Corri e non resterai mai senzafiato!
C'è tanta solitudine in quell'oro. La luna delle notti non è la luna che vide il primo Adamo. I lunghi secoli della veglia umana l'hanno colmata di antico pianto. Guardala. E' il tuo specchio. (J.L.Borges)

chi sono?
"...Ella non sorrideva; ma sembrava che s'appoggiasse su ogni parola come per comunicare a ciascuna il suo proprio peso, il peso della sua potenza e della sua imperfezione e di tutto l'ignoto ch'ella portava dentro." (Thanks to A. Sperelli!)

odio...
La stupidità omnia in ogni manifestazione umana!

...e amo
I libri e l'odore della carta. Il profumo dell'aria. I colori del mondo. La bellezza nascosta.

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lunedì, 29 maggio 2006

Ma che sapore ha una giornata uggiosa....

Ha il sapore di un mal di denti persistente.

Ha il sapore di mani tremanti.

Ha il sapore di un formicolio da pressione bassa.

Ha il sapore di una strana ansia che cresce.

Ha ilsapore della solitudine che senti e tocchi.

Ha il sapore di un film stupido che speri ti tiri su di morale.

Ha il sapore di una mancanza che tocca il dolore viscerale.

Ha il sapore della mancanza di parole per imbarazzo.

Ha il sapore di vetrine coi manichini in costume.

Ha il sapore di vacanza che non arriverà.

Ha il sapore dell'isolamento che attira e respinge.

Ha il sapore di un amico a cui vorresti chiedere un pò di contatto affettuoso.

Ha il sapore della vergogna che senti nel volere che quell'amico ti abbracci.

Ha il sapore del naso tappato dall'allergia.

Ha il sapore di una busta paga che non ancora arriva.

Ha il sapore di voler rimanere a letto a leggere la tua Winterson.

Ha il sapore del silenzio.

Ha il sapore di alcool da laboratorio.

Ha il sapore di grido.

 


venerdì, 19 maggio 2006

W-END...

Ci ho messo una settimana a riprendermi..e non è nemmeno stata una settimana facile. Anzi..troppe cose cui pensare, prima sei in ansia per il lavoro...poi ti senti in colpa perchè alla tenera età di 27 anni ogni tanto devi ancora chiedere aiuto a mammà e papà, poi ti arrabbi perchè realizzi che nonostante tutto sei sempre seconda a qualcosa. Allora bufera...incubi etc....

Poi una sera in cui prenderesti a calci in culo il mondo e tutto quello che ci sta sopra, te inclusa, quando l'unica cosa che sai fare è reiterare il tuo convulso rito cibico, prendere la bici e scappare mentre qualcuno ti urla dietro qualcosa...si insomma una sera in cui vuoi solo piangere ma proprio non ce la fai...nemmeno quando in bici i moscerini ti entrano negli occhi e tu non ci vedi. Proprio in una sera così torni a casa con le intenzioni più belligeranti di cui sei capace...e come sempre cadi come un castello di sabbia investito da uno tsunami.

E' li e tu non puoi fare altro che accoglierlo in tutta la sua umanità, proprio quella di cui ti sei innamorata, quella per cui ogni giorno ti svegli con il suo pensiero nella testa, quella per cui non riesci proprio ad arrabbiarti ma solo a sputare fuoco e fiamme per 30 min al max contro il muro..e poi tornare a fare il koala e a sorridere perchè è quello che ti viene da fare quando lo vedi e constati che è solo un uomo!

Poi torni ad arrabbiarti...perchè nessun programma è possibile...ma poi ci pensi e capisci che in realtà ce l'hai con un amico che ti accusa di esserti "inborghesita e intrentinita" come se avessi una malattia incurabile, e ce l'hai anche con te stessa perchè non hai conservato quella sana incoscienza bolognese, perchè vorresti andare al cinema della rassegna "Eros" in Officina...ma diciamocelo qui..non hai il coraggio di assumerti la responsabilità di immettere un elemento così diverso nella vita di un uomo. Perchè, sempre per dircela tutta, in realtà c'hai una paura fottuta di essere giudicata...che è una cosa che tu odi profondamente.

E allora cmq arrivi al venerdì..con un ultimo inghippo sul lavoro...perchè guai a filare lisci...Saluti dicendo, "ma va è meglio e hai da fare...stai tranquillo" mentre invece nella testa ti dici "Cacchio...però provare un pò di brivido da improvvisazione mai eh?!...in fondo posso sciropparmi due ore di trenino solo per il gusto di arrivare in stazione e vederti sulla banchina...scendere con il mio Velociraptor (la mia bici) e andarci a fare una sudata in mezzo al verde delle colline con l'allergia che sento che sta per devastarmii...ma che mi frega se posso vedere quei papaveri e stendermi sulla bavetta delle sputacchine a bere un sorso di acqua e a riprendere fiato tra un bacio e una parola...".

