lunedì, 30 ottobre 2006
Lei dunque capirà...
caro signor X, che qui è davvero difficile. Bisogna pensare a troppe cose, fare troppe cose, sfidare troppi limiti. Insomma fermarsi e riflettere ci vuole bravura e coraggio, bisogna essere inpace con se stessi èer permettersi il lusso di fermarsi in un prato verde a pensare e a godersi la vita. Molto più facile correre e rincorrere, mettersi alla prova sempre e comunque, cadere e curarsi con acqua ossigenata godendo del dolore che provoca la disinfezione.
Capirà quindi caro mister X perchè vado avanti come un treno. Spero che almeno lei capirà questo, perchè finora nessuno l'ha capito, hanno preso dei granchi terrificanti, ma come fai a spiegare a tutti che non devono pensare "Pensavo fosse amore e invece era un calesse"? Come spiegare che il pesciolino rosso per nuotare nel branco di tutti i pesci del mare si deve mettere addosso questo bel costumino da barracuda?
Allora signor X perchè quando il rimorso morde io mi ritrovo a mordere pane e marmellata, poi biscotti, poi poco per volta tutto quello che posso e non posso contenere nella mia piccola pancia da pesciolino rosso? Soprattutto perchè tanta razionalità da parte del pesciolino rosso?
"Va ben...mi bevo la quarta o quinta...boh...in una tazza mug quante tazzine di caffè ci entreranno?"
"Non lo so...ma credo parecchie!"
"Forse sono le 4 tazze mug di caffè che mi bevo ogni giorno in ufficio che non mi fanno dormire?"
"Direi che è una ipotesi plausibile!"
Ecco signor X dunque lei capirà che se la notte però non dormi, la mattina devi per forza drogarti di caffè, altrimenti alle 11 sei già li con la testa penzolante.
E che brutta la notte insonne, ti lascia quel tempo per pensare che ti neghi di giorno impegnandoti in mille e una attività diverse. Perchè mi occupo di te per sconfinato amore ma anche perchè così la mia vita diventa seconda alla tua, e ai secondi si pensa sempre dopo! Perchè mi occupo di curare la mia carriera, così la mia mente si stanca e non riesce a focalizzarsi su quei due tarli che la sbucherellano come groviera e che lavorano instancabili e impietosi. Ma se tu lavori più di loro allora li feghi, si perchè così almeno non hai il tempo per sederti su quella sedia tarlata che può solo cedere sotto il tuo peso.
Perchè mi preoccupo della salute e della forma così il rigore domina la follia della manìa.
Capirà dunque signor X che vivere così è un inferno che io cerco comunque, perchè è il solo antro che mi permette di accedere a quel "troppo" di cui le parlavo prima. Capirà anche come i piccoli strappi sono necessari e dolorosi e pericolosi allo stesso tempo.
Capirà che è davvero dura e per fortuna che ci sono gli altri che io da sola non è che mi sia poi così simpatica. Per fortuna che c'è una casa cui tornare una tantum, quel rifugio che sa di antico dove sai che c'è qualcuno che a modo suo ti ama sempre. Per fortuna che c'è la quotidianità che ti salva, perchè nulla è più stimolante che cercare il nuovo nei gesti usuali, e poi caro signor X, quando lo trovo quello spunto in più, sono davvero felice e soddisfatta, Per fortuna che c'è M., per fortuna che c'è un amico con cui mangiare una pizza ogni tanto e con cui andare al cinema o quacuno che ti presta libri e film...
Quindi grazie signor X, grazie perchè anche se non ha capito almeno mi ha ascoltata e non ha giudicato, ha solo ascoltato, che è difficile trovare ascolto nel mondo degli strilloni. Grazie e le auguro buona serata, io sbrigherò le mie commisioni, poi andrò in palestra e poi tornerò a casa da M...e dormirò forse, sonni sereni.
Arrivederci a presto e buona fortuna caro signor X!
giovedì, 26 ottobre 2006
Progetti per il futuro: non sottovalutare le conseguenze dell'amore!"

E' sera, il mio monolocale sta lottando con l'aura di porri e carote che aleggia al suo interno. Non è colpa sua, ho solo cenato dopo un'ora di allenamento, con un pò di acqua sciacquata colorata da una carota lessa, mezzo porro un pomoro a pezzi e 1/4 di patata...farà schifo a molti ma mi ricorda l'infanzia e i miei nonni. E' un rito, era un rito; la sera brodino vegetale, senza pastina al massimo con una crosta di oane secco o una scorza marmorea di formaggio fatto dal lattaio vicino di stalla!
