giovedì, 26 gennaio 2006
PENSIERI IN LIBERTA' ATTO V
Nevica,sottile e leggera ma nevica.
Freddo meno "affettatrice" del solito,magari lascio la vaschetta con le mie larve fuori...boh vedrò stasera che fare!
Cena prevista con colleghi-moroso-amici! Sarà impegnativo riuscire a stare in bilico tra persone così differenti, un pò mi mette ansia ma alla fine è una cena poche ore...al massimo un paio, e poi tutti a casa a nanna!
Ho inviato l'iscrizione al convegno di maggio! Se ci penso mi sale già il panico da prestazione. Dovrò essere perfetta in ogni sfumatura, dizione perfetta, parlantina perfetta, esposizione perfetta, abito perfetto, eoquenza sociale perfetta, pelle perfetta, capello perfetto, sorriso perfetto, trucco perfetto. GULP!
Poi mi fermo e penso, penso che in fondo in pubblico da platea, tanta gente, tutti che ti guardano, tutti che si fanno i fatti i loro, tutti che sonnecchiano, tutti che guardano tette, culi, denti,occhi,gambe...me la sono sempre cavata. Si perchè è strano, salgo sul palco, agguanto il microfono, guardo tutte quelle teste e poi...ZACK! Gli occhi si spegono, non vedo nessuno, parlo e non mi ascolto, attacco la parola, voce forte e decisa, sorriso impertinente e sguardo duro.
Giochi strani che fa la mente; tanto tranquilla e sicura davanti ad una platea giudicante quanto timida e impacciata con pochi e potenzialmente amici.
Stamattina a lezione di Inglese ero con dei colleghi, il mio inglese non è bello ma decente, eppure avvertivo rossore ad ogni intervento, mi si smorzava la voce e fuggivo gli sguardi.
Ieri sera con M. mi sono sentita piccola piccola, adolescenziale paura di perdere, di perdere credibilità, di perdere qualcosa, una chance.
Se sapesse leggere ogni segno scoprirebbe tutto quello che non so mostrare!
Voglio il vuoto, voglio il buio, voglio l'assenza di me, voglio il calore torbido, voglio la voluttà placida, voglio la testa formicolante.
Buona serata a tutti!
lunedì, 23 gennaio 2006
SABATO MATTINA…NON TOCCATE QUEL CARRELLO!
Sabato pomeriggio, inverno, periodo clou dei saldi invernali, un pc acceso e migliaia di dati su plecotteri e plecotteri e plecotteri da riordinare, che mi attendono minacciosi sul tavolo di casa mia.
Luna post-pranzo, scatole che girano ancora per la fila apocalittica che s’è dovuta sugare alla cassa della Coop. Incubo settimanale: fare la spesa! Zio pignolo imbastardito!
In questa città non ci sono supermercati in centro, ergo sbattimento per prendere il bus, arrivare a “Trento sud”, santocielo manco fosse a Canicattì, a piedi ci vorranno si e no 20 min e qui pare sia un mondo sperso nell’iperuranio.
Arrivo e sgomito con nonnette inferocite da una settimana di clausura, con uomini asserviti a mogli-yene e con mogli-yene aizzate dalle urla, al limite dell’ultrasuono, di nani bastardi da loro stesse partoriti.
Dopo 5 min di lotta riesco a conquistare l’accesso ai carrelli e…pork…non ho spiccioli, non mi arrendo. I sacramenti che piovono alle mie spalle non mi tangono. Ho lottato per quel momento, gli altri aspettino e non rompano troppo le mie scatole. Rovescio la mia borsa-pozzo, nulla, allora rovisto nelle 6 tasche della mia giacca, niente spiccioli. Dannati cent, quando non ti servono ne hai a quintali e nei momenti topici la titano. Ultima speranza; i pantaloni…ultimo taschino laterale e trovo i miei adorati 20 cent.
Al limite della commozione, con le lacrime agli occhi infilo la moneta a finalmente libero il mio carrello.
Stavolta mi va di lusso non devo prendere frutta e verdura perché sono stata al mercato.
In totale dopo il giro completo delle corsie avrò si e no 15 cose: “Pork, niente cassa rapida, qui sono crucchi se hai 10 cose e mezzo cioccolatino ti cacciano!”