E allora torni in silenzio a lavoro..finisci le ultime cose...speri in un colpo di fortuna che può portarti oltreconfine per imparare a determinare Pleco Adulti come fossero tutti tuoi parenti...ti rosicchi 10 min per aggiornare il blog...mentre in testa pianifichi le cose da fare nel w-end (centro sclerosi, spesa, casa da pulire, camicie da stirare, film da vedere, libro da leggere, articolo da correggere, programma nuovo da installare e studiare, giro in bici da fare....ma basteranno mai due giorni?) e cerchi di fare l'inventariodelle cose da non scordare..ma tanto sai che cmq una te la scorderai alla fine.

Poi saluti tutti tramite blog...e te ne vai a casa!

 


lunedì, 15 maggio 2006

REM…Incubi.

 

Ore 4:45, ho l’occhio sbarrato e sto sudando freddo nel letto. Sento il collo rigido e formicolante, non riesco a muovermi e di colpo il piumone mi sembra che pesi come il piombo.

Mi sono appena svegliata a causa di un incubo, ho paura che qualcuno dal mio incubo sia arrivato in casa, cosa assurda perché per quanto è piccolo il mio monolocale, anche se c’è una formica io la sento. Piano piano mi sforzo di aprire gli occhi, focalizzo il lucernaio sulla mia testa per capire che ore sono; è ancora buio fuori dannazione. Allungo a fatica un braccio e accendo la luce del comodino. La paura piano piano comincia a fuoriuscire dal mio corpo ne sento l’odore impastanto con quello del sudore e dei miei ormoni, addensandosi prima in una morsa allo stomaco e poi fluisce via dai piedi lasciando dietro di se solo i crampi alle dita come ricordo.

Allora mi tiro su, tracanno mezzo litro d’acqua e ripenso al mio incubo.

Ero la componente di una triade di strani esseri, un mix tra un’elfo dei boschi (me lo indica il cappello appuntito, le scarpe con la punta ricurva in avanti e qualcosa che somiglia ad un paio d’ali sulla mia schiena), una delle fate del cartone animato di Biancaneve e i sette nani (forse il colore del mio vestito,…non so) e l’arcangelo Gabriele (ho una spada lucente, lunga e affilata in mano che per me pesa come un macigno).

Siamo in una stanza semibuia con pareti grigio-tortora e completamente spoglie, avverto che una minaccia incombe ma non so che cosa. So che avevamo fatto di non belligeranza e che stiamo decidendo che non importa quale sarà la punizione dei vecchi, semmai usciremo vive dalla situazione, ma dobbiamo risfoderare le nostre spade. Abbiamo un bambino biondo, occhini neri spauriti, calzoncini al ginocchio e giacchetta chiara in panno di lana grezzo.

Capisco che siamo in tempo di guerra.

Sentiamo salire qualcuno dalle scale, sentiamo tanti passi le altre due si guardano per un secondo, prendono le spade e volano di sotto buttandosi nella mischia.

Io non vado, ho troppa paura.

Stringo il bimbo a me e mi avvicino alla tromba delle scale per vedere cosa accade di sotto. In una stanza e nel corridoio antistante un branco di uomini vestiti con tonache nere e cappucci a coprire le loro facce, stanno assaltando le mie due compagne e pochi altri uomini. Gli altri due “elfi” brandiscono le spade e cominciano ad ucciderli uno per uno, un colpo ne decapita uno, un altro cade per un colpo affondato nello stomaco…morti ovunque che però non sanguinano.

Stringo ancora di più il bambino perché coi singhiozzi non attiri qualche mostro. Purtroppo non riesco a tacitarlo. Un uomo incappucciato alza lo sguardo, ha gli occhi rossi e cattivi.

Devo decidere…immolare il bambino e me stessa o scendere di sotto ad aiutare il massacro.

Tiro fuori la mia spada da dietro le ali, senza pensarci plano sull’incappucciato e lo sego letteralmente in due.

“Ho ucciso!”

Rimango incredula, voglio piangere ma c’è una strana euforia che mi spinge a ucciderne altri…mi volto…e le mie “amiche” hanno già vinto. Li hanno uccisi tutti…mentre io facevo la codarda con la scusa di voler proteggere il bambino.