Corroborante...un lemma splendido, lo ripeto e godo nel sentire la lingua che sgrattugia gli incisivi dell'arcata superiore e poi si arrampica sul palato per addolcire la R che scivola in N. La mia tazza di thè fumante è corroborante, la mia brodaglia serale è corroborante, la mia tazza di caffè lunghissimo alle spezie è corroborante, la tazza di latte caldo col miele di Aritzo è corroborante.
Accendo il pc e inserisco il dvd...ecco parte l'avventura che prende a braccetto anche il libro che sto leggendo a formare una strana coppia. Di fronte a me M. lavora e ogni tanto alza gli occhi per guardarmi...dal suo pile nero gigante emerge la sua pelle candida...e quei riccioli...bello!
Parte la storia e più passano i minuti più mi rendo conto che tutto in quel film è perfettamente accordato, armonizzato, scivola tutto nell'altro in modo dolce e senza strappi, un bianco vira nel nero in modo brusco ma magnetico, il che attutisce l'effeto del viraggio.
Si alternano ritmi rapidi, battute geniali e considerazioni crude e veritiere.
"- E papà come sta?
-Papà è morto...ma nessuno gliel'ha detto!"
"La sfortuna non esiste è un'invenzione dei falliti e dei poveri!"
Ambienti magistralmente separati dai suoni e dalle musiche. Ogni particolare è curato e necessario al film, come la carrozza fumebre che scorre fuori nella strada e che attraversa la vetrata della hall captando i personaggi, come il papillon rosso dell'uomo calvo, come gli occhiali dalla montatura argentata del killer in tuta da ginnastica, come la fezza di capelli che ricade sempre e solo sul lato destro della fronte di Oliavia Magnani.
"Ogni uomo ha un segreto incoffessabile.
Se due persone conoscono lo stesso segreto allora non è più un segreto!"
Il mio segreto inconfessabile...deve rimanere un segreto. Quello che invece può smettere di essere un segreto è che nonostante tutto continuo ad avere una fiducia infantile nell'uomo e nel mondo. Come lo stesso Servillo poco dopo mi ricorderà:
"Non bisogna mai smettere di avere fiducia negli uomini, caro direttore, il giorno in cui questo accadrà sarà un giorno sbagliato"
Concordo, anche perchè se ci pensate, e qui prendo in prestito un pò di cinismo da M. Houellebecq , è molto più facile avere fiducia negli altri che in se stessi, perchè il nostro egocentrismo esiste solo se ci sono altri...un egoista da solo non ha ragione di esistere. In questo col tempo siamo diventati bravi, per gli altri si muore e si vive...mai nessuno che però abbia una tale e sconfinata fiducia in se stesso da scommetsi tutto su se stesso, anche perchè se gli uomini ci deludono o ci mortificano possiamo parlarne, se siamo noi stessi a deluderci potremmo solo ricorrere a due possibili forme di "riparazione del danno"; il suicidio o la clausura monastica.
Film splendido, diretto in modo preciso sicuramente un film da vedere che può innescare la scintilla dell'intelletto da dirigere alla considerazione delle cose del mondo, che dove la tv funge da arma di distrazione di masse, il cinema, se fatto bene, insieme alla letteratura, quella vera e non quella "da frutta appassita", può fungere da scudo e da frusta di anime.
Buona giornata a tutti!

"La cosa peggiore che può capitarvi invecchiando è perdere la fantasia, il che rende la vita così noiosa e frivola da essere sconfortante!"
lunedì, 23 ottobre 2006

"Quando mi sono sposata avevo un solo vestito e nemmeno un paio di scarpe. Rosario Delle Rose era un barone e io una contadina. Non avevo nulla ma solo il mio cuore e io gli ho regalato tutto il mio amore. L'ho inondato del mio amore. "
Guardo Anna Magnani e non riesco nemmeno a pensare. E' una donna che non ha un viso o un volto o dei lineamenti, Anna Magnani ha una faccia e la presta alle sue emozioni. Una risata che ti fa sorridere con le lecrime agli occhi però, la tristezza che in fondo all'anima ti inspessice la gioia del momento.