Ok, la legge di Murphy in questi casi non perdona per cui mi butto a caso in una delle 13 file di carrelli straripanti. Passano i primi 10 min, comincio a sentirmi male, fa caldo come fossi a Bologna il 15 agosto e poi stamattina mi sono svegliata con le ovaie in subbuglio mensile! Passano altri 10 min, la mamma davanti a me bestemmia col figlioletto e biascica qualcosa a me. Passa la prima mezz’ora, sono indecisa; smollo il mio miserrimo carrello li e me ne torno a casa senza spesa (fun cool mangerò cipolle e porri per due giorni) oppure svengo e lascio che gli altri si facciano prendere dal panico mentre il mio cervello si riposa. Finalmente tocca a me; la mammina prima di me ha speso 250 euro di porcherie invece io ho il mio carrello salutare e da single, ave alla vita e al carrello da single. Yogurt a quintali, salsiccia, latte, tranci di salmone, zuppa di orzo, fruttta (si si ce l’avevo a casa ma ai mandarini non resisto mai!), pane ai cereali, ricotta fresca e fette biscottate! Pago e finalmente torno a casa dopo 10 min di autobus.
Ora sono qui, in sindrome mestruale, mal di testa pulsante, ovaie girate, oltre che per la spesa e per gli ovvi motivi fisiologici, anche perché il farmacista si ostina a non volermi dare un bastardissimo analgesico generico da banco, senza una ricetta e quindi per colpa sua me ne sto avvoltolata in due orsi polari fintiplaidbassettinatura, con la vitalità di bradipo.
Che la forza sia con voi!
giovedì, 19 gennaio 2006
PENSIERI IN LIBERTA' ATTO IV!
Musica soft,musica da divanetto che si muove nella luve azzurro-violacea, musica da mente cullata da un leggero stordimento, musica da fumo grigio-azzurro che speri venga a lenire le tue ferite.
Penso che il passato fa parte della mia vita,penso che senza quel passato non sarei io ora.Penso che la responsabilità del passato è tutta mia, e mi sta anche bene. Ma perchè giudicare ancora adesso cosa morte nel tempo, presenti solo in qualche cassetto sperduto. Perchè è facile dire cosa è giusto e cosa è sbagliato se nel 2000 tu eri altro,in altro luogo e con altre persone. Perchè è ingiusto sparare a zero, perchè se sono io devo dire grazie anche al passato, e allora penso che il mio passato è inaccettabile, e se lo è il mio passato lo sono anche io ora. Penso che non so ma m'è caduto un ponte. Penso che allora è vero che solo io vedo la dedizione e l'affetto in un modo super partes. Penso che allora sono solo chiacchiere le volte in cui mi sento dire che "sei quel che sei".
Penso che mi sento un pezzetto rotto, penso che forse voglio scappare qualche giorno, penso che forse ho sbagliato qualcosa, solo che più ci penso e più non capisco cosa.Mi ci arrovello la mente, ma cosa diavolo avrò sbagliato stavolta.
Penso che voglio scuotere l'albero fino a farne cadere qualche fottuta foglia, perchè le foglie cadono cavolo, ed è giusto così se vuoi che ne nascano di nuove. Penso che stasera voglio passare come un uragano su quei monolti, vedere se vince la staticità di troppe certezze o se i dubbi possono smuovere quei macigni.
Penso alla scena decadence; commensali perfetti, tovaglia a scacchi perfetta, piatti perfetti e Luna immonda. Facciata perfetta che si sgretola pian piano, trucco che cola e annerisce dell'umore anche la faccia. Bocca slegata che pronuncia poche parole, voce ora fioca ora alterata, occhio vitreo. E allora che faranno i perfetti commensali dall'altro del loro perfetto mondo di pietre?
Penso che è meglio lavorare, penso che fun cool the world, allora faccio anche io la schiacciasassi. La chiamata alle armi è arrivata a destinazione, non mi tiro indietro. Ognuno spegne l'interruttore del mondo ignorando che il mondo non si ferma così, allora lo faccio anche io, spengo gli altri, ci sono io e basta, il resto si arrangi pure nel cercare la quadratura del cerchio.
Questa città mi ha ingabbiata ma sempre una fiera sono, e anche dalle sbarre passa la mia zampa pronta a graffiare.
E buona giornata a tutti voi!
mercoledì, 18 gennaio 2006
BOH!...