Il marmocchio è ancora di sopra che mi guarda, stiamo per tirare un sospiro di sollievo e sentiamo che una sentinella è al piano di sotto. Siamo tutti immobili per non farci scoprire.

Il bambino corre verso di me…e la sentinella incappucciata comincia a salire le scale. Io acchiappo il bambino e lo stringo appiattendomi contro il muro dietro la porta, spero che non mi veda. Sudo freddo, mi sento paralizzata, vedo solo nero.

Le mie compagne capiscono che tanto è solo questione di secondi perché lui ci scopra…e partono di nuovo all’attacco uscendo dal palazzo. Io dovrei seguirle ma ho paura. Mi do della codarda perché so che le altre due stanno andando a morire fiduciose del mio aiuto. Ma non ce la faccio…continuo a sentirmi un coniglio codardo, stringo sempre più forte il bambino.

“Ho paura! Ho paura! Ho paura! Ho paura! Ho paura!”

E’ questo che sento nella testa quando mi sveglio!


giovedì, 11 maggio 2006

RIENTRO...E PENSO.

Sono rientrata ieri dal convegno calabro...cosa mi sono portata a casa?

beh...almeno un paio di kili in più ben addensati proprio li sul già nutrito lato retro, alcuni prodotti tipici ( tra cui ovviamente peperoncino in varie ed eventuali forme)e un pò di delusione dovuta solo alle tante aspettative con cui ero partita.

Sono in lab. ho ancora quell'articolo da rivedere...sono in perfetto stile L.A. Confidential oggi; tubino lungo al polpaccio con tanto di spacco, maglioncino morbido, calze velate nere, tacco a spillo da 12 ovviamente in decolleté nere, capelli raccolti dai miei spilloni (quelli regalatimi da Mary) e per finire il mio solito occhialino da segretaria anni '50!

Altro che la mitica segretaria dell'a A.d.B. Adige!

In cuffia ho una play list da riflessione e pace, Einaudi, Wagner, un pò di Callas tra Vedi, Rossini e Puccini e per finire i Madrigali di Monteverdi.

Ho il pranzo che mi aspetta in frigo; macedonia di fragole e banana con tanto aceto balsamico e vagonate di zenzero, che quando lo mangi ti schiaffeggia le papille, ti fa strizzare gli occhi e poi mentre deglutisci ti sfriccica in gola e finisce anche a solleticare il naso.

Ho il vago progetto di andare ad inaugurare la stagione della corsa stasera, potrei uscire di qui alle 18:15, volare a casa cambiarmi e andare a farmi un'oretta di corsa sull'adige con tanto di serie di addominali...che male non fanno.

Penso che devo essere un animale strano. Vedo gente che va a correre in perfetto assetto da centometrista, pantalone lucente antiattrito, maglietta pressurizzante in materiale ipertecnico (che poi a me sembra che ostruisca solo i pori provocando una sorta di implosione purulenta di sudore!), scarpe leggerissime, persa quasi più la mia coda di cavallo (data l'enorme quantità di capelli che mi ritrovo in testa).

Io invece vado a correre con i braghetti più sdruciti che ho, canotta per evitare il soffocamento cutaneo, coda di cavallo, scarpe da ginnastica del paleocristiano e, dato che non ho l'i-pod...canto da sola e talvolta anche a voce alta, con mio enorme imbarazzo e con pubblica denigrazione.

Spero solo che regga il tempo...buona mattinata a tutti!


giovedì, 04 maggio 2006

INVITO ALLA LETTURA.

"- Si mangia - dice la voce. Mangiare: Dio sa cos'è. E' una cosa che fa spesso. Mangiare è il biberon, il puré con pezzetti di carne, la banana schiacciata con la mela grattugiata e il succo d'arancia. Mangiare ha un odore. Questa barretta biancastra ha un odore che Dio non conosce. Ed è migliore del sapone e della pomata. Dio ne ha paura e voglia allo stesso tempo. Smorfia di disgusto e acquolina in bocca. Con un'impennata di coraggio acchiappa la novità coi denti, la mastica, ma non serve: si fonde sulla lingua, tappezza il palato, gli riempie la bocca - e accade il miracolo. La voluttà gli dà alla testa, gli lacera il cervello e vi fa rimbombare una voce che non aveva mai sentito prima: "Sono io! Sono io, vivo! Io parlo![…] sono il tuo migliore amico: io ti procuro il piacere". E' stato allora che sono nata, nel febbraio del 1970, all'età di due anni e mezzo[…] sotto gli occhi di mia nonna paterna, per grazia del cioccolato bianco.[…] Il piacere è una meraviglia che mi insegna che io sono io. Io sono la sede del piacere. Io sono il piacere: ogni volta che ci sarà il piacere, ci sarò io[…] Sono fantastica come la voluttà che provo e che io stessa ho inventato! Senza di me questo cioccolato è solo un pezzo di niente. Ma una volta nella mia bocca, diventa piacere. Ha bisogno di me."