"Mamma Roma", "In città l'inferno", "Bellissima", "La rosa tatuata", "Risate di Gioia", "Teresa Venerdì", "La pila della Peppa", "Roma città aperta" e "Abbasso la povertà". Alcuni dei suoi titoli, i pochi che ho visto e i tanti ancora da vedere.
Una donna che ti trascina per i capelli, che non nconosce mezze misure, con cui ridi di cuore della sua risata roca e con cui ti sdisperi di un pianto secco di lacrime.
Una donna non bella, oggettivamente spariva di fronte ad una formosa Sophia Scicolone e ad una preziosa Silvya Coscina e ad una sciantosa Gina Lollobrigida. Ma una donna che ti catturava lo sguardo, impossibile farla passare in secondo piano. Una donna di una intensità che traboccava ad aogni sussulto.
"Quando è morto, andando contro la Chiesa, l'ho fatto cremare e in quest'urna ci sono le sue ceneri e il mio cuore!"
Ho visto il film ieri, dio ringrazi LA7 e La valigia dei sogni, che la domenica pomeriggio nulla è più dolce che il plaid, la tazza di tè menta e bergamotto fumante che ti scalda le mai gelate dai primi freddi umidi di odori di foglie marce, il tuo pigiama che porta impresso ancora l'odore della notte passata e delle braccia che ti hanno cullato e accolto nei sogni tormentati, un buon libro da leggere negli intervalli...
E poi trovi un film la cui storia sembra di una semplicità spiazzante ma che è vissuta come solo una donna appassionata, ahimè non più dei tempi di oggi, può vivere.
Mio dio...impressioni, pensieri e sensazioni così forti che nemmeno si possono raccontare...e tutto grazie a lei, una donna cui vorrei somigliare, perchè è meglio vivere con intensità le cose semplici di ogni giorno che dannarsi in eterno per un solo momento di gloria!
"I morti sepolti marciscono, almeno le ceneri sono pulite!"
E buona settimana a tutti voi!

giovedì, 19 ottobre 2006
...si insomma il nulla cosmico dipinto di lustrini che così ti acceca e non vedi quello che non c'è da vedere. Santo Alberto Sordi e santissima (oltre che decisamente bella con l'anima e l'ironia) Monica Vitti...
"Maaaaaaaaaaaaa 'ndò vai se la banana non ce l'hai!
Bella hawaiana attachete a 'sta bbananaaa!" (Polvere di stelle)
Perchè se c'hai la guerra dentro alla KramerVSKramer è sempre meglio farcisi una cantata e nel frattempo,mentre il gatto dorme i topi abballano, al contrario che se l'acqua è poca e la papera non galleggia, uscire di soppiatto con soppresse, filoni di pane, mezzi quarti di prosiutti...
Prove tecniche...e meno male che si fanno. Stasera prima lezione del corso di Dizione e io? E io faccio le prove tecniche e per fortuna me le condisco di una buona dose di idiozia e di commenti al vetriolo!
E io niente, abbacinata dall'effetto notte del mio personale kramer, decido di uscire di casa come l'alternativa di 'sto par di ciufoli. Camicia bianca e cravatta rossa con righe marinare bianche e blu...e poi gonna scozzese a pieghe very vintage nel senso che era di mia madre, quando aveva forse 20 anni.
A farsi un rapido calcolo questa gonna ha 27 (i miei anni)+10 (anni trascorsi tra la prima di questa gonna e la mia nascita)=37 anni! Ahpperò...le brave sartine di una volta, cucivano con singer nere a pedali e facevano miracoli. Oggi nulla dura più di una stagione...due se è il vestito buono, quello che metti al matrimonio del tuo peggiore ex (che veda che gran bel pezzo di frisona 'è perso...), a Natale (in bretelline di seta a -10°C ma le tue cugine racchie devono crepare, perchè loro saranno pure in procinto di sposarsi, ma tu sei mooolto più charmant e figa di loro!) o in caso di concupiscenza di homo sapiens (e c'è da sperare che nell'impeto della passione non te le strappi quelle spalline di 3 mmcubici di spessore!)
Ebbene basterebbe...ma no, la sottoscritta che si caga in mano ad ogni sguardo, deve coprirsi ben bene di abiti a prova di after shave per iron man appena sbarbabati e tagliuzzati. Ho terminato l'abbinamento con calze color Grande Puffo, scarpe da streghetta nere, sciarpone color Babbo Natale e giacchina di jeans!