Eccomi, solo un colpo per dire al mondo che esisto ancora.
Sono in laboratorio,sonnolenza pesante, stato d'animo...non so ancora, dovrei fermarmi e pensare per riordinare tutta la mia libreria mentale e decidere come sto, come mi sento; per ora non mi sento e basta!
Sono in una stanza bianca e nera, circolare, io sono al centro e tutto mi giraintorno, appena entra qualcosa si spiaccica contro le roteanti pareti e i colori si confondono, tutto e bianco e nero.
Devo fermare il rutilare delle cose, ma se mi fermo mi investe il terrore.
Il terrore di non saper che pesci prendere.
Il terrore di non essere all'altezza, del lavoro che ho scelto, delle aspettative di chi fa parte della mia vita.
Il terrore di sentirmi di nuovo in quella stanza buia, sola e con uno specchio illuminato che mi riflette come una bambola senza occhi,appoggiata al muro, con un vestito a quadretti e una cuffia azzurra a fiorellini in testa.
Il terrore di perdere quel pugno di mosche che sono riuscita a prendere smanando un pò a casaccio.
Il terrore, il terrore di così tante cose che non so più quali e quante.
E allora...e allora niente, mi bendo gli occhi, tiro un sospiro, mi metto a correre veloce, velocissima. Sbatto contro gli alberi, ma tanto se cado mi rialzo, un albero non mi deve fermare. Corro e ogni tanto cerco di afferrare qualcosa, prendo nulla, prendo aria, prendo frutti.Corro, corro e basta, bendata e il resto si vede quando arriva il conto. Almeno se corro so di essere viva!
Buona serata a tutti!
venerdì, 13 gennaio 2006
SERATE,COSE, PERSONE E DESIDERI CONTRASTANTI!
Buongiorno, ho ancora in bocca il sapore di tè al caramello e di pinza pucciata nel liquido. Ho ancora in mente la luce della luna quasi piena che entra dal mio lucernaio e che mi arriva dritta in faccia, uno spettacolo unico, allumineo e tristissimo! Ho la mente sveglia che si da dei traguardi: "Oggi devi finire i campioni che hai nella scatola e se sei brava ne fai anche degli altri e in pausa pranzo vai anche a fare la spesa per dare massima resa alla tua giornata!". Non so se riuscirò a fare la spesa, se mi verrà fame tornerò a casa a scofanarmi il mio etto quotidiano di pasta con summo godimento del palato e dello stomaco!
Penso che vorrei andare a Bologna, penso che ho sentito or ora Mary al telefono e che ho proprio voglia di starmene al bar con lei a bere vino rosso e a fumare sigarette. Penso che però dovrei mettermi al pc a lavorare al database, rifarlo di nuovo, perchè temo di aver infilato troppe cavolate qui e la e quindi devo correre ai ripari prima che tutto crolli, in vista del convegno di maggio!
Penso che ieri sera non c'era il Tokai ma è stata cmq una piacevole serata, è ancora strano per me, ho ancora la forte tentazione di fare la mamma ma so che posso imparare.
Penso alla serata di mercoledì, così diversa, sono riuscita a raccontare con un pò di lucidità, senza pianti, senza smorfie e senza scene isteriche. Mi chiedo se il messaggio è arrivato a destinazione, mi chiedo se alla fine dei conti sarò seconda o se sarò di prima scelta come il prosciutto! Penso che è una calma che mi inonda e che la furia quando arriva spazza via solo gli orpelli perchè le fondamenta sono troppo coriacee. Penso che è successo tutto in modo naturale, io non fatto nulla, si sono alzati pilastri di cemento armato, si sono colorate le pareti...e non ho sentito la fatica del lavoro.Come se quella casa ci fosse da secoli, come se i mattoni fossero della leggerezza dell'aria. Non ho progettato disegni, non ho pianificato arredi e non ho abbinato colori era tutto già pronto, dovevo solo entrarci...no anzi, "DOVEVAMO" solo girare la maniglia, spingere il legno e farlo girare sui cardini, attraversare l'uscio e iniziare a vivere in quella casa!
Penso che troppe cose vorrei fare e che a qualcuna devo pur rinunciare, ma è troppo difficile compiere omicidi intenzionali dei miei desideri e allora lascerò tutto al caso, come sempre. I miei colpi di testa mi danno troppa soddisfazione per cui ho deciso di continuare a concedermi la possibilità di farli!