Amelié Nothomb


mercoledì, 03 maggio 2006

LA BIBBIA AL NEON, E’ UN MEDICINALE DA USARE CON PRECAUZIONE, ISTRUZIONI PER L’USO!  

 

I cattolici credenti nella loro immensa bontà di derivazione divina vogliano perdonarmi ma se devo tacere per sempre almeno lo farò perché mi avranno tagliato la lingua per summe ingiuriose menzogne e per eresia convinta!  

 

Il mio è uno sfogo, dettato dall’ira ma non solo anche e soprattutto dalla disperazione derivante dall’ostinazione alla non comprensione.  

 

Assurdo…mentre scrivo in penombra e con un po’ di sano rock incazzato in sottofondo, impigiamata con una delle mie splendide camicie da notte antistupro (con mille righine azzurre contro cui campeggiano improbabili facce di cani con fumetti inneggianti al nulla), ciappo in testa, segni rossi da cerettata antibaffo feroce e, dulcis in fundo…calzettoni di lana bianchi…beh in questa grottesca tenuta, mi sento un po’ Virginia Wolf (acc..però non posso fumare in casa. Damn!) e un po’ Sara Jessica Parker, solo che la prima componeva romanzi da immolare all’altare della letteratura avvolta in eleganti e decadenti vestaglia di seta in stile anni ’20, e l’altra è una gnokka stratosferica che disquisisce di sesso a Manhattan vestita di calzoncini strizzaculo perfetto! Amen!  

 

Una volta qualcuno, non ricordo chi, mi insegno che l’amore e il rispetto dovrebbero essere la spinta motrice a tutte le tue azioni. Per amore (non mi riferisco solo a quello verso il moroso a tutte le forme di amore) sono una che è disposta a perdere quasi tutto, per amici, famiglia e moroso mi calo i calzoni in pubblica piazza e mostro le braghe senza vergogna. Questa avventura l’ho iniziata da sola…e alla fine purtroppo la finirò come l’ho iniziata, da sola. Si perché c’è in gioco qualcosa che ha più valore della mia intrinseca resistenza a certe cose, per cui anche dopo questa andrò dritta come una locomotiva a sfondare le vetrate della stazione di Parigi.

Entro in una sala con un tavolo al centro su cui campeggia un rettangolo di neon, intorno ragazzi di età indecifrabile e variabile dai 17 ai 45 anni. Il gruppo è capeggiato da una coppia, lui ha anche la chitarra il che ha da subito suscitato la mia perplessità, e da un sacerdote. Odio non tentare nemmeno, se poi la ragione è ai miei occhi più che valida, non mollo affatto alla prima impressione.  

 

Il mio ingresso in questo luogo è avvenuto per 4 volte, le prime volte è stato abbastanza facile, la conversazione si è sempre mantenuta su livelli “terreni” e squisitamente “umani”. Pane per i miei denti insomma, mi sono illusa di poter quasi farcela senza nessuno scossone e senza nessun trauma. 

 

Ieri invece è accaduto! Stessa scena stessi attori, la sceneggiatura però stavolta era molto diversa!  

 

Si parte male già con la divisione in gruppi…questi il principio di esclusione di Pauling li ignorano felicemente! Va ben…facciamolo magari non è come sembra, sono ottimista e fiduciosa, si sa…dai diamanti non nasce niente…dal letame nascono i fiori! (scusate il sarcasmo ma mi è necessario a sdrammatizzare tutto, compresa la telefonata successiva al fattaccio). 

Mi “assegnano” da leggere e da scrivere le mie impressioni su cosa è la Fede ! Oddio, pare facile per una che è per forza di cose giunta alla conclusione logica di non averla!

Mi va di lusso, è la parte introduttiva alla passione, l’orto degli ulivi. Mentre leggo penso alle scene varie di tutti i film che hanno rappresentato la Passione di Cristo, quella più convincente per me è ovviamente quella di Mel Gibson con tanto di Rosalinda Celentano che compare da dietro una fronda di ulivo. Leggo anche con un certo piacere e provo veramente a pormi delle domande.

