giovedì, 28 settembre 2006
Dovrei spiegare cos'è una mattina al caffelatte...beh se proprio vogliamo svilire il poetico che pò esserci è una mattinata agrodolce, asprigna,come una mela Granny.
Ma dire una mattina al caffelatte si addice di più all'autunno che se lo cerchi bene si sente nell'aria, alla testa che è leggera leggera ma formicola e pulsa come fosse un organo al cui interno stanno svolazzando miliardi di api, è il profumo che ti mine impigliato ai polpastrelli e alle narici anche quando ormai sei arrivata in laboratorio. Il caffelatte fa venire in mente i cornetti caldi, il calore del tuo compagno che ti sveglia, sa di tavola calda americana a New york. La mattina al caffelatte è come il caffelatte, dolce di latte caldo all'inizio e amarognolo di caffè nero e forte alla fine...e se poi sei bravo fai anche il caffè così carico da poterti gustare la posa sul fondo della tazza.
Esco vestita strana rispetto al mio solito, c'ho il gusto stilistico in virata e non ho ancora capito in che direzione sta virando, spero non verso lo stile casalinga di voghera in odore di ribellione sessuale!DOH!
Jeans a vita bassa e larghi che ci passa un treno, camicia in oxford azzurrina e golfino giallo chiaro, tennis, inseparabile borsa vero-vintage (pagata 1 e dico 1 euro al mercatino dei gaudenti a trento!!)capelli sciolti e occhiale da sole (sono discendente del conte Vlad ..la luce mi infastidisce!).
Oggi è giorno di mercato, a lavoro sono sola, allora mi concedo un giro in mezzo alle bancarelle, tanto fino alle 8:30 manco mi aprono la porta. Passo davanti ad una rosticceria ambulante...conato di vomito...cavolo il pollo arrosto alle 8:10 non lo posso reggere.
Dopo un pò torno verso il Museo e passo dietro il duomo, vedo uscire gente dalla messa, tra queste c'è Giovanna la pazza, personaggio mitico e riconoscibile della città. Mi appiattisco al muro, se mi vede stavolta non mi smolla manco a pregarla in aramaico! L'ultima volta voleva accasarmi con un suo amico ultra quarantenne chirurgo amxillo-facciale che non poteva guardare...non perchè brutto....ma perchè intriso di tamarraggine in un modo sconsolante. La cosa meno tamarra che aveva era il pello che si intravedeva da un crocifisso di 18 kg di oro esposto fuori dalla camicia hawaiana!!
Faccio andare avanti il lettore, mi metto al sole in piazza vittoria e annuso il profumo dei funghi freschi che vendono i due banchetti qui accanto e canticchio Lucy in the sky with diamond...poi chiudo tutto ed entro in Museo.
Every day can be a cappuccino's day!

mercoledì, 27 settembre 2006
Stato di trance...effetto del Lexotan? Mi verrebbe da dire di si ma so che quella roba ormai è come il caffè...non ha alcun effetto, tant'è che le mie 5 ore di sonno stentate non aumentano di un solo millisecondo.
Quando arriva te ne accorgi subito, è come se il cervello si svuotasse di colpo, c'è posto solo per uno specchio sospeso nel mezzo, aria lattiginosa e roba, collegata illogicamente alla causa di tutto, che vola come ina scena da Gran Guinol Dilandoghiano....Magari venisse quel gran figo a farmi una visitina, tanto di roba da indagare nei miei incubi ce n'è quanta ne vuole e anche di più.
Per chi ha sempre contato sulla sua autodisciplina ferrea, incrollabile, ottusa, perdere il controllo di se è terribile, soprattutto se questo non ti capita da tanto tempo.
Ora che nessuno se ne esca con le solite interpretazioni alla Morelli per favore, ne ho le scatole piene davvero. E il complesso edipico irrisolto, il senso di inadeguatezza dovuto alla madre, l'ansia da prestazione dovuto ad una maestra che avevi in prima elementare! Bah! Cagate. Io non sono perfetta e dopo mesi e anni di strenua resistenza avrò pure diritto a sbarellare del tutto un paio di giorni. C'è chi si ubriaca, chi si droga...io sbarello...amen!
In realtà capire cosa accade fisiologicamente quando un essere umano ha un attacco di panico è l'unica cosa che ci è dato sapere, per cui il resto sono tutte chiacchiere.
Si sta male un paio di giorni, il primo è terribile, io ho la mia bella manìa di girare a vuoto, camminare camminare,camminare finchè non senti più il tuo cervello perchè hai le gambe che ti fanno un male bastardo. Avrò girato per Trento con l'occhio sbarrato per almeno 3 ore...che poi non vi dico la noia, questa città è così piccola che a girarla da Povo a Gardolo ci vuole un'ora scarsa.
Beh...lasciando perdere il marciume e anche l'amaro che mi lascia l'aver scoperto che persone amiche in realtà forse non lo sono così tanto come credevo...ma si sa la vita è crudele!