Intanto per ora mi lascio ai vari pensieri e tra una larva e l'altra avrò il tempo per cambiare idea milioni di volte!
Buona giornata a tutti!
lunedì, 09 gennaio 2006
CRONACA DI UN W-END ANNUNCIATO!
Si, perchè l'ho aspettato per tanti motivi, l'ho immaginato in tutte le salse possibili e comunque quando poi i momenti sono arrivati si sono presentati in una veste diversa da quella attesa ma con colori vicini a quelli pensati.
Venerdì 6 gennaio, in treno attraverso la Valsugana, neve, freddo, sa tutto di metallo e tundra ghiacciata.Dai finestrini vedo le orme di animali che di notte se ne vanno a zonzo sulla neve dei campi. Fa freddo in quel vagoncino del far west, mi copro del mio cappottone da zarina e leggo tutto il tempo che mi resta. Ultima controllatina, si sono a posto, scendo dal treno e sul binario c'è Marco che mi attende sorridendo. Giro rapido tra quelle colline dove respiro la stessa aria semplice da contadini che si inala a casa mia. Sa di terra bagnata e fredda, sa di stallatico e di legno. Pranzo ufficiale, in fondo vorrei essere adottata, la mia famiglia è a 680 km questa a soli 90 km. In fondo si somigliano tutte e due e forse il mio è solo egoismo. Frenesia da festa di famiglia, il mio disagio si limita ad osservare da spettatore.Sono rigida ma non mi importa, so che è comprensibile. Il fuoco poi, fuori al freddo vento che spinge il fumo a sud-est; sarà un anno buono! Di nuovo sul treno, stanca ma scaldata nei muscoli dal calore del vociare dei bambini e dal bacio di quel nanerottolo così candido.Dormo fino a Trento poi casa, doccia e di nuovo sonno.
Sabato 7 gennaio. Coccole in solitudine paciosa, mi sveglio e rimango sotto il piumino, ascolti il termo che va,guardo il cielo dal lucernario, insostituibile finestra privata sul mondo. Penso a Mary che è a Praga, penso che vorrei chiamare Laura e Paola per organizzare uno shopping-round a Bologna, penso a Marco che è al lavoro, non è con me ma non posso farci nulla e mi rassegno all'idea. Sabato casalingo, spazzare, spolverare, lavare, stendere...e stirare lo farò in un altro momento. Sabato di shopping, un maglioncino nero morbido, voluminoso e avvolgente, una camicia a righe che sta troppo bene on la cravatta grigia, un lupetto e i jeans, addirittura mezza taglia in meno! Sabato sera sa di latte caldo, di plaid di Pinza e di sonnacchiosa TV.
Domenica 8gennaio. Sveglia e colazione solita da domenica in solitudine, mi vesto ed esco, penso che questa è la volta buona, ma alla fine poi mi manca sempre il coraggio. Ho sempre paura di essere giudicata e quindi rinuncio sempre. Poi per strada penso al discorso ma so che nemmeno stasera avrò il tempo e la calma necessari per affrontare certi argomenti. Mi sento bgiarda perchè so che dovrò rispondere "Nulla!" ma so che quel nulla è pieno di sensazioni, di muri che si scontrano. Fa nulla prima o poi accadrà e allora parlerò! Giro ulteriore tra i negozi, ma tanto so che andrò a Bologna la settimana prossima e quindi resisto alle varie tentazioni. So cosa voglio e so dove cercare! Penso a come la vita ti trasformi, che tu lo voglia o no, penso che con me poi è facile, i cambiamenti sono una sfida e io odio perdere! Penso a Jun, penso che vorrei chiamarla o mandarle un segnale digitale, ma so che ha le sue amiche e io non ho il diritto di spuntare dal nulla. Incontro Ate, sempre gentile, un altro unomo d'altri tempi, penso che si dibatte ancora troppo ma prima o poi imparerà ad essere fiero di quell'armatura lucente. Profumo di cardamomo alla luce fioca di casa, chiacchiere, mi lancia anche un SOS ma io non lo raccolgo, non voglio essere impicciona, se e quando vorrà sarà libero di raccontare. Attesa, lunga, l'inganno con una doccia, con un'ora di lavoro...poi finalmente squilla. E' sotto casa...e notte tranquilla fatta per riappropriarsi delle forme e del ritmo del respiro dell'altro!
