fin troppo bene, leggo appunto:
"Se l'uomo ride, se è l'unico nel mondo animale ad esibire questa atroce deformazione facciale, è anche perchè è l'unico che, superando l'egoismo della natura animale, abbia raggiunto lo stadio infernale della crudeltà. Daniel1.4"
Quando un sorriso è ghigno...ci penso un pò. Il sorriso è il ghigno! Sono identici, non sono le solite "due facce della stessa medaglia" sono proprio la stessa identica cosa, si ride solo se si è capaci di essere crudeli, se si odiare, se si è ghignato. In fondo pensateci un pò tutti voi che leggete; quando è mai successo che avete riso per qualcosa che, analizzato in profondità e senza il minimo filtro pietoso, non fosse riconducibile ad una violenza, ad una crudeltà, ad un sintomo di sprezzo dell'altro? Su...diate sinceri, ad essere buoni ci si guadagna "forse e per chi crede" il paradiso e il dimenticatoio...pensiero personale:
La bontà e l'altruismo sono le ghirlande degli inutili, la crudeltà e l'egoismo le chiavi per il successo ai posteri!
Non ho nulla per cui sorridere or ora, più ci penso e meno ragioni trovo per sorridere, forse esiste un punto sulla curva sigmoida della "possibilità del ridere" in cui questa raggiunto il plateau non può più verificarsi. C'è troppo ghigno per cui non si può più ridere!
Col macinare lento dei kilometri continuo a leggere le parole deliranti di quest'uomo e vedendo il lavorìo logorante che innesca non posso che dare ragione a mia madre che mi rimprovera sempre di leggere troppo e libri comunque troppo sbagliati. Dovrei iniziare a leggere cose meno subdole; non so Harmony, teorie dello shopping,Bridget Jones, frutta secca, etc, blablabla...quello si che servirebbe da caricatore per i miei neuroni. Nulla più del vuoto cosmico riesce a rigenerare i neuroni; in fondo il sonno non è che un 'escamotage trovato dal cervello, perdere coscienza per far riposare al massimo le sinapsi.
Ciononostante continuo imperterrita a leggera e a vivere la mia triplice personalità.
“Giovinezza, bellezza, forza: i criteri dell’amore fisico sono esattamente gli stessi del nazismo.”
Accidenti! La teoria della caverna e del velo sono vere. Questo l’ho sempre pensato, non a caso continuo a devastarmi per questo (mi sono distrutta mentalmente e fisicamente per questo in 4 giorni a casa…). L’ho sempre pensato e non sono mai riuscita a dirlo con tanta chiarezza! Lapalisse! Aggiungiamoci poi questo tocco leggero di pennello un po’ alla Tintoretto:
“La solitudine a due è l’inferno consentito. Nella vita di coppia il più delle volte, esistono sin dall’inizio certi dettagli, certe discordanze, su cui si decide tacitamente di tacere, nell’entusiastica certezza che l’amore finirà col risolvere tutti i problemi. Questi problemi crescono a poco a poco, nel silenzio, prima di esplodere qualche anno dopo e distruggere ogni possibilità di vita in comune.”
Perfetto direi! Passo al setaccio tutta la mia vita relazionale, quella di coppia, quella di amicizia, quella familiare. Tutto è fondato su una grande bugia che spero diventi reale e che in realtà assume forme diverse, si esercita quasi, prima di diventare quel mostro alla Alien pronto a divorare prima gli altri e poi infine a divorare me in un banchetto suicida…e stavolta non ci sarà Sigurney Weaver a salvarmi le chiappe!
La ciliegina sulla torta è:
“Quando si invecchia si ha bisogno di pensare a cose rassicuranti e dolci. Di immaginare che qualcosa di bello ci aspetta in cielo. Insomma ci si allena un po’ a morire. Questo quando non si è né troppo stupidi né troppo ricchi!”
Mumble mumble…rosicchio tutto quello che resta di me insieme ad una fetta di torta da circa 300 gr e ad un numero imprecisato di biscotti alla marmellata…e quindi arriva l’acido a corrodere tutto. Questo però fortifica, sono così brava che quasi quasi mi frego da sola!
Sono arrivata a Trento, stazione deserta e i soliti cani poliziotto ad accogliermi. Vado a casa…sveglia fino all’1:45 damn! Tutto questo pensare mi distrugge la capacità di stordimento!
Stamattina mi ha svegliato il freddo…EVVIVA!Agognato inverno sei giunto finalmente a congelare un po’ anche questo resto del mondo! Pigiamone a quadri e golfino, naso gelido e un mezzo litro di tè al bergamotto, due fette biscottate e uno yogurt!Fuori il gelo mi sfina i capelli, che bello sentire quel brivido dietro la nuca, il naso si arrossa e la mia pelle diventa quasi livida, il termometro conferma il freddo; Trento ore 8:10 5°C!
Intanto continuo a pensare e a ghignare!

giovedì, 02 novembre 2006
E' una linea sottile che di solito demarca due stati opposti quanto pericolosi. Ci cammino sopra in bilico, con la ratio che sorregge e la passio che mi attira come calamita nel baratro.
Ho fatto un incubo, terribile e spaventoso ma che ha preso forma dalla realtà, perchè non riesco più a stare in equilibrio rigido e perfetto su quel filo. Qualcosa ogni tanto si sgretola, come un'acrobata bella e di rosso vestita che col suo ombrellino giallo cerca di tenere i suoi sottili piedi inguainati in scarpette di raso rosa, cammino ma senza la sua disinvoltura. Allora cado in una vasca piena di una sostanza appiccicosa e densa, sembra grasso di prsciutto, mi soffoca, mi inchioda la testa al fondo, si impasta nei miei alveoli che non riescono più a cedere ossigeno al sangue.
Mi sveglio urlando...capisco con una rapida occhiata al bicchiere sul tavolo perchè ho sognato...e capisco che sono le 2 di notte, che devo andare a dormire, che domattina non lavorerò perchè sarò troppo presa dall'angoscia e dal disgusto e capisco anche che è inutile tentare la via opposta...tanto non ne ho il coraggio.
La ratio mi dice che fare e la linea d'ombra si sposta sempre, a separare, ogni volta, due opzioni antitetiche, una pericolosa ma attraente, l'altra reale ma così deprimente.
E allora che faccio?