Dopo 10 min scrivo qualcosa e ovviamente vengono fuori le mie solite domande,

La Fede è per forza un rifugio? La fede esiste solo in quanto mi permette di lavarmi la coscienza quando faccio qualcosa di sbagliato?

Così è troppo facile a mio parere, Dio e la Fede diventano come una bustina di Aulin sul comodino, ho mal di testa..toh prendo Aulin, ho mal di denti…toh…prendo Aulin! 

 

Trovo meschino in taluni casi, sentire qualcuno che mi dice di avere fede in dio perché solo lui può rimettergli i peccati salvandolo, oppure perché dio gli da e risposte e la forza per sopravvivere alle crudeltà della vita…ma poi quando anche un capello va storto lo stesso si arrabbia con lo stesso dio che prima inneggiava a suo salvatore, per avergli fatto questo! Bah…i soliti misteri della fede! 

 

Ephiphane Ototos…alla fine aveva ragione, lui lo diceva per la bellezza, ma voglio estendere il discorso alla divinità e alla fede, qualcosa di perfetto è un ideale così magnifico e perfetto appunto che non siamo autorizzati a chiedergli nulla. Esiste e basta in quanto ideale e sacro e inviolabile e l’uomo nella sua pochezza e immensa fallibilità può solo ammirarla e cercare disperatamente di tendervi. 

Oddio…forse ho un po’ esagerato ma la fresca lettura della Nothomb mi ha folgorata! 

Sentire tutta quella valanga di “opportunismo fideistico” mi ha messa a dura prova, ma ho resistito proprio in nome di quel mio “agnostico”, relativista e deplorevole rispetto verso gli altri. Pensavo veramente che fossimo alla fine, poi c’è stato il colpo di scena da Bibbia al neon: un tizio sui 40 si alza in piedi ( e giuro che già qui stavo tremando)e con voce tremula dice: 

“Beh…dato che prima mi avete chiesto di dire qualcosa di me (supplizio che è peraltro toccato anche a me…mi sentivo tipo ad una riunione della Alcolisti Anonimi!) adesso vi dico tutta la verità. Io sono cattolico (ma una volta non si era Cristiani prima e cattolici poi?!) da pochi anni a questa parte. Primo ero un testimone di Geova, (oh cavolo…ecco…questo ci mancava adesso!) poi ho sentito la chiamata quando mio padre si è ammalato di tumore. Da quel momento ho capito che Gesù Cristo esisteva solo per i Cristiani e mi sono convertito per cercare aiuto in lui. Ho persino iniziato a fare volontariato in Croce Rossa! Ora sono felice…ma mio padre oggi è stato operato per un altro tumore, ma so che Dio comunque lo salverà in cambio della mia fede trovata!” 

Ecco…mi sono sentita catapultata nel deserto di Sonora, dentro un tendone bianco in plastica con dentro un calore micidiale con tanto di effetto serra dato dai miasmi del sudore delle migliaia di persone presenti. Un palco e sopra uno figuro in tunica e capelli lunghi che inneggiava alla salvezza dall’apocalisse imminente aizzando la folla in ludibrio. Intorno gente a me; gente che piange e si abbraccia sudaticcia e unta, gente che fa ballare i suoi 180 kg di Mc. Burgher Deluxe strabuzzando gli occhi e gente che chiede perdono in ginocchio prima di essere risucchiato dalla fiamme dell’inferno! 

Scusate ma la mia immaginazione è stata davvero colpita da questo evento e li ho sentito solo la voglia di urlare e scappare via. 

Dopo la settimanale tortura del canto con la chitarra sono riuscita ad inforcare la bici per tornare a casa. 

Poi cerchi aiuto…e senti solo un giudizio che tu non avevi chiesto. Volevi solo cercare di capire loro e anche te stessa e invece ti sei ritrovata invischiata in uno stupido e frustrante processo alle intenzioni!...e il grottesco è che ti senti anche in colpa…con venature di senso di inferiorità perché forse sei davvero tu quella sbagliata che non riesce a comprendere!

Dannazione ma è così difficile da capire? Non so se esiste qualcosa chiamata Dio, non credo di aver fede ma cerco solo di far si che la mia vita sia spinta dal rispetto per gli altri…e se sbaglio non voglio un Aulin sempre pronto che mi lavi il fango di dosso, ma sono disposta a raccogliere i cocci e a fare un secondo tentativo. 

Se proprio deve esiste questo Dio allora per me è come la bellezza di Ephiphane, un ideale perfetto cui io posso tendere asintoticamente per la mia finitezza umana, non una panacea o un capro espiatorio a seconda dei casi!