mercoledì, 30 novembre 2005
LA TEMPESTA E POI UN PO' DI QUIETE!
Finalmente un sospiro di sollievo!
Ho fatto una grossa scommessa, ci ho provato ma non ho mai sperato per evitare risvegli bruschi e cocenti delusioni. Sapete la teoria: "Punta al massimo ma aspettati di raggiungere solo il minimo!". E' una delle mie massime personali, ognuno ha i suoi motti di sopravvivenza!
Ieri sera dopo cena ero in lacrime, pensavo di aver rovinato tutto con la mia solita linguaccia lunga, se uno mi sfida purtroppo non mi tiro mai indietro. Il prof mi aveva sfidato e io avevo risposto colpo su colpo, urlando sulle sue parole per non farmi sopraffare. Quando tutto sembrava finito, lui ha affondato l'ultima stoccata e mi ha fregata in pieno. Ieri sapevo che aveva vinto lui, avevo voluto rispondere e lui mi aveva dato una sonora lezione. Ho pianto di rabbia ieri sera, le lacrime che hanno bagnato il golf di Marco erano solo rabbia e frustrazione. Avevo avuro per le mani delle buone carte e l'ultimo asso l'avevo giocato male. Mi sentivo stupida e presuntuosa, la bambina messa in angolo dai genitori.
Stamattina ho telefonato in Università, cuore in gola un lumicino di speranza che mi troncava il fiato:
S: "Scienze Ambientali, buongiorno!"
L: "Buongiorno, vorrei sapere se erano già disponibili i risultati dell'esame di ammissione al Dottorato di ricerca in Ecologia."
S: "Aspetti un attimo che controllo."
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S: "Eccoli mi può dire il suo nome prego?"
L: "Si, sono L. S."
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S: "L.S. si è stata ammessa è risultata 4° in classifica.!"
L: "Ma è sicura?"
S: "si si...è stata ammessa. Buongiorno!"
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Lacrime, stavolta di gioia e incredulità. Lacrime, miste, non solo le mie. Abbracci, salti e piroette. Ce l'ho fatta, è stata dura per me e per chi mi è stato vicino, ma ce l'ho fatta! Sono felice, ora potrò davvero imparare, non solo lavoro ma anche metodo e ricerca.
GRAZIE!
venerdì, 25 novembre 2005
SONO SOLO UN UOMO!
Gironzolo tra blog e trovo questa frase:
"Quando sei giovane le tue potenzialità sono infinite: potresti essere Einstein. Potresti essere Di Maggio. Poi arriva un momento in cui "potresti essere" va a sbattere contro ciò che sei stato.
Non eri Einstein. Non eri niente."
Penso a qualcuno che conosco, che davanti alla richiesta di perfezione non si è spaventato, non è scappato e non ha rinunciato ad essere per tentare inutilmente la perfezione. Penso a quella persona che mi dice "Sono solo un uomo, non è mia la perfezione, ma posso solo fare tutto quello che posso!"
La frase è equivalente, è una semplicissima verità, sto imparando a vivere con questo e sto meglio, ma la constatazione palese dell'essere Umani mi lascia sempre ammirata e senza fiato!
Grazie!
NEVE A TRENTO!
Si nevica anche qui come in tutta Italia.
Mi piace la neve, mi piace camminare in strada mentre fiocca, senza ombrello, sentire il fiocco che si scioglie sul mio viso.
Qui però è strano, solo i bambini sono entusiasti e si lasciano ammaliare dallo spirito melanconico-romantico del bianco manto.
Peccato però, avrei voluto passare il primo giorno innevato con Marco, a guardare la neve scendere attraverso le mie finestre sul soffitto, uscendo in strada e camminando in silenzio lungo le rive dell'Adige e poi all'improvviso giocando come bambini. Invece lui è a circa 400 km di distanza e io andrò in giro da sola cercando di sentirlo vicino ugualmente!