Insomma lasciamo perdere il marciume e passiamo a descrivere, con una ventata di ottimismo e ironia, quanto di positivo mi hanno portato questi due giorni:
1)...l'ecografia è un'invenzione diabolica
2) Ho ripreso ad andare in bici e ho pure trovato compagnia, certo gli altri si saranno rotti da morire ad aspettarmi, ma ho fatto tutto il giro e...udite,udite, anche un paio di scatti ai 35 km/h in pianura e ho infranto la barriera dei 50 km/h in discesa (vi giuro che mi stavo letteralmente cagando in mano dalla paura...ma sapete che bellezza andare così veloce da non sentire altro che il rumore del vento!!!)
3)Ho finalmente deciso di devolvere euri per la causa bici da corsa...ed è proprio un gioiellino la mia Wilier, ora però devo darle un nome e uno status famigliare...pensavo di darle il ruolo di amant, il lesbo tira ancora parecchio, e di chiamarla Guendalina, anche se è poco erotico...vedrò se mi viene in mente qualche nome migliore in proposito ma Guendalina per una bici è fantastico...
4)M.
5)Nello sfacelo generale, mentre ero al reparto neonatologia ho avuto un tale tempo di attesso che l'ho trascorso ricordandomi tutte le immagini più belle e disarmanti che ho visto negli ultimi 3 anni...vorrei non dimenticarle mai.
6)ho strappato un help ad una collega americana per studiare per il l'esame
7)Ho scoperto di avere una faccia che ispira carità, ho scroccato nell'ordine; un passaggio in macchina da un figo beccato alla fermata del treno (era identico al ragazzino della pubblicità dlella Fanta, capelli ricci,occhi verdissimi, occhiali rettangolari da parigino intellettuale e romantico e sorriso disarmante), un passaggio in macchina da due ufficiali di marina (di cui uno, quello che poi ha guidato, pure zoppo...mancava la benda nera sull'occhio però!), uno sconto dal tassista(qui ci sarebbe da gridare al miracolo, anche i tassisti hanno un cuore), un megasconto per la bici e infine ben 3 caffè gratis nello stesso bar!!!O il mondo è impazzito per cui si prepara al Natale con largo anticipo...oppure impegnandomi potrei governare il mondo insieme a Mignolo e Prof!!!
8)Ho rivisto il mio figlio adottivo e ho telefonato a P.
9)Riesco addirittura a farmi regalare scarpini, tuta invernale e antipioggia....
10)Venerdì sera DOn Giovanni...e addirittura abbiamo i biglietti per LO SCHIACCIANOCI!!!Oddio questo è davvero commovente, vorrei baciare i piedi di M e la terra su cui cammina...mi porta a vedere il balletto...mio dio...sarà una serata da memorie di adriano!!!
Sarà stressante e fisicamente stancante ma ogni tanto avere qualche sporadico sbarellamento psichico può servire.
Have a nice day!...e fuori continua a splendere il sole per fortuna!

lunedì, 25 settembre 2006
"...stormi di uccelli neri come esuli pensieri nel vespero migrar!"
Il treno regionale si muove a fatica, sta trascinando Anna in una casa non sua, dove vive una felicità finta ma lo stesso non sua, con una famiglia non sua, in una città fatta di strade che non conosce e che non la conoscono.
In passato questo faceva sentire Anna in pace, forse perchè lo era.
Ora Anna pensa ai corvi, pensa un'altra volta al rumore che farebberro le sue viscere squassate dallo stridere della locomotiva su quelle rotaie della campagna romana. Tanto orrore sarebbe un bello schiaffo alla placida calma di quelle bastarde colline, dove quei cavalli sono troppo pacifici, dove le bufale si lasciano spremere le mammelle per produrre costossime e grassissime mozzarelle. Quel cielo è odiosamente rosa e poetico.
"Un giorno il tuo spirito poetico ti ucciderà!"
"Eh magari fosse l'ora giusta!"
Quella volta però ci aveva solo rimesso un pò di estetuca, cadendo perchè quel cielo era troppo bello e cristallizzato per essere ignorato da lei.
Quando deve decidere se vivere, sorridere, essere felice, essere una statua di sale, se decidere la sua sistematica sepoltura, se intraprendere quel sulfureo cammino verso l'autocontrollo di se, del corpo, della mente, dei sogni. Tutto questo lo pensa mentre quei corvi neri migrano verso un nuovo campo da saccheggiare in barba agli spaventapasseri.
Anna sa che il dolore è necessario, necessario perchè lei sia una statua di sale. Una proposta di lavoro, una famiglia soddisfatta della figlia perfetta, una vita di sale, finta e perfettamente costruita. Ci vuole il dolore per fare tutto questo. Ci vuole la testa e la disciplina di se spinta al limite dell'umano. Lei tutto questo ce l'ha. Il ghigno che sale è riflesso dal vetro sporco di guano di gabbiani, è un bel cimitero sconsacrato di moscerini quel vetro.
"...e il naufragar m'è dolce in questo mare."
Mare, peccato che tanta bellezza sia sprecata per un branco di coatti. Inutile, siono identificabili, ogni regione ti marchi a fuoco, chi viene da questo comitero di antiche vestigia, da una collina dove scavi per seppellire la vacca e trovi capitelli che hanno assistito divertiti ai martìri dell'epoa paleocristiana.
