mercoledì, 24 agosto 2005
AUTUNNO
So di andare contro la "morale comune" secondo la quale è l'estate la stagione degna di essere vissuta...il resto...m***a. Sarò rara bestia ma io ODIO l'estate, il caldo, le goccioline di sudore che pezzano, modello Dalmata; le magliette, glissiamo pure sulla sensazione di appiccicaticcio e il tanfo medio che si emana costantemente.
Per fortuna stavolta sono stata graziata, qui sembra già sull'uscio il mio Autunno. Quando tutti bestemmiano per la pioggia fine e costante io invece mi beo del bigio cielo, passo giornate instacabili a lavoro ascoltando la mia playlist, torno a casa e ho il mio sacro rito del té bollente dagli aromi ogni volta differenti. La tazza che rilascia il calore del liquido alle mie mani fredde, il profumo...ci avete mai fatto caso che quando inalate i fumi odorosi di un liquido caldo gli occhi magicamente si chiudono? Le zuppe calde per cena e la serata da plaid a quadrettoni scozzesi e un bel lacrimevole "Colazione da Tiffany" in DVD, una telefonata all'amica di una vita per raccontarle le ultime news e infine una buona doccia calda prima di abbandonarsi a Morfeo.
Che dire poi dell'aria, così densa di odori, la terra bagnata ha un richiamo quasi animale per chi sa di appartenervi. La pioggia ammorbidisce gli spigoli dei profumi e l'aria fredda li lascia liberi di raggiungermi ovunque io sia. Camminare per strada con il brivido di freddo leggero che mi fa sentire che ho la pelle calda, l'odore di pane caldo dei fornai, il profumo del caffè che svapora dai bar e, uscendo dalla città sentire l'odore pungente del mosto che ribolle nelle botti di legno di rovere. Con l'avanzare dell'autunno il freddo si farà sempre più pungente, uscirò con le calze spesse che mi accarezzano la pelle ma la lasciano respirare, con la sciarpa fino alle labbra; le mie guance col freddo assumno sfumature strane e gli occhi...chissà poi per quale motivo, mi diventano lucidi e poi...che dire della sensazione del berretto calcato in testa. Con tutto questo freddo le mie domeniche diventeranno pigre, dolci, malinconiche, fatte di chiacchiere con amici, coccole sotto le coperte, film lunghissimi ..magari francesi, diventeranno rossi e arancio come le foglie degli alberi, inizieranno a sapere di torte impastate, inventate, seguite nella cottura, sfornate e assaggiate.
...Umpf...per voi sarà l'estate la stagione migliore...ma l'autunno è "meditabondo" e nessuno mai potrà strapparmelo via...
lunedì, 08 agosto 2005
L’INCUBO CHE SI VEDE MA NON SI TOCCA MAI…
...è il rifugio Caré alto, sulle alpi dell’Adamello!
Si è il mio incubo personale e domani vedrò se è stato tutto un bluff oppure se l’immaginario è fin troppo gentile rispetto alla dura realtà. Gli ultimi ad esserci stati raccontano di 4 epiche ore di cammino senza mai nemmeno un metro in falsopiano…tutta irta salita su gradoni di bastardissima dolomia altri almeno mezzo metro, partendo dai 1000 m s.l.m. per salire su, su, su...sempre più in alto fino ai 2500 m s.l.m.!
Per di più quella è l’unica zona trentina su cui si abbatte costante e implacabile la bastardissima nuvola fantozziana…non a caso ha la noméa di essere il “pisciatoio” del Trentino…cioè se solo una stupida goccia deve bagnare il suolo regionale…ci si può scommettere la testa che cadrà li!
I mie compagni di ventura saranno tre…e per giunta tre uomini…voi direte che sono fortunata dato che il “lavoro sporco” (portare gli zaini con l’attrezzatura da lavoro che in media pesano dai 25 ai 35 kg ognuno!) lo faranno loro...però a salire devo salire lo stesso!
…e comunque è tutta colpa del “bauscia” che ha avuto la brillante e gaudiosa idea di fare la tesi sul torrente che sgorga da quel dannato ghiacciaio!
Per ora tremo solo al pensiero di come saranno ridotti i miei polpacci…spero almeno di non superare il diametro di Maldini Jr, le mie esili caviglie…mi auguro di riportarle umane e non elefantesche…e soprattutto incrocio anche gli occhi nella speranza di riportare a casa i miei menischi, già abbondantemente malandati da anni zampettanti di volley e di basket, tutti sani e funzionanti!