Come sempre, c'è un tempo per tutto e ci saranno altri w-end innevati solo per noi!
giovedì, 24 novembre 2005
NON HO RESISTITO!
Ma a chi la racconto, nel bene e nel male sono curiosa come una bertuccia dello zoo. Sono dell'idea che è inutile trascinarsi le cose, ho telefonato a Parma!
CE L'HO FATTAAAAAAAA!!!!! HO SUPERATO LA PROV A SCRITTA E MARTEDI' 29 HO L'ESAME ORALE!!!!!!
YESSSSSS!!!!
GIORNATA PESSIMA!
Giovedì 24 novembre; Toro: la fortuna è dalla vostra parte potrete solo riscuotere enormi successi, nessuno potrà fermarvi!
Questo mi dice l'oroscopo del TG5 alle 7:20 del mattino, non è che sia fanatica dell'astrologia ma ascolto quell'oroscopo perchè ascolto il telegiornale appena sveglia; giusto per farmi la prima flebo di drammi e tragedie umane, si sa mai che ci si alzi col sorriso sulle labbra per sbaglio!
Giovedì 24 novembre!
Cazzo, mi sento un rottame a rotelle, martedì ho campionato sul Brenta tutto il giorno con temperature da -1° C a +2° C ma sempre e solo all'ombra di quella dannata Valsugana, tanto bella in estate e in inverno quando vai a fare rilassanti passeggiate nei boschi, a Passo Manghen, nel Tesino o in Val dei Mocheni; quanto infausta quando ci lavori sotto qualsiasi intemperia. Ho lavorato fino alle 17, filtravo campioni con la torcia in fronte, avevo le mani prive di residui di circolazione periferica, rosse, gonfie ed anestetizzate al dolore e ai movimenti.
Non sono più una giovincella, i miei 26 anni si sentono, dopo due giorni ho ancora il mal di testa da freddo intenso, ho il torcicollo che mi impedisce rotazioni superiori ai 30°, le ossa mi dolgono e sento il corpo gonfio per il freddo.
Aggiungiamo anche che sono abbastanza rincoglionita e ieri sono caduta da sola uscendo da casa e mi sono chiusa la porta sulla caviglia sinistra, risultato: ho una gamba a dimensione cotechino e dal colore indefinibile tra viola melanzana e rosso sangue!
Giovedì 24 novembre, oggi dovrei telefonare in Uni. a Parma per sapere se ho superato la prova scritta dell'esame di dottorato, mi sto schifosamente cagando sotto, non voglio telefonare, non ora almeno. Se mi dicessero "Signorina...a no mi spiace lei non è nella lista degli ammessi. Arrivederci e buona giornata!". Buona giornata un cavolo, quel dottorato mi serve come i chironomidi servono alle mie Perle che stanno morendo di fame nella vschetta. Probabilmente telefonerò verso le 11 sperando a dispetto dei presentimenti negativi.
Tanto per finire la "giornata fortunata" alle 18 ho appuntamento col mio carnefice. Il dentista.
Ho un dente, presumibilmente il dente del giudizio, completamente rotto, decapitato fino alla gengiva, non sento dolore e fosse per me non andrei. Ma il giudizio non spunta coi denti, ergo ho preso appuntamento perchè è giusto prevenire eventuali infezioni. Andrò li e il caro dottore mi dirà che è da estrarre. Io ho il terrore dei dentisti, ho già la tachicardìa, svengo sempre, non sopporto il dolore ai denti e poi ho la mandibola che si incastra ergo corro il rischio ogni volta di lussarmi l'articolazione. Se penso che mi dovrà anestetizzare, con dosi da cavallo, poi aprirmi la gengiva e ravanare per ore prima di estirpare i coriacei nervi del fottuto dente, penso che vorrei avere un incidente che mi faccia volare via in sul colpo quel dente.
Toro: la fortuna è dalla vostra parte potrete solo riscuotere enormi successi, nessuno potrà fermarvi!