Che bella l'era che accetta il male, il dolore, come un dato di fatto, come una parte dellessere umano. Un'era che non necessita di spiegazioni o di intercessione per capire che l'acqua può assumere forme diverse.
"La forma dell'acqua...e bravo Montalbano, il tuo faccione da lupo solitario ed integerrimo sopravvive anche a questo!"
Pensa Anna, pensa e il treno sferraglia arrancando lungo la ferrovia per arrivare in quel paesino sul lago. Anna che ormai è una nessuna e centomila, che sa cosa essere per i suoi; la figlia brava e autosufficiante. Quella che vive da sola senza aver bisogno di una visita, di una telefonata, perchè tanto è abituata a cavarsela da sola. Anna che deve essere la collega ombrosa, perchè se c'è una cosa che proprio non riesce a fare è mentire per far parte della melma mediocre della Milano da bere. Anna che però deve essere una perfetta donna d'affari, perchè i suoi capi hanno lucidato i loro bastoni del potere e l'hanno mandata sul campo di battaglia e lei non può perdere. Anna che torna a casa e lascia ad una parte infinitesimale di se la libertà di essere quel che è. Fa la gatta e lascia che la paura incontrollata e l'insicurezza indomata vengano a galla, che tanto c'è qualcuno che ogni tanto è disposto a issarla su una scialuppa, a darle una coperta per scaldarsi, una tazza di caffè dolce e bollente e un gatto bagnato di cui occparsi.
Pensa Anna, pensa che deve dominare ogni muscolo. Guarda fuori e vede qualcuno in bici, pensa che vorrebbe esserci anche lei su una bici. Almeno quando pedala non pensa.
"Prossima fermataM*******A!"
Ecco deve scendere, sente quel gatto che cova dentro di lei, sente che vuole graffiare. Scende dal treno e rientra nella sua statua di sale.
"Ciao!
"Ciao come è andata oggi allora?"
"Bene bene. Dai che stasera ci facciamo una pizza!"
"Ok...ma sai bla...bla..bla..bla...!"

giovedì, 14 settembre 2006
“Appena uscita dalla stazione del paesino di Sant’Ilario tutti s’accorsero con un sol sguardo che non si trattava di un missionario!”
Questa storia non parla di puttane, non parla di tetti inesistenti su terrazzi bianchi infuocati dal sole, non parla del profondo sud, quello cantato da Fabrizio, raccontato da Giuseppe o filmato da Pietro.
Questa storia parla di una cittadina in odore di benessere ma con ancora retaggi biblici di ottuso pecoranesimo. Una cittadina che è segnata solo da vent’anni sulle cartine d’Italia che si studiano alle elementari. Una cittadina da cui la gente scappava e molti scappano ancora. Una cittadina nel mezzo di quello che i detti popolari avevano definito “Abruzzo forte e gentile!” Parla di come la storia si possa perpetuare nonostante si cerchi di insabbiarla e di come un nomignolo può prendere significato nella persona che ce l’ha.
Anche quando nacque e la chiamarono Terry, abominio atto a celare la tradizione millenaria di tramandare i nomi di generazioni in generazioni, tutti si accorsero al primo sguardo, che non si trattava di una bambina qualunque. Per quella sua bocca così rossa,carnosa,morbida e peccaminosa.
E’ nata in pieno boom economico ma con alle spalle una famiglia mezza contadina, da parte di madre, per un quarto marinara e per un ultimo quarto pecorara da parte di padre.
Forse è per il suo quarto montanaro che il primo attore di cui si innamora non è certo un giovane Tom Cruise ma un Adriano Celentano protagonista di Serafino.
“Fiorin Fiorello l’amore è bello se ci sei tu!”
La metà contadina materna le regala il primo ricordo, a soli tre anni. Il freddo di quella stanza dal soffitto quasi misticamente alto in cui rimbombano ancora le storie dei santi che la nonna legge ogni dannata sera per farla addormentare, ovviamente facendole prima il segno della croce per allontanare il malocchio.
“Ucchie e contrucchie….”
Una infanzia passata nella casa di campagna dei nonni, con loro che al mattino appena fatto partono per andare a legare i rami delle vigne lasciandola sola in casa. Un’infanzia da contadina e felice. Giornate che passano in inverno davanti al centenario camino dove bolle il pentolone per fare il bagno. Una delle ultime infanzie della storia con il gabinetto fuori dalla casa che ad andarci in inverno si copre con un vecchio scialle di lana fatto a maglia dalla nonna in estate. Una delle ultime infanzie della storie in cui i bambini giocano col fango, rincorrono galline perdendosi tra i filari di uva pergolone, mangiano uva fragola facendo indigestione per i fichi turchi rubati ai vicini, perchè tanto sai che finché non senti il rumore del trattore con la nonna che canta e il nonno che guida tenendo in mano il tuo Camillino, sei il re della casa e di tutti i terreni li intorno.
Questa è la storia semplice di Terry, nata in una cittadina del centro Italia, dove la gente va a messa ogni domenica, dove tutti sanno tutto degli altri e ignorano quel che riguarda la propria famiglia, il proprio sangue.