E poi che la gente locale mi guarda bieco...e ci credo, sembro uscita da un libro della Rowling!
Allora penso a cosa potrei dire di intelligente stasera che distolga l'attenzione dal mio improbabile ma gustoso abbigliamento?! Mi spremo le meningi mentre cucino un ottimo e salutare filetto di halibut con patate in salsa agrodolce di arance e scalogno con pepe rosa e spolverata finale coreografica di noce moscata e mangio una fetta da almeno 3 etti di torta alle carote...che è avanzata e se rimane li è una tortura e buttare il cibo è peccato, trangugio ora e così mi levo il divolo tentatore innamorato da davanti!
Possibilità uno: entrare in aula e fare il faccino contrito stringendo in mano un volume con tutte le opere di Sofocle sotto il braccio. Pregare che nessuno mi faccia domande troppo impegnate tratto in inganno dal volume sopracitato, perchè è vero che ricordo l'esametro ma delle tregedie ricordo la trama solo grazie a Beautiful che rievoca giornalmente drammi greci in tivù!
Possibilità due: vado a casa a cambiare abbigliamento, andiamo sul genere scolaretta sialor mon francese perchè c'ho il trench di renna anche questo very vintage, sempre di mia madre circa 30 kili (i suoi grazie a dio) e due figlie fa. Poi arrivo in aula e sfodero 68 denti di sorriso e attacco con il modello numero4 Giuditta, facendo appello a tutte le battute che riesco a tirare fuori dal mio repertorio classico e copiato!
Possibilità tre: vado a casa a cambiarmi e mi vesto da esistenzialista, pantalone nero, dolcevita nero, scarpe nere, calze nere, coppola nera, giacca nera, sciarpa color arancio becco di anatra o anche giallo tuorlo d'uovo di struzzo. Entro in aula con l'occhio alla Moretti e sfodero un sufficiente "Vi prego ditemi qualcosa di sinistra!"
Possibilità quattro: vado a casa a cambiarmi, versione Bellucci dei poveri. Gonna nera con spacco, calze nere e tacchi a spillo e magliettina iper scollata con bustier che fa molto sadomasoradicalchic. Entro in aula e con sguardo calamita sospira e simulo un "Oui, sono proprio stanca di essere la bella bambolina, devo dimostrare che ho un'anima!"
Nessuna mi convince...allora soprassiedo e abbandono le fantasiose ipotesi e probabilmente alla fine rimarrò tappata in laboratorio ad ubriacarmi di alcool e formalina fino alle 19:40. Poi raccatterò le mie cose, un altro pensiero a M. che sarà chissàdove in Valsugana sul Minuetto diretto a casa con mille beghe di lavoro impigliate nei sui bellissimi riccioli biondi, una telefonata 'ascrok per sentire se sorellame e genitori sono vivi e vegeti, e via al corso vestita come Mary Poppins. Entrrerò in aula a sgurado basso e incrocerò le dita sperando inutilmente che nessuno noti i miei dettagli da Grande Puffo e mi si lasci in pace sui dati personali o al massimo mi si chieda di tenere una conferenza sui rapporti trofici nelle comunità di Plecotteri alpini indagate per mezzo di analisi di contenuti stomacali con estrazione dell'apparato o con diafanizzazione per mezzo di KOH ad alte temperature!
Evviva la Gregoraci e buona cantata a tutti voi...e vediamo quanti riferimenti a film riuscite a trovare !
mercoledì, 18 ottobre 2006
Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.
Nulla di più normale in questo mondo. Lo sapeva e lo odiava, gli dava sicurezza sapere che qualcosa di certo c'era sempre.
C'aveva sperato, era andato dal barbiere a farsi tagliare quel cespo di lattuga che aveva in testa, uscendo era passato a comprarsi una camicia color polvere e una cravatta verde con i fiori color carta da zucchero. Aveva persino devoluto 35 euri per la causa Farheneit di Dior, l'unico profumo che sulla sua pelle non virava verso fragranze troppo strane ed orientali.
A casa doccia con bagno schiuma al patchiuli e in bagno davanti allo specchio in un'aria vaporosa e nebbiosa s'era sbarbato
"Mamma come sei ridotto, un adolescente alla prima uscita o peggio un uomo a secco che esce a puttane!"
Poi si guarda meglio e gli affiora sulle labbra un sorriso che ha un ghigno alla fine della piega del labbro inferiore
"Che ti frega...praticamente sei un adolescente e una volta tanto fai la persona normale!"