Fatemi tutti gli scongiuri del caso…e crepi prima la dolomia e poi io!!!
venerdì, 05 agosto 2005
UMH....
beh sicuramente meglio di ieri...in effetti peggio mi rimaneva solo il suicidio. Sono in laboratorio dalle 6..e ho una tempia, la destra per la precisione della cronaca, che pulsa ferocemente; vorrei ingurgitare una bustina di Nimesulide...ma non è zucchero e non so se il mio stomaco reggerebbe la quarta in meno di 12 ore...per cui mi tengo il mal di testa...e amen!
giovedì, 04 agosto 2005
....CHE DIRE...
..che dire, sono ancora in laboratorio, sono in sindrome da disperazione acuta post riunione fiume col capo, vorrei poter spegnere il cervello..vorrei poter piangere per scaricare un pò di tensione, vorrei potermi abbandonare nel calore di un amorevole abbraccio, vorrei poter tornare a casa e trovare quel sorriso tutto per me...che mi restituisca un pò di leggerezza, un pò di forza, che prenda la mia stanchezza, la mia paura di non farcela e le butti via.
Che dire....mi accontenterò di sentire la famiglia via telefono, chiamerò tutte le persone che sono la mia famiglia...mamma,papà, sorella, Marco, Mary e Paola...mi lamenterò...ma via etere non è la stessa cosa. E' tutto più lontano, meno vero...e il calore...è sempre reso metallico dal microfono del cellulare.
Che dire..cenerò da sola e poi accenderò il computer per ricominciare a lavorare, correndo sempre per sperare di riuscire a ritagliarmi un w-end senza pensieri, per riuscire a battare il tempo al fotofinish e conquistare il diritto ad una fottuta settimana di ferie...
Che dire...che troppe cose vorrei ora e non potrò averne nessuna..per cui...ripenso un attimo alla voce di mia nonna che mi dice con un sorriso "Lù..forza, coraggio e cuore di pecora...ricorda che chi si ferma...non risale..per cui...cammina!"..rimando al buio mittente il groppo di lacrima incipiente...e mi fumo una insalubre ma necessaria sigaretta...e..buona serata a tutti...godetela anche per me!
mercoledì, 03 agosto 2005
Il ricevimento di nozze…da Ancona in giù!
Sabato ore 19:30, agghindata come un abete delle foreste norvegesi a Natale, inerpicata a fatica su quei dannatissimi 15 cm di tacco a spillo, esco di casa al sollecito “pot-pot” della Punto azzurrina di mio zio. Ultimo disperato vagare dello sguardo; finché non salgo sulla quattroruote posso ancora sfuggire al destino, dietro di me mia madre che saluta con strofinaccio (=canovaccio in dialetto locale n.d.r.) unto di olio e di fronte i miei zii con l’auto; a destra Fanny (la mia adorata pastoressa tedesca) mi guarda giustamente perplessa e a sinistra…il muro! Ok, non posso scappare, con passo felpato da cammello (ricordate che devo stare su 15 cm di spillo) entro in auto; si parte, verso il luogo del banchetto…che come sempre è sperduto tra le campagne locali…a chilometri dalla vita civile; poche pippe, l’ho capito con l’età della regione, lo fanno apposta per scoraggiare qualsiasi iniziativa di fuga autonoma.
Arriviamo, scendere dall’auto e raggiungere incolume l’ingresso è alquanto difficoltoso dato che c’è una distesa di ciottoli da far invidia al deserto del Gobi, sorreggendomi a mia zia (la furbona ha un tacco al di sotto della sfida alla fisica e/o della scommessa con il radiografo del reparto ortopedia.) riesco a giungere nella sala. Avverto che c’è qualcosa…a dire il vero più di una cosa, che non quadra perfettamente, rapido inventario obbligato dalla crescente sensazione di “occhio puntato addosso”. Azzarola….l’altezza media si aggira intorno al metro e sessanta risicato…e io…beh con rapido calcolo, tra altezza personale e tacco sono vicina al metro e novanta. Inutile sperare di passare defilati quindi. Dopo il rito del saluto a tutta la marmaglia presente…beh almeno i ¾ li dovrei conoscere ma non so nemmeno il nome della sposa… so solo che la nonna dello sposo è la sorella del mio defunto nonno… per cui il resto dei 200 invitati mi sono del tutto sconosciuti. Al contrario di me loro fremono dalla voglia di “riconoscermi” e parte il rito del “..ciav e tu di chi ssì lu fije?”. Dopo una decina di riepiloghi del mio albero genealogico riesco a raggiungere il tavolo; ovviamente sono capitata con una serie di mummie da museo egizio…per abbassare l’età media del mio tavolo ci vorrebbe una intera classe dell’asilo nido…amen mi rassegno. Inizia la piaga delle innumerevoli portate, tanto per farvi immaginare come può stare oggi il mio stomaco ve le riassumo brevemente:
-antipasto misto “all’italiana”…cioè circa un quarto di porco a testa in tutte le sue parti e forme possibili di conservazione;
-prima portata…lasagna a dimensione camionista…peso specifico di un cm2 circa due etti…a occhio la porzione è di 15 cm per 20...