“Brutto branco di pettegoli, parlate del marito cornuto della puttana di quartiere ma non sapete che la pappona è vostra figlia! Avete un insano gusto del sangue, finché sa di forestiero tutti pronti a berne al calice leccando ogni singolo rivolo che vi cola dalla bocca pur di non perderne una goccia. Ma potrebbero darvi i vostri figli in pasto, come Medea fece, e voi urlereste al peccato mortale!”
E’ questo che dice Terry bocca di rosa. Bocca di rosa è un soprannome che le danno da prima che lei decide che i 30000 abitanti di quella allegra e gioviale cittadina abbracciata da dolci colline profumose di uva matura e adornata da ulivi antichi come il tempo, devono imparare che non si vive di solo pane.
Terry bocca di rosa, ragazzina sempre silenziosa, che passa le giornate al mare sotto quella cittadina, per guardarla dal basso ma al riparo della salsedine. Terry bocca di rosa che,dopo la morte della nonna e la diagnosi di “esaurimento nervoso” fatta dal primario di Villa Pini al nonno, si chiude in camera per ore a cercare di ricordare il sapore delle patate cotte dalla nonna quando aveva 6 anni, il profumo del coniglio che il coppo annerito di fuliggine epocale cova. Passa le giornate a cercare di ricordare le risa di grillo di quella nonna col suo stesso nome, lo sguardo vacuo di suo nonno, seme della follia che è già giunto indisturbato fino a lei.
Terry bocca di rosa, adolescente oggettivamente brutta rinchiusa in un liceo classico di una cittadina di provincia in odore di rinascita socio-economica, perchè è la scuola che ti apre tutte le porte.
Terry bocca di rosa che in quel liceo diventa Terry bocca di rosa perchè durante le ore di ginnastica guarda le sue compagne tutte, più belle di lei e che odia, stringendo le labbra “col muso pizzuto”.
Terry bocca di rosa perchè la sola amica che ha le dice che non è vero che la sua bocca è di rosa perchè sembra quella dipinta di una geisha giapponese, ma solo perchè le sue labbra sono carnose e tutti gli uomini, dagli adolescenti alle centinaia di vecchi bavosi e perbenisti domenicali, la immaginano mentre scorre su e giù lungo il proprio pene e succhia ogni goccia del loro fetido sperma.
Dannazione delle ragazzine brutte, hanno sempre qualcosa che ispira laido atto sessuale e mai qualcosa che ispiri ideali alti e inafferrabili.
“Gli eroi son tutti giovani e belli!”
Terry bocca di rosa che si arrende e lascia che le anime inquiete, quella folle e quella forte, dei nonni, la invadano devastandola per donarle infine la libertà.
Curioso come quella cittadina; a suon di Audi, di abiti griffati nella loro pacchianeria e di case simil-hollywood che deturpano, come un brufolo infetto traboccante di pus, le sue colline;cerca di nascondere ed estirpare il suo passato bifolco e contadino e affamato.
Terry bocca di rosa alla fine del liceo, scende al mare e va alla foce di quel laido fiume putrefatto dalle evacuazioni degli abitanti della cittadina, si ferma li sul porto e l’odore le stringe lo stomaco fino a farla quasi vomitare.
Terry bocca di rosa si ferma a pensare e a parlare con i suoi nonni. E’ sempre stata considerata mezza svitata perchè dalla morte della nonna lei la vede tutte le notti, quando gli altri dormono e lei esce in veranda e guarda in fondo al fossato le macerie della casa natìa della nonna. Lei arriva a raccontarle la sua storia di moglie di un uomo debole e amato. Lei le racconta della guerra, dei contadini morti di fame e di come invece è riuscita a sopravvivere.
Terry bocca di rosa perchè arrivata dove il nero del fiume inzacchera il mare prende un po’ di quell’acqua nella mano a coppa. La guarda e la manda giù in un solo sorso. Non sente quasi il disgusto delle papille perchè il suo stomaco è come colpito da un pugno. Vomita il pantagruelico pasto domenicale ancora quasi intatto, tutto, boccone dopo boccone, ad ogni conato, vomita il salame dell’antipasto, vomita le tagliatelle ai funghi del primo, vomita il petto d’oca farcito del secondo, vomita i bocconotti mangiati come dolce e infine smette.
Sorride Terry bocca di rosa, la sua bocca di rosa ha vomitato tutto quel cibo per cui i suoi genitori hanno cancellato il passato rinchiudendosi in lussuosi negozi per vecchie frigide e facendosi venire anche quella odiosa cadenza da ricchi, come se fino al giorno prima non avessero zappato quella terra che ripudiano calpestandola.
Cresce e diventa bella Terry bocca di rosa e comincia davvero a soddisfare le fantasie di qualche uomo.
Beve seme e mangia sempre meno con quella sua bocca di rosa.