Così, senza nulla di spettacolare...ma in pace, in solitudine, in compagnia.
giovedì, 05 gennaio 2006
PENSIERI IN LIBERTA' ATTO III
umh...lavoro,cerco larve e ascolto, ascolto la roba varia ed eventuale che passa la radio. Penso, oggi sto bene e ho una strana venatura malinconica e dolciastra.
Penso che sarà un anno faticoso a lavoro,dovrò sgomitare parecchio per conquistare ogni cm2 di terreno in questo posto, penso che la yena s'è scelta bene la sua alleata; 29enne cessa, senza legami, arrivista, furba e finta-amica-svanita-innocente. Già mi stava cortesemente sulle pelotas quando passava da qui per pochi giorni, ora non la reggo proprio. Arriverà e so già come andrà, ma se fino ad ora ho taciuto, beh se questo scovolino a pedali vuole fregarmi il posto, ha trovato pane per le sue zanne! Sono disposta anche a giocare sporco stavolta, ci tengo troppo a questi 3 anni di possibiltà e se mi si para davanti le passo sopra come una tritasassi...che poi faccio anche un favore all'umanità. Le ha tutte, è cessa, presuntuosa, arrivista, stronza e poi...è di Milano e questo basta come attenuante per l'omicidio!
Penso che mi manca la mia famiglia, le serate davanti al caminetto, in pace beata a mangiare caldarroste mentre mio padre sonnecchia accanto a me con la sua testa pericolosomente in bilico sullo spigolo del tavolo. Dopo anni ho trovato la pace in quel posto e ora è a 680 km di distanza!
Penso che forse domani sarà come stare a casa mia, con i nani che ti corrono intorno, i parenti chiassosi, i fantasmi dei nonni che aleggiano delle stanze della casa e dei ricordi, le risate, il vino e le tradizioni che si perpetuano e che ti danno sicurezza. Probabilmente avrò qualche sussulto ma non lascerò intravedere nulla perchè l'intimità rimanga tale. Non so perchè ma sento che cis to bene in quel luogo, so che non è mio ma so anche che posso acquistarne delle quote considerevoli. Guarderò la legna bruciare e anche allora lascerò i miei pensieri in libertà!
Buona Epifania a tutti!
lunedì, 02 gennaio 2006
BUON ANNO A TUTTI!
Sistemiamo subito i convenevoli; buon anno a tutti! Niente frasi lacrimevoli vi dico solo che il nuovo anno o sarà uguale a quello appena terminato o peggiore, quindi spero sarà uguale!
Di seguito metto in piazza il mio BILANCIO 2005:
7 febbraio 2005 è iniziata la mia avventura a Trento
tra febbraio e marzo ho combinato una valanga di disastri e me ne dispiace tantissimo
nel 2005 ho recuperato un buon rapporto con mio padre, di questo sono estremamente felice
aprile 2005 ho conosciuto un ragazzo dalle crucche sembianze
21 aprile 2005 ho compiuto 26 anni e ho iniziato, in modo un pò accelerato, una storia importante. Potessi tornare indietro partirei in prima, ma alla fine è andata bene per cui, amen!
23 maggio 2005 primo viaggio ad Innsbruck con Marco, esperienza pacificatrice
giugno,luglio e agosto, lavoro e lavoro ma anche tante giornate con Marco in cui ho imparato a scoprirlo come uomo, come ragazzo e come fanciullo!
settembre 2005 la yena comincia a nasare odore di preda da sbranare
ottobre studio studio e studio
novembre esame e vincita del dottorato di ricerca e scoperta di persone cone Ariel, Jun, Atelkin and much more
dicembre, laurea di Mary, chiusura definitiva di vecchi libri e conferma di un uomo!
Si m'è andata bene tutto sommato, il 2006 è iniziato in modo splendido, cenetta casalinga e pace e calore di coccole private covate sotto il plaid e riparate agli sguardi indiscreti dalle mura domestiche. Gennaio iniziato con una "trasferta" importante che può promettere sviluppi interessanti e oggi è il primo nuovo giorno di lavoro.
Per cui: buon anno a tutti!