E meno male!!!!
giovedì, 17 novembre 2005
IMBARAZZO!
A parte i momenti neri, tendenzialmente quando mi guardo allo specchio mi piaccio abbastanza. Insomma non è che vedo la Madonna reincarnata, ma una ragazza-donna, con un viso un pò strano, capelli scuri occhi neri e pelle bianca con tanto di efelidi sul naso, abbastanza alta, non certo anoressica, dalle forme un pò troppo femminili. Insomma diciamo che in genere non ci sono scene di delirio al mio passaggio in strada, ma la mia porca figura la faccio e qualche sguardo riesco ad attirarlo.
Martedì ero a Parma, dovevo sostenere l'esame di ingresso al Dottorato di ricerca.Ovviamente,come si conviene in certe occasioni, cerco di risultare abbigliata in modo decente e, nonostante la levataccia alle 5:40 del mattino, cerco di assumere un volto umano. Ergo indosso;
-pantaloni in lana dal taglio maschile, color grigio melange scuro con sottili quadri in blu,
-camicia azzurra
-golfino grigio melange di un tono pi chiaro dei pantaloni con scollo leggermente a V
-cravatta blu con fiori chiari (la cravatta mi da sicurezza, quell'aria un pòprofessional che mette un pò di distanze grazie alle quali
-calzini e scarpe neri.
Truccata, si scusate ma era necessario anche il fondotinta, ma cmq non da battona decadente da guerra di secessione. Ovviamente ero alquanto agitata e di solito in questi frangenti ho l'aria un pò "sbauttita" (= sbigottita in dialetto natìo), ma cmq mi sentivo a posto.
C'è il momento iniziale del riconoscimento;ovviamente loro vedono me per la prima volta e viceversa. La commissione è formata da una prof. e da due prof. uno di una certa età e uno abbastanza giovane. Primo sguardo noto che è molto elegante, vestito blu di velluto,panciotto beige e camicia azzurra. L'attenzione si sposta, noto che è un bell'uomo, occhi azzurro pastello e stranamente caldi, sorriso molto aperto,capelli chiari e brizzolati aria molto affascinante.
Penso: "Bene, almeno avrò qualcuno di carino da guardare nei momenti morti!" Ovviamente persa nei miei pensieri non mi accorgo subito che ho insistentemente e ripetutamente guardato il soggetto in questione, tantomeno mi sono accorta dei suoi sguadi insistenti verso di me. Figuriamoci, quando penso agli affaracci miei potrebbe apparire Gesù Cristo e non me ne accorgerei. Cmq resami conto della cosa ho subito distolto lo sguardo con un certo "rosso" imbarazzo (a dire il vero sarò diventata viola ma è un dettaglio).
Al momento della scelta della busta il suddetto uomo mi guarda dritta negli occhi e mi chiede di scegliere la busta!
AAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH!
Mio Dio,tutti e26 gli occhi della stanza sono verso di me e il suo paio di occhi è quello che più mi irrita, insomma pare abbia capito che "m'ha sgamato" e gioca col mio visibile imbarazzo. Va ben, seguo la regola per cui: in medio stat virtus, e scelgo la 2, i titoli vengono letti e ci si dirige verso l'aula dove svolgere il compito.
Iniziamo alle 10:02, abbiamo 4 ore per leggere un articolo e commentarlo alla luce delle ultime scoperte. Io ne scelgo uno sull'uso massiccio delle risorse e sugli effetti di tale sfruttamento. Inizio a scrivere ma sento un palpabile segno di disagio. Ogni volta che alzo lo sguardo, il suddetto è li che mi osserva.
Per fortuna dopo 2 ore viene chiamato da non so chi e sparisce.