Diventa leggera Terry bocca di rosa, poco alla volta, solo un etto al mese, va a messa la domenica e in oratorio a fare da educatrice per l’azione cattolica Terry bocca di rosa. Si laurea con 110 e lode in lettere classiche all’università vicino casa dei suoi genitori Terry bocca di rosa. Lenta, lenta, lenta è la perdita di peso di Terry bocca di rosa.
Sembra come tutti gli altri Terry bocca di rosa.
Nessuno sa che Terry bocca di rosa sta insegnando a quella cittadina Abruzzese, così soffocata dal benessere e dalle finte buone maniere, che non si vive di solo pane.
Vive di sperma, una tazza di latte scremato, un biscotto sbattuto, ricetta che la nonna le ha svelato in una delle sue tante visite, 70 g di pasta scondita a pranzo e un piatto di verdure lesse a cena.
“L’asene s’avè mort d sete picché a la fam ci s’avè bbituate!”
Antica la saggezza che la cittadina affossa ogni sera quando beve Champagne e Sauterne nelle enoteche, invece del centenario Montepulciano pastoso della cantina del vicino.
Scrive le ricette e le storie che la nonna le racconta ogni notte, quando lei si sveglia e scende in giardino per guardare il fossato in cui la vegetazione sta custodendo le rovine della casa dove la nonna è nata.
Arriva a 28 anni Terry bocca di rosa.
Osannata come figlia perfetta, ragazza modello e moglie ideale dalle femmine di quella cittadina. Cercata dagli uomini che sorridono incrociando gli sguardi quando lei passa, che sbavano e riempiono i pantaloni ricordando l’ultima volta che quella bocca li ha bevuti e immaginando la prossima. Non parlano loro perchè “non si fanno certe porcherie”, ma siccome per loro è troppo godurioso tacciono, se parlano c’è la crocifissione pubblica e la fine dei loro lerci sollazzi sessuali e comunque le loro mogli, compagne, fidanzate e amanti affrancate dal compito,ringraziano!
Non parla Terry bocca di rosa, la lezione non è ancora finita.
Tutti bisbigliano della magrezza alle spalle di Terry bocca di rosa.
“Ma è una così brava ragazza, è un po’ magra, ma è tanto bella che potrebbe fare la modella per Armani!”
E il suicidio celato, lento e inesorabile, diventa di colpo legittimo in quella cittadina di Montepulciano.
Trova un uomo che la vuole sposare, Terry bocca di rosa, per avere i suoi favolosi servigi sessuali tutti per se.
E’ un dentista di 36 anni, che fino all’anno prima ha cercato quegli stessi servigi pornografici in Russia, in Estonia o in Romania, insieme ai suoi amici. Ma si sa che sono uomini, che si divertano finché non sono sposati. Fenomeno nuovo di fronte al quale i loro nonni, che hanno scandito le giornate tra vigneti e orti di sussistenza, oggi rimangono muti e dolenti e forse anche vagamente invidiosi.
Terry bocca di rosa continua a succhiare sperma ma solo del suo fidanzato ufficiale, perchè ora quello è lecito anche se solo a metà, finché non viene pubblicamente sciorinato tutto si può fare al proprio fidanzato.
Intanto la nonna le dice che prima o poi finirà tutto. Le racconta anche del pericolo della donna nera che viene nel sonno ti trascina nella veglia e ti soffoca tra i veli neri del suo abito frusciante.
Prepara le nozze come vuole la “tradizione” del benessere raggiunto.
Matrimonio cattolico in monastero coreograficamente arroccato su promontorio che affaccia sul mare. Poco importa se viene insozzata la vecchia regola benedettina.
Abito bianco perchè si è sempre vergini prima del matrimonio.
Pranzo in ristorante di cattivo gusto con almeno 8 portate.
Arriva il giorno del matrimonio di Terry bocca di rosa.
Molti anni sono passati ma non abbastanza da cancellare la terra sotto le loro unghie e Terry bocca di rosa lo sa bene, per questo è arrivata a quel giorno allo stremo delle sue forze sapendo che quel giorno è quello giusto, sua nonna le ha detto tutto e sa che verrà a prenderla.
Tanta gente vestita miserevolmente a festa, sete che non coprono seni chirurgicamente antigravitazionali, camicie attillate che mettono in evidenza addominali figli di steroidi.
Entra in chiesa Terry bocca di rosa, giunge all’altare sorretta da strati e strati sete e pizzi bianchi, e il suo futuro marito le prende la mano per la prima volta da quando si conoscono, per succhiare il pene non serve essere mano nella mano.
“Nonna vieni a prendermi adesso!”
Sviene Terry bocca di rosa, tutti sono costernati, lui troppo ebete anche solo per pensare di piegarsi verso di lei.
Ma non arriva la nonna a prenderla.
Terry bocca di rosa cerca la luce della nonna ma vede una figura nera, veli neri polverosi svolazzanti intorno ad una figura enorme che si avvicina sempre più a lei occupando tutto il suo campo visivo. Si siede sopra la sua magra faccia, Terry capisce e il terrore ormai le viene in aiuto quando sente già che la Pantafica la soffoca, e muore Terry bocca di rosa.