Ragazzo strano in mezzo ad un mondo di ragazzi di massa. A lui piaceva tutto quello che agli altri appariva noiso e "da sfigati". Andare al cinema di sabato pomeriggio a vedersi i film in bianco e nero, emozionandosi davanti a Jean Vigò e alle sue semplici e disarmanti storie d'amore. Andare in biblioteca e passare le ore a scartabellare libri polerosi, leggiucchiando qui e la e uscendo con una carriola di libri. L'ultima volta era uscito con Cazotte, Houllebeque e un paio di DVD.
Eppure gli piacevano le ragazzine belle, algide. Quelle sempre corteggiate da uno stuolo di suoi compagni di classe più scimmioni che ominidi.
Claudia...bella, capelli lunghi castani color miele di Aritzo. Occhi verdi quasi finti da quanto densi, pelle bianca labbra rosse di rossetto e 16 anni nelle sue All Star azzurre, nei suoi collant grigi, nella sua mini così mini che ad ogni passo potevi immaginare se indossava il perizoma o le culotte, 16 anni in quella magliettina grigia e rosa, strizzata coperta da un giubbino di jeans griffato...e poi...la cosa che più lo aveva colpito. Claudia la sola ragazza che portava un foulard per tenere indietro i suoi capelli. E lui adorava questo.
Gli disse portami domani,
tralalalalla tralallaleru
gli disse portami domani
il cuore di tua madre per i miei cani.
Doveva studiare ma per Claudia stava uscendo di casa per andare in stazone a prendere il treno della Vlasugana, lui abitava a Cismon e lei a Bassano. Lungo la strada che tagliava nei campi ora incolti gli capita di vedere un angolo intonso, erba alta, tre girasoli fioriti, papaveri e altri fiori di campo. Si guarda intorno e poi entra nel recinto per andare a prendere quei fiori per la sua bella ragazza dal foulard rosso tra i capelli colore del wisky. Felice col suo trofeo in mano arriva in stazione e sale sul Minuetto.
Gli disse amor se mi vuoi bene,
tralalalalla tralallaleru
gli disse amor se mi vuoi bene,
tagliati dei polsi le quattro vene.
Il treno è troppo lento per quel ragazzo sbarbato di una barba che quasi nemmeno c'era. Con i capelli un pò spettinati, perchè proprio non ce la fa a intonacarseli con quintali di gel, camicia e cravatta sui suoi jeans portafortuna e in mano quei fiori. Va da Claudia, una pizza e una passaggiata e poi forse troverà il coraggio di dirle che la trova bellissima, che la sogna avvolta da pepli leggeri mentre intreccia corone di margherite, che si vede a 40 anni con lei accanto e un cane con cui giocano i figli belli come lei...perchè lui è bruttino e normale in un modo quasi imbarazzante a suo confronto. Allora forse troverà il coraggio di baciare quelle labbra che sono già rosse di rossetto a 16 anni e di chiederle di stare con lui, brutto anatroccolo che le vuole bene per quel foulard che ha tra i capelli.
"Bassano del grappa. Prossima fermata Bassano del Grappa, stazione di termine corsa del treno. Grazie per aver viaggiato con Trenitalia. Arrivederci!"
Ha il cuore in gola...ma non si può tirare indietro, scende ed esce dalla stazione. Cammina lungo il viale alberato e arriva sotto casa di Claudia, sospiro e suona.
"Chi è?"
"Sono Valerio un amico di Claudia..."
"Si scende...e non fate tardi!"
Aspetta e fantastica sul momento in cui la vedrà col suo foulard tra i capelli. Il portoncino si apre ed ècome sempre ma con un foulard color verde ramarro.
"Ciao Claudia...ho trovato questi per strada erano bellissimi come te...no anzi nientaffatto come te. Tu sei decisamente più bella di loro, sicuramente sei più eterea, sembra quasi di poterti toccare le vene del collo...ma li ho visti così semplici ed innocenti e forti...e ho pensato che erano i fiori adatti a rendere tangibile il mio amore per te!"
Parla in un sol fiato e con gli occhi lucidi di emozine ed incredulità la guarda e si perde nell'attimo dolce dell'incertezza quando magari ancora può essere...Lei prima sbigottita e poi con un ghigno su quella bocca così laccata.