- supplemento di prima portata…un 3 etti di pasta alla chitarra con ragù che dal colore e dalla consistenza sembra reduce da un paio di settimane di cottura ristretta;
-seconda portata due felle, ampiezza pari a quella di un lenzuolo, di carne con salsina salatissima e densa come il vomito di scimmia;
- insalatina... due foglie in croce tanto per rinfrescare il palato;
-ulteriore seconda portata consistente in quarto di pollo cotto in guazzo di olio;
-piatto misto di verdure... ma per evitare che la verdura si dimostri troppo leggera viene condita con besciamella e cubetti simil grattacielo di pancetta affumicata;
-frutta…ed era ora…ovviamente…ode al colesterolo avvinghiato alle pareti delle arterie…sopra c’è una kilata di panna montata;
-porzione di torta millefoglie di epiche dimensioni.
Il supplizio avrebbe provato chiunque, io riesco a resistere stoicamente ignorando almeno la metà delle portate, la mia manovra però non passa inosservata perché la cariatide che mi siede di fronte mi apostrofa con sdentato sorriso da dentiera sull’orlo dello scollamento: “Ma tu si giovene magn ca adà cresce!”….no comment!
Credo che sia finita…invece il delirio sta iniziando ora, il tracagnotto cantante locale dal vivo…(lo avrei preferito morto) fa partire….IL TRENINO!!!!!!!
Il panico mi paralizza….che faccio? Recupero la calma con sovrumano sforzo…mi alzo quando le carrozze di testa si dirigono verso il tavolo accanto e rasentando il muro mi rifugio in bagno…fingendo un simultaneo attacco di dissenteria.
Rientro in sala quando dal tipitipitero si sta passando alla macarena…il rischio maggiore è stato schivato…per cui posso solo sedermi e godermi lo spettacolo delle 40enni frustrate che si dimenano come tarantolate, si passa al “Ballo di Simone” e a WMCA e qui scendono in campo anche le 50enni in un afflato di ritrovata gioventù…dopo circa due ore…arriva il pezzo forte…il lisssio. In pista un’orda di ultraottantenni; che sfidano la sciatica, schivano la rottura del femore e dribblano la lussazione dell’anca, si lancia in una serie infinita di mazurche, tanghi passionali, walzer e polke. Alle 2:15 finalmente gli astanti iniziano a cadere stracotti sulle sedie come le zanzare dell’argento vivo della Raid…cavolo era ora!! Mi alzo passo di nuovo a salutare gli sposi (finalmente sono riuscita anche a sapere il nome della sposa) ritiro la magica caccavella (cioccolo,contenitore inutile e di foggia orribile n.d.r.) che è incartata da bomboniera…e risalgo in macchina alla volta di casa mia..del mio letto.
Beh miei cari polentoni venite a sperimentare una di queste serate e poi ditemi se noi terroni non siamo dei magici funamboli in grado di vivere sull’orlo del baratro!...a comunque per il prossimo matrimonio mi sono data malata…è per settembre…ma so già che avrò un febbrone da cavallo!
martedì, 02 agosto 2005
DONNA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI
Qui di seguito bloggo una amorevole e simbolica conversazione con una "amica"..beh magari è prematuro dire una cosa così impegnativa..ok..diciamo allora con l'unico piccione che riscuote le mie simpatie.... Beh...sapete perchè...perchè sono stufa di sentirmi dire che una donna per essere annoverata tra gli esseri dotati di intelligenza non deve essere materialista e non deve leggere Donna Moderna e non deve perdersi ore in un salone di parrucchieri. Perchè se sono una donna con un cervello pensante non vuol dire che non abbia i miei momenti di stupidità. Ho le mie manìe da casalinga perfetta...e si...sconvolgetevi vi prego....sono una consumista, adoro fare shopping virtuale e reale convulso. Amo le scarpe con ogni mia fibra e leggo Marie Clair per vedere le anteprime della prossima stagione...Anni a Bologna, contornata da valanghe di frikkettoni..mi hanno rotto...sono una modai ola va bene...mi piace spendere e spesso mi concedo anche il superfluo...ma chissene... epoi...sapete...sono più modaioli loro con quella maledetta e orribile maglietta rossa col Che...che io che spendo anche 200 euro per un paio di stivali in capretto...Viviamo in una società consumista..basta mettersi l'anima in pace e viverci con meno rimorsi possibili... Ecco a voi...e giudicatemi pure....non importa!