Beffata Terry bocca di rosa da quella cittadina ridente gemellata con una cittadina dell’Argentina, che ora corre in macchine lussuose sulle strade dove fino a 50 anni prima andavano mendicando un litro di olio a dorso di muli affamati e stanchi.
Il passato e il mito non spariscono dalle unghie in una sola generazione, passa nel tempo, si fa radice e si innesta sul seme velenoso della vergogna uccidendo chi, come Terry bocca di rosa, vuole solo mostrare a tutti che chi nasce pecoraio non muore re!
mercoledì, 13 settembre 2006
Ci si alza quando si vuole, tanto non c'è nulla da fare a parte pensare e dondolare.
Facile la vita di un pazo, altri pazzi, odore di minestra e medici così infinatamente stupidi e tronfi da credere d poterti curare.
Facile la vita di un pazzo, ha troppo poco valore perchè qualcuno si preoccupi di vedere se ti stai suicidando.
Facile la vita di un pazzo, è tutto buio e al buio tutto è ugualmente mostruoso, non devi avere un cuore forte e bravo a reggere le emozioni, al buio c'è solo paura piatta e densa coma una macchia di petrolio nell'oceano.
Si alza tutte le mattine Amanda. Si lava i denti tutte le mattine. Fa colazione tutte le mattine.
"Si può impazzire d'amore?!Si può morire d'amore?!"
"NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!"
Amanda si ribella ma sa che è come quella capinera. Amanda si ribella anche perchè il suo è davvero un amore impossibile ma per un poco, come in un gioco crudele, lei lo assaporato.
Lo ha assaporato quando ha visto il tampone diventare azzurro. Ancor prima lo ha assaporato quando quell'uomo così indifeso l'aveva lasciata avvicinarsi al suo mondo dorato. Ha assaporato il freddo del gel quella prima volta in ospedale. lo ha assaporato l'amore, eccome.
"Speriamo che sia femmina!"
L'augurio di quell'uomo.
Mese dopo mese ha guardato stupita l'amore che cresceva nel suo ventre.
"La chiameremo Ludovica, sarà mora con degli occhi verdi bellissimi!"
Queste le ultime parole che sono entrate nel mondo di Amanda. Le ultime parole che hanno crocifisso con spilli roventi quella piccola capinera.
Basta scendere dal marciapiede con un attimo di anticipo e tutto un mondo può cadere nella macchia di petrolio.
Sulla strada è rimasto uno scheletro smembrato che ormai non gronda nemmeno sangue, tutto è rimasto cristallizzato. I volti non esistono più, c'è solo un palloncino pieno di liquidi umorali biancastri che è scoppiato cadendo a terra. Amanda non c'è più, quelle ruote che trasportano frutta al Nord le hanno estirpato quell'amore che cresceva nel suo corpo.
E' rimasto solo il chiarore abbagliante delle lampade dell'ospedale. E' rimasto solo il ticchettio regolare ampificato del suo cuore. Il soffio artificale del suo respiro autorizzto da una fisarmonica chiusa in un cilindro.
E' rimasta una coppia di casse. Una sporca ancora del sangue di un bambolotto ricucito alla meno peggio. L'altra vuota, perchè è Amanda la cassa di Ludovica, ma lei non potrà soffocare nella terra.
Amanda è rimasta a soffocare lentamente sopra la terra. Si porta a spasso la sua cassa vuota e lei ne è la lapide vivente.
Si alza tutte le mattine la lapide Amanda. Si lava i denti tutte le mattine. Fa colazione tutte le mattine la lapide Amanda. Respira tutti i giorni, tutte le ore, tutti i minuti che servono ad una lapide viente per permettere al muschio e ai licheni giallastri che si incrostano sul cemento del suo animo e del suo corpo, di lenire la follia restituendole la morte che anni fa le è stata negata!
Facile la vita di un pazzo, desolazione e disperazione sono solo per la lapide Amanda.

venerdì, 08 settembre 2006

Toro (20 aprile - 20 maggio)
Molti critici considerano Maurice Ravel (1875-1937) uno dei migliori compositori del novecento. È famoso soprattutto per il Bolero, un brano orchestrale scritto per accompagnare un balletto. Lo stimolo principale per la composizione del Bolero fu la visita di Ravel a una rumorosa acciaieria. Sarà lui il tuo modello per la prossima settimana, Toro. Prevedo che trarrai ispirazione da eventi rumorosi e tumultuosi. Spero che questi incontri ti spingano a produrre grandi opere, a sfoderare interessanti sorprese o a fare entrambe le cose.
E io che voglio solo il silenzio eterno...Amen!
Tutto è relativo...?
Non so, non credo, così come ho smesso di credere all'assoluto che regge i principi dell'essere umano!
Qualcuno mi definisce relativista, forse, ma non ci vedo nulla di male.
C'erano molti assoluti una volta a guidare le mie azioni, poi ti trovi di fronte al tuo assoluto e o ci sbatti contro oppure ci giri attorno e diventa tutto relativo.
Il dolore per me aveva delle scale di assolutezza, il dolore delle perdite era il sommo possibile ai miei occhi. Il dolore del corpo rimaneva circoscritto finchè questo non diventava troppo grande da essere contenuto dentro il corpo (penso alle malattie terminali, a quelle che ti debilitina a lungo, alle operazioni di trapianto).