Rientra alle 13:20, mi passa accanto e mi chiede come procede. Rispondo vagamente imbarazzata e continuo. Alla fine dell'esame mi alzo per consegnare la mia busta e lui mi si fa incontro prendedomela di mano. Va ben, cerco di essere il più fredda possibile, queste situzioni le trovo davvero imbarazzanti e so che lui ci sta giocando. Mi rivesto e faccio per andarmene e lui che fa? Mi si avvicina e mi chiede quale tema ho scelto!!!! Io urlo dento di me: "Ma sei scemo! Se ti rispondo possono annullarmi l'esame mongoloide!" Cortesemente invece gli faccio notare che non potrebbe farmi quella domanda, lui sorride imbarazzato e si scusa.
Io me la do a gambe levate e scappo a prendere il treno.
Ora; non sono una bigotta ne tantomeno una ingenua. Forse il mio unico torto è di essere troppo onesta, un'altra al mio posto avrebbe ancheggiato tanto da rischiare la lussazione del bacino e flappato le ciglia al punto da provocare una bufera. Sono scema perchè se avessi giocato un pò sporco magari potevo avere la certezza che sarei passata all'orale, in fondo li c'era gente raccomandatissima. Ma non ci sono riuscita per tanti motivi:
-Mi ha imbarazzato di per sé l'interesse di un bell'uomo mostrato così apertamente nei miei confronti ( e questo mi capita ogni volta che qualcuno mi guarda).
-Mi sembrava tutto poco etico, insomma ero una concorrente e lui l'esaminatore, non avrei dovuto guradarlo insistemente.
-Mi sono sentita colpevole quando ho sentito che in qualche angolo di me stava venendo fuori la vocina della femmina pronta a tutto "Dai Lù, fai un sorrisetto, gurdalo negli occhi e fagli intendere che magari...metti che questo ti fa passare la prova scritta!" Oddio questo mi continua ad irritare!
-Mi sono sentita così in colpa che ho subito raccontato tutto al mio moroso, il quale saggiamente mi ha suggerito che forse stavo un tantinello esagerando, non è che ho avuto comportamenti ambigui per cui era inutile stare ad arrovellarsi.
Boh, per ora continuo ad incrociare le dita per l'esame, penso a come dovrò comportarmi nel caso in cui sarà lui ad interrogarmi e cerco di ripetermi che non è successo nulla e che non ho fatto la gattamorta o roba simile!
venerdì, 11 novembre 2005
RIVOGLIO IL MIO TEMPO
In effetti tanto tempo per me da settembre non mi capita di averne.
Prima i campionamenti, prendi zaino, imbacuccati come un Inuit, scarpina per un paio d'ore, arriva sul torrente, metti i piedi a mollo e campiona.
Poi ci sono stati gli smistamenti, le riunioni del lunedì, le trappole da controllare e i milioni di chironomidi da contare e separare da altri ignoti Ditteri.
Poi Roma e il Prof. per apprendere l'arte della determinazione dei Plecotteri adulti, il giro dell'Italia in 3 giorni, la presa di coscienza che ho pochi campioni e che se voglio fare un lavoro serio devo ricominciare a posizionare trappole sperando che stavolte le mucche non finiscano per distruggerle.
Da un mese c'è l'esame che mi sta mettendo i neuroni alle corde, loro poverini dibbattono le capocchie e cercano di resistere ma alcune sinapsi hanno già ceduto e molte sono in grave difficoltà. In 20 gg ho letto articoli in inglese scitti da inglesi, da americani (che possano crepare col loro terrificante slang) scritto da spagnoli e persino da tedeschi. Ho fatto esercizi di scrittura KISS commentando; ecosystem services, habitat destruction, patch habitat and extintion, biodiversity debt...ecc. I primi sono stati un disastro gli ultimi; sulla perorazione della effitiva esistenza di competizione per i semi tra roditori e formiche negli ambienti desertici e sugli ecosystem services sono stati decisamente dei successi da best seller..e finalmente! Gli unici due articoli che mi incuriosivano; The cheta paradox e il paralellismo adattivo tra caribù e canguri non sono riuscita a trovarli, peccato la storia dei canguri mi affascinava e il ghepardo anticonformista mi incuriosiva.