Luna: umh..si ...ma in qualche modo riuscirò a fare tutto..umh..fare shopping non mi dispiacerebbe ma a parte un paio di cose...non mi serve un tubo!
Ariel: a me nemmeno, ma lo sposo va girando coi buchi sul culo
Luna: dai...che vuoi che sia...è un pò "casual"
Ariel: uno di quelli che si lamentano che non hanno nulla ma che poi non hanno voglia di comprare cercare e provare
Luna: l'arte dello shopping convulso e amorevole è una prerogativa solo delle donne e dei gay; conosco uomini che vi si dedicano solo due volte l'anno sotto coercizione..tanto alla camicia nuova ci pensa mammà e alla cravatta di seta ci pensa papy
Ariel: infatti non gli compro camicie
Luna: ...ma solo completini inn lattex e perizomi leopardati...pardon a moi ma la tentazione è stata forte e non ho resistito. A me conviene non comprare nulla...mi piacciono le cose oggettivamente belle e ben fatte per cui spenderei un patrimonio per una cravatta di seta o per un golfino in lapin...e poi non basterebbe il capitale per le mie spese.
Ariel: Continui a stupirmi ...per me i vestiti sono stracci per coprirsi di stagione in stagione.
Luna: ...emh..io sono donna con tutti i suoi neuroni e con tutte le sue manìe tra cui i vestiti...per non parlare delle scarpe...sono una sporca consumista..e ne vado fiera...mi piace comunicare con i vestiti...ho un guardaroba pieno di cose diversissime..cappellini stile colazione da tiffany accanto a cravatte da uomo e bretelle...camicia da educanda e top che lasciano la schiena scoperta...insomma...mi piace giocare e far vedere coi vestiti tutti i miei lati del carattere....le scarpe poi...un delirio...ma costano un patrimonio per cui..ne ho un congruo numero....
Ariel:..non ci credo!
Anche questa sono io...e ..udite udite...ho un cervello..o meglio un neurone assimilabile ad un criceto..che funziona..certo a giorni alterni ma nessuno può avere tutto dalla vita..e...AMEN!!!
lunedì, 01 agosto 2005
IL MARE IN SOLITARIA.
E poi...il mare; andarci da sola è un rito quasi mistico (anche perchè vado ad orari non da tintarella e solo per nuotare dopo circa due ore di solito smonto tutto e torno a casa...insomma sono "out"...). Salire sulla Panda e sentire il motore che va su di giri anche se la strada è fatta solo da curve e tornanti...spingere in curva per vedere se sono in grado di non cappotarmi di lato con quella scatoletta. Guardare il cielo,il mare che si avvicina e la campagna che comincia a pesare d'uva e di fiori di Ulivi..tanto la strada la conosco a memoria posso guidare ad occhi chiusi. Arrivo sulla statale e ad ogni curva penso che la tentazione di non fermarsi fino a Foggia è tanta...il serpentone che costeggia il mare è sempre incantatore per me...per fortuna che la Panda ha i suoi limiti...La discesa in spiaggia comincia a far parte del rituale clou,cammino in pendenza leggera e guardo il trabbocco che si allunga, come le mani maliarde di una femme fatal, sull'acqua. Mi svesto e stendo il telo...mi siedo e guardo, inspiro il sale...poi mi alzo e sento l'acqua che fresca mi cinge le caviglie...il richiamo è irresistibile...il colore intenso e cupo, il sapore salato che brucia gli occhi, la sfida di raggiungere il palo a nuoto...e mi tuffo. Da li in poi sono nel mio elemento naturale, in mare non ho paura di niente...so che è da pazzi incoscienti ma mi fido del mare. Comincio a nuotare..a rana è lo stile che più mi piace...posso cambiare prospettiva..testa sott'acqua..vedo il blu (i sub sapranno di cosa parlo) testa a pelo d'acqua vedo il cielo che si accinge ad abbracciare languidamente il mare all'orizzonte. Nuoto fino a sentire il corpo pesante,allora mi stendo a pelo d'acqua e lascio che la corrente mi culli, appena tornano le forze...mi avvio verso la riva. Esco dall'acqua sentendo che questa mi appesantisce le membra per riportarmi da lei, con sforzo mi dirigo verso il mio telo...e lascio che il sale si raggrumi brillante sulla mia pelle,lascio che il sole vi passi attraverso e lo faccia brillare prima di arrivare a scaldarmi. Mi asciugo, prendo su il telo e risalgo sulla strada, accendo la mia Panda e torno a casa coi capelli induriti dalla salsedine,le labbra insaporite gli occhiali che attenuano il tramonto...e la pace che mi distende le membra. Come si fa a non rimanere senzafiato!