Poi vedevo il dolore personale, quello dei pazzi per intenderci, quello autistico, dovuto ad un dolore personale forte. Una violenza, la perdita di una persona senza cui non puoi vivere. Il tuo dolore, benchè sia una forma estrema di egoismo, ti chiude fuori dal mondo e non importa tutto quello che fa il mondo, tu sei emozionalmente morto.
Ora...ora mi trovo di nuovo a dover rivalutare tutto. Perchè ho scoperto che il dolore non ha scale nè nulla, c'è e purtroppo lo senti solo se lo provi e anche se è lo stesso di un altro, l'intensità, l'effetto e le forme non saranno mai uguali.
Si anche il dolore è diventato un affare da relativisti! Con buona pace del caro ratzingher.
Perchè anche se razionalemnte possiamo ridimensionare l'entità e le manifestazioni di reazione, il dolore che si prova nel non riconoscersi può essere deflagrante come quello che si prova dopo la chemio. Perchè svegliarsi può diventare ugualmente pesante.
....in fondo qualcuno diceva che le parole sanno ferir come una lama.
Qualcuno mi aiuti a caire, perchè di fronte ad un argomento come questo, mi ritrovo letteralmente in mutande!
Vi lascio col mio mantra per il w-end!
"Congelati in ogni emozione se sarai ghiaccia potrai dire: Noli me tangere!"

mercoledì, 06 settembre 2006
Domani Convegno a Bolzano...non commento che meglio. Dico solo che come sempre, mi metto la mia divisa d'ordinanza (tailleur pantalone e cravatta come potete vedere nella mia foto di presentazione sulla sx del template del mio blog!!), chiave alla mano, voce ferma...e dalle 14:20 ale 14:40 racconterò qualcosa sui miei Plecotteri. Avrò in sottofondo il traduttore simultaneo..si perchè in italiano non si può...giammai...in inglese allora (va ben che il mio è maccheronico però un discorsetto tecnico riesco a sostenerlo) ma nemmeno...loro vogliono il tedesco, quindi parlerò con qualcuno che mi parla sopra in tedesco!
Venerdì ci sarà anche la "gita sociale", che fa molto fantozziano lo so, ma se è previsto bel tempo ci vado, che farmi una camminata su per i monti altoatesini non mi dispiace affatto, ma anzi mi sconfinfera parecchio. Se poi magari mi porto il cestino di vimini e abusivamente (perchè non ho il patentino) mi porto via anche un paio di brise da kilo...tanto meglio!!
(speriamo di vedere le famose marmotte mannare portate in prima pagina dai giornali locali)
Amen!
lunedì, 04 settembre 2006
Beh, se a qualcuno importasse...la ia cena ha superato l'esame, sono riuscita a cucinare tutto in tempo perfetto e tutto è riuscito bene anzi benissimo.
Il w-end ha macinato più di 80 km in bici, con sabato in ciclabile con deviazione e scalata a Castelbeseno, posto che ho sempre guardata dal fondovalle e dove volevo andare. Se le mie gambe avessero retto l'ascesa avremmo potuto farci altri 11 km per arrivare a Folgaria ma fare il passo ci avrei rimesso i muscoli.
Domenica ascesa (senza riscaldamento e non è stato bello!) a Civezzano dalla strada dei forti con fermata in una delle chiese più belle che abbia mai visto. Poi giro sottocosta tra saliscendi vari (e già perchè i recedenti 10 km di salita al 10% erano pochi!Doh!) fino a Povo,Mesiano;Villazzano (tentativo di farsi il passo del Cimirlo ma anche qui le mie gambe si rifiutavano di ricominciare a salire oltre il 10% di pendenza!) e finalmente Trento.
Bel w-end ma si sa che le cose belle sono tanto piacevoli quanto fallaci, per cui tutto finisce.
Stamattina sapevo di avere la battaglia che mi attendeva...e mi sono vestita da liceale (camicia bianca, jeans neri scarpe da tennis e foulard rosso...capelli sciolti e un pò di paura e un pò di coraggio)e sono uscita, finora un paio di pallottole mi hanno preso, anche se di striscio...ma stasera la battaglia sarà lontana e forse sarà tutto meno duro. Col mio pigiama azzurro cercherò di godermi "Colazione da Tiffany" (si si lo so...ormai ho perso il conto di quante volte ho visto quel film!) e la mia tazza di tè fumante al bergamotto,lime e arancia...pensando però ancora, a pieno ritmo, che chi si ferma è perduto!
Vi lascio con una paio di domande che servono anche a me per ricordare gli argomenti di cui scrivere;
- il dolore si avverte secondo una scala universalmente valida per cui si può dire chi soffre di più e chi meno in relazione al dolore fisico effettivamente provato?
- in che misura siamo quotidianamente pazzi, disadattati, visionari o affetti da sintomi di malattie ossessivo-compulsive?