La notte ovviamente dormo a singhiozzi o mi sveglio all'alba con in mente il valore economico del service "drinkable wather" dei Flood plain ecosystem. Insomma per fortuna che l'esame è martedì, altre 2 settimane così e mi dovevate venire a portare i Tarallucci nel reparto di Neurologia al Renzetti!
Voglio il mio tempo indietro. Voglio poter fare come ieri sera ma senza sensi di colpa, ogni volta che mi va.
Passare in Uni. a rapire il moroso dalle sue carte, andare a mangiare 250g di gocchi di patate con funghi,spek e ricotta affumicata e uscire dal ristorante con il cibo alla gola. Raggiungere il viale sul Fersina, così mitteleuropeo, e camminare incontrando il senzatetto che si prepara il giaciglio per la notte, il signore di mezz'età che fa jogging e la vecchia impellicciata. Carcare di immaginare a cosa pensano, che cosa vedono. Arrivare alla cascata e guardare il cielo per cercare le Pleiadi e Orione, tanto io non le ritroverò mai ma per fortuna c'è il moroso che ha mezza carta del cielo stampata in mente. Tornare indietro con la città che già dorme (alle 23...siamo a Trento e questo è normale). Rientrare a casa e sentire le guance rosse che lentamente tornano calde e poi buttarsi sotto il fumante getto della doccia. Pigiamone felpato e giù sotto il piumone e lasciarsi cullare dal respiro caldo del tuo uomo.
Stamattina mi sono svegliata e stavo bene, certo difficile muoversi dal caldo del letto ma la voglia di caffè fa questo ed altro.
Ora volo in palestra, vado a spendere un pò di ansia su quella bici, pedalo ma non si muove e allora pedalo più veloce per la stizza.
Mi attende un w-end di ultimo ripasso disperato, una "domenica del villaggio" e lunedì a Bologna, martedì esame e finalmente, in attesa dei risultati potrò concedermi qualche giorno per riprendermi il mio tempo!!
mercoledì, 09 novembre 2005
STUPIDITA'!
Ieri nel tardo pomeriggio ero ancora rinchiusa nel silenzioso laboratorio a fare esercizi di scrittura KISS. Sul mio piano c'eravamo solo io e Manuel, il mio collega spagnolo, è bravo e lui è riuscito ad avere una possibilità a me negata; no no..non è malefica invidia, se ci penso ha due anni e mezzo di esperienza in più di me ergo è giusto che lui "abbia vinto". Sono uscita sul ballatoio, o poggiolo come lo chiamano qui, per fumare una sigaretta dato che l'ansia mi aveva appena tappato le sinapsi. Come sempre sono passata davanti allo scheletro di non so quale Homo erectus di chissà quale epoca trovato in chissà quale crepaccio di chissà quale ghiacciaio locale. E' li e non dice nulla, disteso e inopportunamente pacifico. Bastardo se fossi vivo ti direi di crepare tra atroci sofferenze.
Ho conquistato l'aria fredda dell'esterno, dal cortile vedevo, come sempre, una delle ultime propaggini del Bondone, cielo color petrolio, limpido e pulito, il freddo ha cominciato finalmente a pungermi le guance. Ho alzato la testa e l'ho vista, aveva la gobba ad est, luna calante. Sembrava lo sapesse perchè era triste, mi veniva da piangere ma a lavoro non si può. Guardando meglio, non so se sia effetto del ghigno vagamente beffardo della stessa luna di prima ma ho iniziato a sentirmi stupida. A sentirmi, cosa ancora peggiore, una mediocre. Una che non avrebbe mai avuto un progetto europeo perchè è solo una buona esecutrice di compiti ma manca del fuoco sacro della scienza.