"Senti Valerio...i non so cosa ti sei messo in testa. Io esco con te per una pizza perchè è un mese che mi rompi con i bigliettini da Baci Perugina...ma vedi tu sei troppo...troppo per bene ecco. A me piacciono i belli e maledetti, gente come Maicol, come William, come Daniele, sai con cui posso fumarmi una canna, con cui posso andare in macchina perchè hanno la patente, gente che mi regala non margherite gialle trovare nei campi di montagna ma l'ultimo CD di DjAxe...si insomma guarda Valerio finiamola qui prima di iniziarla. Adesso mi offri una pizza e poi te ne torni a casa bravo bravo...e i fiori...scusa ma non mi piacciono, adesso li lascio qui fuori li porto dentro dopo magari!"
Un uomo onesto, un uomo probo,
tralalalalla tralallaleru
s'innamorò perdutamente
d'una che non lo amava niente.
Nulla di più normale in questo mondo. Lo sapeva e lo odiava, gli dava sicurezza sapere che qualcosa di certo c'era sempre.
Aveva pagato il conto, una pizza margherita per lui che nemmeno aveva assaggiato, e una coca, lei aveva preso una pizza vegetariana e una birra. Non aveva più detto nulla, l'aveva ascolata parlare di William e della sua nuova cintura griffata, della cultura sinistroide cui voleva forse, magari, se ci andavano anche Laura e Nicole con lei, accostarsi trammite un nuovo centro sociale apero in via VIcenza...
37 eruo e 50! Poi di nuovo il treno e ora era a casa che rifletteva. De Andrè...accidenti a lui!
Morir contento e innamorato
quando a lei nulla era restato
non il suo amore non il suo bene
ma solo il sangue secco delle sue vene.

giovedì, 12 ottobre 2006
Voglia di....casa, voglia di riassaporare tutto quello che mi fa tornare a casa regolarmente ogni 2-3 mesi, quelle sensazioni che esistono solo perchè unite indossolubilmente a odori,colori e immagini che mai nessuno potrà raffigurare o emulare. E' la malinconia di un ottobre fresco e soleggiato che annuncia un novemre nebbioso in campagna. Sono gli autunni che mi hanno fatto crescere anno dopo anno, prima accomagnata dai nonni e ora accompagnatrice e accompagnata da genitori giovani che hanno però trovato la pace della senilità...
Ho voglia di uscire a prendere il sole caldo e l'aria fredda sulla faccia.
Ho voglia di andare a raccogliere funghi nei boschi.
Ho voglia di sentire la pelle d'oca per un brivido che arte da dietro il colo e che si espande come cioccolata calda lungo la schiena e scivola dal collo alle spalle e giù fino alla pelle sottile dei polsi e si raccoglie nei miei palmi.
Ho voglia di berretti di lana calda, di sciarpe colorate, di moffole che avvolgono le mie dita come quando ero bambina e facevo pupazzi di neve sotto i filari delle viti.
Ho voglia di mosto cotto e castagne arrosto, a casa mia, con mio padre che tiene il fuoco vivo e mia madre che rammenda i miei calzini spaiati.
Ho voglia di sentire l'odore di legna e di cenere che si sente appena svagli alla domenica mattina. Che poi scendi in cucina e c'è mia madre in vestaglia che prepara la pasta, mio padre che tiene d'occhio un coniglio mentre cuoce lentamente sotto il coppo...
Ho voglia della nebbio che al mattino rende l'aria intrisa e pesante, che rende l'odore delle foglie marce così denso...che sembra di vedere i vemi che le divorano.
Ho voglia di entrare nel cimitero del mio paese, leggere i nomi e farmi raccontare le storie dai vecchi che si incontrano sempre nei cimiteri, nel primo pomeriggio, quando qualcuno è ancora seduto a tavola. E annusare quel silenzio colorato solo dai crisantemi che sfioriscono nei vasi di acqua ristagnante.
...e il naufragar m'è dolce in questo mare!

lunedì, 09 ottobre 2006
Leggo questo stamattina sul display davanti al museo. Fa un freddo piacevolemnte agghiacciante. Le mie mani sono già gelide, penso a come saranno tra un mese, violacce e congelate nonostante i guanti e le moffoline!
Sento la pelle del viso che si diafanizza, mostrando al mondo i percorsi dei miei capillari sulle guance arrossate, le efelidi e le strade tortuose delle vene del collo.