venerdì, 01 settembre 2006

Toro (20 aprile - 20 maggio)
"In ogni opera di genio riconosciamo alcune nostre idee che abbiamo scartato", scriveva il saggista americano Ralph Waldo Emerson. "Tornano a noi con una certa distaccata maestà". La prima parte del compito che devo assegnarti, Toro, consiste nell'individuare le brillanti creazioni degli altri che ti ricordano buone idee che non sei mai riuscito a sviluppare. La seconda parte consiste nel fare qualcosa – qualsiasi cosa – per rimediare alla tua negligenza. Comincia dal tuo capolavoro.
OK, ringrazio ufficialmente il caro "biondo" per avermi illuminato la via oscura dell'astrologia. AinSoph ti meriti la menzione d'onore. Da brava scientifica se non ho prova provata tangibile e inconfutabile, non credo a fenomeno alcuno. Invece dal tuo blog ho beccato il link de L'Internazionale, che così evito di accattarmelo ogni volta (e anche se non sono più studente sono cmq sempre cronicamente squattrinata), ma soprattutto ho conosciuto lui!!! Il vecchio balordo è proprio bravo, ci azzecca porkapaletta crocifissa. E' vagamente pericoloso perchè c'azzecca troppo e va ben che vale il "cogito ergo sum" ma per quel che mi riguarda pensare troppo equivale e farsi troppi problemi e il solo risultato è che dopo il pangolino che è in me si pangolina sempre di più e qui a queste latitudini non è un atteggiamento consigliabile.
Ergo...'tacabanda...
"La prima parte del compito che devo assegnarti, Toro, consiste nell'individuare le brillanti creazioni degli altri che ti ricordano buone idee che non sei mai riuscito a sviluppare. "
Di idee brillanti non realizzate ne ho a valanghe.
Partiamo dalle più futili: regalare un bel viaggio ai miei genitori, magari con capatina qui tra i monti della grande provincia autonoma, che essere adulti da soli in una città troppo nordica per una terrona con la simpatia di un pangolino, è davvero triste alle volte. Anzi è decisamente triste e questo mi induce il pensiero che...era meglio andare fuori corso l'ultimo anno e fare ancora lo studente universitario per almeno 3/4 anni!
Altre due o tre futili idee brillanti mai realizzate; scrivere e fare teatro in modo serio e non solo come un vorrei, potrei e forse dovrei, mettermi a dieta mirata onde abolire la mortazza (che poi perchè mai la Johanson è gnokka e io no?) e infine sparire per un w-end al mese per ricaricare le pile insieme a M. o con gli amici e/o figli adottivi.
Le idee serie; beh per quelle ho ancora qualche speranza; il mio ristorante non è dietro l'angolo ma spero che prima o poi si materializzi come la carrozza di Cenerentola al posto del mio monolocale in affitto, in centro città, comodo ai servizi ma con le pareti di cartongesso!(Doh!). E' solo che di idee di ricette me ne vengono troppe per farle rimanere solo idee, le distribuisco a destra e a manca (...se vi servissero ricette per ogni occasione chiedete pure!), penso a come potrei servire i piatti, alla posateria della tavola, alla musica che si abbina ai vari piatti...e tutto rimane in questa testaccia bacata!
Per ora mi accontento di assolvere alla prima parte del compito, che in realtà ha innescato un effeto dòmino pauroso.
Ringrazio ancora il suddetto "Crucify all your biliefs!" (a cui peraltro chiederei volentieri un paio di cosette solo che andrebbero chieste in privato e quindi sorvolo) e intanto vi lascio coi buoni propositi per guadagnarmi il regalino da Babbo Natale e coi buoni programmi per il w-end:
Stasera cena sperimental (Antipasti: fagottini di bresaola con robiola alle noci+rose di speck con ricotta alla rucola/Primo:risotto gorgonzola e pere/Tris di verdure:zucchine in salasa di pepe rosa, misto funghi e patate affogate/Dessert:cocottine di crema di riso e frutti di bosco)...ce la farò mai a cucinare tutto in 2 ore scarse senza fare troppi danni?? Soprattutto devo avvisare M. che è meglio che digiuni perchè dato che sarei a dieta...tutta questa roba chi se la mangia?
Domani Trento-Riva del garda in bici con "pranzo" a Riva del garda...e in serata chissene, semel in anno licet insanire, ergo Settembre rotaliano a Mezzocorona con M e una collega. Spero però che vada meglio dell'anno scorso...alla quarta degustazione e dopo sole 5 etichette di teroldego...ero già abbastanza brilla! (anche perchè...sommelier o meno secondo voi il bicchiere si svuota in panza o in una sputacchiera comunitaria!?)
Progetti-pro Babbo Natale; avere più pazienza, iscrivermi al corso di Dizione per imparare a parlare e soprattutto per smetterla di fare il pangolino. Scrivere almeno un paio di articoli di cui uno da presentare ad una rivista internazionale con I.F....e finalmente provare davvero a rendere felice un pò di gente a cui tengo...(evviva la fiera dei buoni propositi e dei buoni sentimenti, ma a Settembre è lecito fare mille buoni propositi la cui strada è lastricata di intoppi vari!)
E buon w-end a tutti!