Ho pensato che forse applicandomi avrei potuto essere una buona tassonoma, in fondo almeno lo spirito di osservazione non mi manca, poi basta avere la pazienza e la perseveranza di stare 8 ore al binoculare...e anche quella c'è. Ma i tassonomi oggi non valgono nulla, la tassonomia è una scienza morta, non c'è più nulla di nuovo da scoprire in un'epoca in cui le specie invece di diversificarsi spariscono e si estinguono.
Temo di essere quello che forse sono, una curiosa ma incostante. Mi sento poco più di una delle mamme shampiste che incontro in palestra la sera. Forse è proprio quello il problema, quando non avevo la palestra ero più impegnata culturalmente. Accidenti anche pensare alla possibilità di questa relazione mi fa sentire stupida come lo è il luogo comune che cela. Forse, ed è la cosa più plausibile, non ho la forma mentis adatta alla cultura scientifica, alla conoscenza profonda e razionale dei processi che regolano la vita.
Chissà, ognuno ha un compito a questo mondo, io ho pensato che il mio fosse fare ricerca, magari è solo qualcosa di meno "aureo".
Sono una donna che ama cucinare, mi piace inventare abbinamenti aggiungere le spezie in relazione alle sensazioni che voglio far provare a chi assaggia. Il 90% di quello che cucino non ha ricetta, è solo la mia fantasia fatta pietanza. Mi distende i nervi cucinare, mi permette di piangere, mi permette di ballare, mi permette di parlare,pensare e ridere; tutto metre faccio a julienne le carote, mentre preparo la salsina di castagne o mentre osservo il brasato che cuoce lentamente nel vino rosso.
Mi piace passare giornate a leggere, se un libro mi prende mi lascio avvincere dall'inchiostro se poi riesco a leggere in un parco o in riva all'Adige, ci passo 10 ore filate. Mi piace pensare con la mia mente i pensieri di chi scrive e di chi è scritto. Mi piace entrare e uscire a piacere dalle pagine, mi piace cercare immagini che descivano le emozioni provenienti dal libro.
Mi piacciono i nanerottoli, mi piace portarli a spasso, vederli scapicollarsi al parco giochi, quasi non ci credono alla libertà di sporcarsi e sbucciarsi le ginocchia. Le mammine shampiste li mandano a calcio, a tennis, in pascina perchè DEVONO essere in forma, li portano al parco due volte l'anno perchè in inverno è troppo freddo, in estate è troppo caldo, un giorno poi hanno il vestito nuovo e non possono sporcarlo. Poverini, a loro basta una tuta malconcia, una altalena, un pallone e un prato e poi la possibilità di correre, sudare e cadere senza mamme in ansia che si precipitano come falchi appena un granello di polvere sfiora i pargoli.
Tutto questo però non coincide con la fame di scienza.
Ieri poi sono rientrata in laboatorio dopo 15 minuti, la sensazione di stupidità m'è rimasta addosso tutta la sera, anzi è aumentata nel tentativo di capire i concetti astratti di macroeconomia e applicarli poi agli ecosystem services.
Stamattina sono come la sabbia che riempie una clessidra, sento qualcosa che fluisce prima in un senso e poi nell'altro. Persiste però un alone di ignoranza, potrei pensare che molti hanno puntato su di me, ma mi fa solo diventare la sabbia più fine e questa mi soffoca; allora lascio stare e penso che magari stavolta potrei avere fortuna e che se mi verrà data la possibilità cercherò di avvicinare il cerino alla pira che sto costruendo per vedere se riesco a far bruciare la passione incontrollabile della scienza dentro di me!
venerdì, 04 novembre 2005
PAROLE IN LIBERTA' PENSIERI CHE CORRONO VELOCI IN EQUILIBRIO.