Ho deciso di indossare le prime calze della stagione, un bel color pavone, quel turchese che vira verso il verde petrolio, così pastoso e indefinito che lascia tanto spazio alla fantasia. Ho i miei vecchi stivali azzurri coi tulipani arancioni ricamati, la gonnellina a pieghe, camicia azzurra e golfino smanicato azzurro, sciarpona arancio e giacca in velluto marrrone con un uccello del paradiso stampato sulla spalla destra.
Stamattina mi sentivo molto ragazzina e allora ho deciso di vestirmi come se fossi ancora a Bologna, in procinto di recarmi ad una delle tante lezioni di biologia molecolare dove poter fantasticare di geni regolatori, di TATAbox, di primer e polimerasi operose...
Il cielo è di un azzurro quasi luccicante e la luna ha la sua triste faccia coricata su Sardagna.
Adoro queste mattine fredde d'autunno, mi lasciano il tempo di pensare con calma.
Ieri ho fatto il mio primo Passo in bici; il Redebus. Giro splendido, compagnia ottima, M. come sempre da favola...un insieme di odori. Ododre di stalle, di erba bagnata, di acqua corrente, di abete e di conifere. L'odore di legno e resina in alcuni punti era così forte he quasi mi stordiva. Chiese dai campanili aguzzi, volte tappezzate da legno e crocifissi intagliati. Tutto la valle dei Mocheni sotto le mie ruote e nella mia testa grazie agli odori, ai colori e alle poche facce rugose che ho incrociato.
La sera mi sono lasciata trascinare nel mondo di Biondetto traghettata da un Bacab siciliano di Camilleri dopo aver cenato con una coppia di amici...ho anche imparato a preparare la polenta nonostante la mia origine profondamente terrona!
Ho sognato boschi ed elfi perchè quell'odore di resina e di abeti mi si è incollato sulla pelle e per fortuna non ancora va via.
Intanto arrivo al museo...mi cullo ancora un pò nel freddo di questa mattina soleggiata d'autunno, bevo il mio 4° caffè insieme al mio donatore di lavoro, un ultimo pensiero fugace a M., ai miei e alle persone che sento vicine e amiche...e sono pronta a buttarmi sul microscopio elettronio a scansione anche oggi!
...e buon autunno a tuti voi!

mercoledì, 04 ottobre 2006

L'odore.
L'odore del corpo che muta con i pensieri.
Mi annuso la pelle sottile dell'avambraccio e ci leggo la storia delle mie emozioni.
SI sente la nota densa e paastosa di legno della tristezza che non mi abbandona. Si sente l'odore della notte, quell'odore caldo e un pò polveroso. C'è la nota della dolcezza, è delicata fa pensare al velluto dei petali di una calla bianca e algida. Si sente una nota aspra e fredda, come di anice, è la nota della paura. Si sente in fondo, proprio quando pensi che l'odore sia finito, la frizzante nota di ginger, di bergamotto, è agrumata la voglia di sorridere,di essere felice...
Poi il mio odore finisce e rimane solo il sentore pastoso del mio corpo, quell'odore regolato dagli ormoni, c'è da leggerci la storia delle mie viscere.
Ma come Suskind diceva...i profumi raccontano storie di anime intrappolate nei corpi, solo la morte del corpo restituisce la vera essenza del profumo al mondo!
lunedì, 02 ottobre 2006

Toro (20 aprile - 20 maggio)
Caro Starman, voglio diventare un’attrice famosa come Scarlett Johansson. So di avere un talento naturale come lei. Ma non sono particolarmente bella. Puoi guardare nel mio futuro e vedere se sfonderò a Hollywood? Secondo te sarebbe utile se decidessi di sottopormi a un intervento chirurgico?–Toro sognatrice.
Cara Toro, per quelli del tuo segno è il momento di esplorare tutte le illusioni che vi fate sul vostro destino. Lascia che ti chieda una cosa: il desiderio che hai espresso in modo così dettagliato riflette il vero motivo per cui sei sulla terra? Oppure è una fantasia del tuo ego basata sulla smania di perseguire ambizioni sbagliate? Invece di dire “voglio diventare un’attrice famosa”, perché per una volta non provi a dire “voglio diventare una brava attrice”?
Meno male che c'è lui!!!
Ebbene si...voglio diventare la Scarlett, ma non tanto per il famoso...quanto perchè è un raro esempio di gnoccaggine e perchè è attrice.