Non ho nulla di preciso in mente, ho troppe cose per poterle organizzare in scala gerarchica e decidere quali sono le cose importanti. Ho troppi pensieri che vagano, no anzi che sbattono contro i muri della mia scatola cranica come i ciechi di Saramago. In testa da ieri mi frulla il KISS (keep It Simple and Stupid), il mio dictat, devo impare a scrivere come un imbecille se voglio passare l'esame di ammissione al Dottorato, idem se voglio mettere il mio nome su articoli e pubblicarli su riviste con un I.F. Umh, seee, ti pare facile? Va ben ieri sera ci ho provato, mentre sullo schermo andava Flashdance (scusate ma sono una donna e i musical d'amore anni '80 mi fanno impazzire, se dessero anche Dirty Dancing sarei in paradiso!). Frasi semplici e monoconcetto, due massimo tre righe. Alla fine mi sembravano tante piccole definizioni buttate li secondo una scaletta, mancava di armonia, di morbidezza era tutto grigio, freddo a leggerlo sentivo odore di alluminio. Imparerò anche questa!
Come placebo penso all'abitino che ho provato ieri, in maglina calda e sottile di jersei, nulla di fantasmagorico, chi mi conosce sa che adoro i particolari vistosi che mi possono distinguere. Questo è nero, scollo generoso, taglio semplicemente lineare. Uscita dal camerino mi sono guardata, primo severo commento "Umh, la solita clessidra!". Mi sono guardata una seconda volta e mi sono piaciuta, in fondo quell'abito mostra tutto quello che sono e se sono come due S affiancate non posso farci nulla, anzi penso anche di essere bella, di comunicare accoglienza e si, scusate un eccesso di vanità autoreverenziale; penso di essere sensuale. Mi piace ma ho rimorsi per il mio conto in banca, allora chiedo di tenerlo da parte, penso che se supera il giudizio del moroso lo prendo, so anche un paio di occasioni programmate da un pò in cui farei la mia vacca figura con quel foglio addosso.
Poi penso che la scatola nera è pulsante, si restringe e mi leva l'aria per un pò, poi ne prendo le redini e si allrga un pochino, la sabbia diventa meno fine la trama grossolana fa passare più aria dalle pareti. E' un beneficio solo momentaneo ma meglio di nulla.
Penso che voglio andare a Bologna, in giro con le mie amiche, avrei anche voglia di rivedere i miei coinquilini, la Sala Borsa, la Feltrinelli e la Montagnola al sabato mattina che è una specie di boundary line tra la notte brava precedente, disegnata sulle facce dei ragazzi, e la operosa mattinata di shopping convulso delle mammine shampiste.
Penso che un w-end di relax me lo merito, penso che un w-end di relax insieme, io e il mio uomo, ce lo meritiamo davvero. Non solo per smettere di lavorare ma anche, anzi soprattutto, per goderci a vicenda senza fretta, senza sensi di colpa, perchè un'ora di coccole alla sera è tempo "rubato" ai rispettivi lavori. Senza dovermi sforzare di far finta che il lavoro, l'esame e i colleghi li ho chiusi dietro il portone del Museo. In poche parole sento che abbiamo bisogno di molle ozio, di sano edonismo.
Mentre scrivo penso che devo finire entro oggi quel campione di pieno di Ditteri, che stasera devo consegnare al capo i "temini" e ne ho fatto uno solo, penso che devo andare a sbrigare faccende burocratiche in amministrazione, che dovrei telefonare al dentista ed andare alla ASL oltre che in palestra. Penso che forse un momento di libertà e anarchia cerebrale mi è servito, che mi sento vagamente ubriaca ma piacevolmente tranquilla. Torno al mio lavoro, torno ai miei moschini, torno ai Plecotteri (forse stavolta riesco a sistemarmi la mia collezione!!), salterò la pausa caffè alle 11 perchè devo finire per le 12:15 prima di andare in palestra se nel pomeriggio voglio avere il tempo per finire di studiare. Ci vorrà tempo ma le giornate sono fatte di 14 ore di operosità e in qualche modo ce la posso fare a trovare la quadratura del cerchio!