Per quanto riguarda la bellezza...la vedo dura, diventare binda sarebbe il pirmo, più facile ed unicopasso realizzabile oer quel che mi riguarda.
Diventare attrice...a questo punto direi che è tardi e poi se proprio devo mirare ato sparo di voler diventare etoile della Scala!
Ma siccome il saggio insegna che inutile sbattere il sedere a terra cercando di volare se non hai le ali...allora penso solo che il Nobel sarà mio, che mi piacerebbe tanto insegnare in università nonostante odi l'ambiente. Penso che mi piacerebbe migliorare le mie capacità ciclistiche.
Ma a pensarci bene l'unica cosa che rimane ed è certa è questa mattina, la prima che se la annuso sa di autunno. C'è Sardagna avvolta dalla nebbiolina, l'aria è pesante di umidità, di acqua che traspira dai tronchi, sa di foglie secche accatastate in strada. Sa di tristezza quella che ti coccola insieme al porfumo di funghi reschi venduti nella bancarella in strada.
La mia dama dell'autunno sta arrivando. Sono pronta ad accoglierla e a lasciarmi cullare dalla sua malinconia...magari pensando a come vincere il Nobel.

I
C'è una stanza, sembra appartenere ad una casa ma i mobili sono come fantasmi, ne avverto la presenza, le forme sbiadite di un tavolo, di sclaini prima di una porta, di sedie. A guardarlo bene somiglia molto, troppo al mio monolocale. Snto l'odore del legno fresco, sembra l'odore di truciolo che ti investe quando entri da Ikea. La luce viene da una sola fonte ma a me arriva come avvolta da acqua nebulizzata.
"Mi sono innamorato di un'altra!"
..........................................................
"Mi avevi detto che non sarebbe mai successo!"
"A questo mondo tutti mentono, il per sempre non è che una scusa per gente insicura."
"Questa è cattiveria gratuita."
"Non importa in fondo se te lo dico te lo meriti. Sopportare il dolore degli altri logora."
"Allora perchè siamo mi hai chiesto di stare con te?!"
"Che vuoi farci tutti sbagliano nella vita."
"Ah...grazie. Che dirti, spero sia più bella di me, spero sia più colta di me, spero sia più dolce di me, spero sia più brava di me in cucina, spero sia più semplice di me..."
"Lo è, fidati!"
Lei esce dalla porta di casa e si tuffa nella nebbia. Non riemergerà più!
II
Palestra e partita di basket, si sento lo stridio delle scarpe da tennis contro il parquet. E' una partita della squadra femminile. In squadra c'è mia madre a 20 anni, come è in quella foto del suo primo giorno di lavoro alla Upim, con il bavero dell'impermeabile alzato, i capelli lunghi che le ricadono a onde sulle spalle.
Ha una tutina color verde acqua e una fascia fucsia attorno alla vita, tutto molto anni '70. Lei è bellissima, slanciata e aggraziata rispetto alle altre, brava e grintosa mentre scarta e vola a canestro. Nell'altra squadra c'è una ragazza che mi guarda sempre con un ghigno cattivo, mi lancia la palla nello stomaco con una forza inaudita. Sento un crampo allo stomaco.
"Ehi! Ma che vuoi da me?!"
"Vieni a giocare codarda grassona!"
"Lasciami in pace non voglio giocare te l'ho detto già!"
"Codarda, vigliacca, muovi quel culo e vieni a giocare."
"Non voglio giocare!"
Mi lancia la palla io la prendo e l rilancio diretta.
"Allora è tutto finto, non è vero che sai giocare."
"'fanculo!"
Mi avvicino a lei, e cerco di rubarle la palla, non la molla però. Mi guarda sempre più sprezzante, io sento una gran rabbia, così tanta che mi viene da urlare, digrigno i denti e piango. Prendo la palla e do una spallata alla tipa, palleggio basso guardo mia madre, lei sembra riconoscermi e io penso di passarla la palla. Mi serve aiuto per andare a canestro, sono troppo bassa e devo levarmi di li prima di fare fallo e di avere la tipa alle spalle. Faccio il mio lancio, dritto, preciso e veloce.
"Mamma prendila!"
Ma lei non ci arriva ho lanciato troppo diretto e lei non ha fatto in tempo a smarcarsi per prenderla.
La tipa si rialza e scoppia a ridere guardadomi con il veleno nelle pupille.
"Lo sapevo che eri incapace!"
E...come potevo io dormire!?
Buona settimana a tutti!
